
Dalla diagnosi alla terapia: iniziative sul territorio.
Il nuovo articolo 5 del Codice Deontologico fa del medico una delle figure professionali chiamate a svolgere un ruolo attivo nella tutela del diritto individuale e collettivo alla salute e a un ambiente salubre. Nell’ambito di una partecipazione allargata ai processi decisionali e all’attuazione degli interventi anche il medico è chiamato a svolgere la propria parte. E’ quanto viene affermato nel DOCumento ambiente - cardine dell’iniziativa promossa da FNOM CeO (Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri) e ISDE Italia (Associazione di medici per l’ambiente) – che intende coinvolgere la classe medica chiedendo la sottoscrizione di un documento che verrà distribuito presso tutte le sedi dell’Ordine professional. Tra i punti salienti del documento, l’introduzione del concetto di Valutazione di Impatto Sanitario – da affiancarsi alla Valutazione Ambientale Strategica e alla Valutazione d’Impatto Ambientale – che dovrebbe avere proprio il medico come suo determinante referente, attraverso interventi precisi, mirati a garantire la piena integrazione delle sue considerazioni sulla prevenzione e sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle strategie decisionali. Ritroviamo il medico quale protagonista anche negli interventi mirati a modificare gli stili di vita attraverso campagne informative, educazione ambientale, iniziative promozionali sull’uso di trasporti sostenibili ecc.
In sintesi il documento proposto da FNOM CeO e ISDE Italia chiede:
a) che i medici siano in prima fila nella valutazione e comunicazione del rischio, nella promozione di progetti integrati di prevenzione primaria, nella formazione, nella valutazione d’impatto ambientale e sanitario di piani, programmi e degli strumenti di pianificazione urbanistici, nella verifica di efficacia dei provvedimenti adottati. A questo fine i medici si propongono per il supporto tecnico-sanitario ai vari livelli di governo (nazionale, regionale e locale) che esercitano competenze politico-amministrative, normative e regolamentari, nei vari processi di pianificazione che incidono sulla salute collettiva. Per l’esercizio di queste funzioni, cui si aggiungono quelle prettamente sanitarie di “sorveglianza epidemiologica” e “comunicazione del rischio”, i medici intendono instaurare costanti relazioni funzionali con le Agenzie Regionali per l’Ambiente, al fine di assicurare l’integrazione tra politiche sanitarie, ambientali ed energetiche prevista dall’art. 7-quinquies del D.Lgs. n. 502/1992.
b) la predisposizione di un piano d’azione condiviso, da portare avanti in maniera sistematica su tutto il territorio nazionale, che comprenda attività di formazione informazione (distribuzione di materiali informativi negli studi e nei presidi medici sui rischi derivanti dall’inquinamento atmosferico, interventi nelle scuole per sensibilizzare insegnanti e genitori), attività di coordinamento di tutte le figure mediche del territorio (Medici di Medicina Generale, Pediatri di famiglia, Medici che lavorano nei Dipartimenti di prevenzione o comunque nei settori della sanità pubblica, epidemiologi, ospedalieri ecc.), pressione nei confronti delle istituzioni locali per una valutazione dell’impatto sulla salute delle scelte di tipo urbanistico in senso lato.
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