ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 

Numero 323 (28 Novembre 2008)

 

In questo numero………

Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":

-        Meeting Rete Italiana Città Sane - 3-4 Dicembre, Modena.

-        Seminario “The role of exposure assessment in understanding biomarkers” - 4 Dicembre, Brescia.

-        Incontro annuale del Registro di Mortalità Regionale della Toscana - 3 Dicembre, Firenze.

-        Conferenza nazionale “Il clima delle città, le città per il clima” - 5 Dicembre, Bologna.

-        Terzo Congresso Rete CPO delle Agenzie Ambientali - 2 Dicembre, Roma.

-        La sostenibilità in un numero - 27-28 Novembre, Pisa.

-        Il rischio cancerogeno occupazionale oggi - 4-5 Dicembre, Milano.

-        Master “Valutazione e controllo del rischio tossicologico da inquinanti ambientali” - Scadenza domande 28 Novembre.

Nella rubrica "Politica":

-        Giornata internazionale Medici per l'ambiente - 25/11/2008: "Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri" a cura di Maria Grazia Petronio e Manrico Guerra.

Nella rubrica "L'Associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":

-        Town Meeting.

-        71° Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale (SIMLII).

-        Venice 2008: 2° Simposio internazionale sull’energia da biomasse e rifiuti.

-        5 per 1000.

 

PROSSIMI EVENTI E SCADENZE

 

MEETING RETE ITALIANA CITTÀ SANE

A Modena il 3 e il 4 Dicembre 2008 si terrà il Meeting della Rete Italiana Città Sane “Ambiente costruito e Città Sane: salute e sicurezza un binomio possibile?”.

Obiettivo del meeting dovrebbe essere quello di analizzare, attraverso contributi teorici ed esperienze significative realizzate sui temi specifici, l'impatto sulla salute della pianificazione della città, mettendo altresì in luce anche le connessioni con altre politiche. Il tema dell’impatto sulla salute dell’ambiente costruito è sicuramente dibattuto da alcuni anni ma stenta a trovare concreta applicazione sul territorio nazionale attraverso gli strumenti urbanistici. Le esperienze effettivamente realizzate e valutate non rappresentano ancora in Italia una massa critica sufficiente alla loro diffusione. E' necessario pertanto creare una occasione di confronto tesa a far emergere e analizzare in maniera approfondita alcuni casi “di successo” al fine di far passare un messaggio anzitutto culturale sia nei confronti dei tecnici che dei politici. Tematiche su cui concentrare l’attenzione: sicurezza stradale, tema che può essere declinato in termini di ambiente costruito sotto diversi aspetti; salute e sicurezza urbana (pianificazione urbanistica con criteri di sicurezza urbana).

Info: www.comune.modena.it/pps; www.retecittasane.it;
daniele.biagioni@comune.modena.it
; antonietta.de.luca@comune.modena.it ; natale.indelicato@comune.modena.it

 

SEMINARIO “THE ROLE OF EXPOSURE ASSESSMENT IN UNDERSTANDING BIOMARKERS”

Giovedì 4 Dicembre 2008 presso la Facoltà di Medicina di Brescia si terrà un seminario inerente al progetto International Mobility dell’Università di Brescia “Use of biomarkers in occupational and environmental health”. Al seminario è intitolato “The Role of Exposure Assessment in Understanding  Biomarkers” interverrà il Dr. Neil Zimmerman.

Info: http://www.unibs.it/on-line/med/Home/Novita/articolo6428.html; gares@med.unibs.it ; lucchini@med.unibs.it

 

INCONTRO ANNUALE DEL REGISTRO DI MORTALITÀ REGIONALE DELLA TOSCANA

L’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO), Ente del Sistema Sanitario Regionale istituito con Legge Regionale Toscana n. 3/2008, ha iniziato la sua attività dal 1° luglio 2008. Raccogliendo l’eredità di ricerca epidemiologica del CSPO, ha fra le sue attività istituzionali la gestione del Registro di Mortalità Regionale (RMR) della Toscana. In occasione dell’incontro che il RMR organizza annualmente saranno presentati i risultati di alcuni studi e approfondimenti sulla mortalità per importanti patologie tumorali in Toscana. Saranno inoltre affrontati altri ambiti di studio e sorveglianza epidemiologica che da diversi anni si avvalgono del contributo informativo offerto dai Registri di mortalità. L’Incontro verrà accreditato con il sistema ECM regionale (Regione Toscana) per le seguenti categorie professionali: medici, biologi, chimici, sociologi, infermieri, assistenti sanitari, ostetriche, dietisti, tecnici della prevenzione. L’incontro di questo anno si terrà Mercoledì 3 Dicembre 2008 a Firenze.

Info: rmr@ispo.toscana.it

 

CONFERENZA NAZIONALE “IL CLIMA DELLE CITTÀ, LE CITTÀ PER IL CLIMA”

A Bologna Venerdì 5 Dicembre 2008 si svolgerà la Conferenza Nazionale “Il clima delle città, le città per il clima. Le città, le Agende 21 Locali e il cambiamento climatico”, organizzata congiuntamente dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, il Comune di Bologna e INU ed in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna e Università degli Studi di Bologna.

Info: www.cittasostenibile.it; coordinamento.agenda21@provincia.modena.it

 

TERZO CONGRESSO RETE CPO DELLE AGENZIE AMBIENTALI

Martedì 2 Dicembre 2008 a Roma si terrà il 3° Congresso nazionale delle Agenzie ambientali sul tema delle pari opportunità. Queste le relazioni: “Le pari opportunità nel sistema Agenziale e nella PA”, “Un percorso per sviluppare sinergie dalle differenze”, “Pari opportunità nel lavoro, un percorso per lo sviluppo”, “Gli Stati generali: l’esperienza della provincia di Roma”, “Direttiva sulle misure per attuare la parità tra uomini e donne nella PA”, “Le pari opportunità nel sistema Agenziale: buone pratiche condivise”, “Stato di istituzione e di attività, gli strumenti condivisi”, “Formazione: proposta metodologica”, “La flessibilità e la conciliazione dell’orario di lavoro”.

Info: rappresentanza@arpalazio.it

 

LA SOSTENIBILITÀ IN UN NUMERO

Il Corso di Laurea in Sviluppo e Gestione Sostenibile del Territorio della Facoltà di Economia dell'Università di Pisa organizza per i giorni 27 e 28 Novembre 2008 un seminario, aperto alla cittadinanza, sul tema "La sostenibilità in un numero: descrivere la realtà con indicatori aggregati". L'obiettivo del seminario è di introdurre al tema degli indicatori compositi, comprenderne i punti di forza e di debolezza, i passaggi per la loro costruzione e alcuni esempi. Sarà tenuto da ricercatori del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea di ISPRA che fanno parte di un gruppo di ricerca che da anni è riferimento internazionale sul tema. Da anni si parla di sostenibilità dello sviluppo e la discussione sul significato di questo concetto ha raggiunto un elevato livello di approfondimento. Una delle principali questioni presenti riguarda il modo di misurazione della sostenibilità. Diverse infatti sono le prospettive sui suoi indicatori, sulle sue "unità di misura", sui metodi per il suo monitoraggio, per la sua misurazione e per l'effettuazione dei necessari bilanci. Un insieme elevato di indicatori consente un quadro conoscitivo più ampio e più articolato, forse più utile alle istituzioni nel giudicare gli interventi adottati e nel definire le nuove politiche. In alcuni casi è però necessario sintetizzare la molteplicità delle informazioni in modo tale da facilitarne la divulgazione e la comprensione.

Info: http://cleta.ec.unipi.it; http://composite-indicators.jrc.ec.europa.eu/

 

IL RISCHIO CANCEROGENO OCCUPAZIONALE OGGI

A Milano il 4 e il 5 Dicembre 2008 si terrà il Convegno nazionale “Il rischio cancerogeno occupazionale oggi”. Il Patronato Inca CGIL è da sempre impegnato nella difesa dei lavoratori colpiti da tumore professionale nella convinzione che vadano garantiti una giusta tutela ed un equo indennizzo. Far riconoscere un tumore come professionale è però spesso un percorso lungo e difficile, quasi una corsa ad ostacoli, che richiede una meticolosa ricerca di informazioni sulla pregressa esposizione a cancerogeni nella o nelle specifiche aziende avvalendosi dei preziosi archivi dei Servizi di prevenzione e sicurezza del lavoro delle Asl, di dichiarazioni testimoniali o di documentazione dei delegati di fabbrica. A tutto questo si deve aggiungere una attenta analisi della letteratura riguardante gli studi di igiene industriale di comparto o di settori analoghi, le indagini epidemiologiche e le matrici mansione/esposizione/rischio. E’ di primario interesse per il Patronato Inca promuovere una riflessione a tutto campo sul tema del rischio cancerogeno occupazionale in Italia ed Europa relativamente ai comparti lavorativi maggiormente interessati e gli indirizzi di prevenzione primaria individuati, ai risultati delle verifiche di efficacia delle misure di prevenzione, ai limiti delle indagini epidemiologiche, ai risultati delle esperienze di ricerca attiva dei tumori professionali, alle modalità del loro riconoscimento assicurativo, alla criticità del processo penale e alla registrazione dei lavoratori esposti anche in riferimento al nuovo Testo Unico.

Info: scuola@sifmedico.it ; barbaraprada@sifmedico.it

 

MASTER “VALUTAZIONE E CONTROLLO DEL RISCHIO TOSSICOLOGICO DA INQUINANTI AMBIENTALI”

L’Università degli Studi di Pavia ha attivato per l’anno accademico 2008-2009 la 5° edizione del Master Universitario di II livello “Valutazione e Controllo del Rischio Tossicologico da Inquinanti Ambientali”. Il Master intende formare figure professionali esperte nella gestione del rischio chimico, anche alla luce delle novità introdotte dal Regolamento REACH recentemente entrato in vigore. Le attività sono articolate in modo da consentire la partecipazione anche a chi già lavora o proviene da lontano. La scadenza per la presentazione delle domande è il 28 Novembre 2008.

Info: http://www.unipv.it/mrt; tossicologia@unipv.it

 

POLITICA

 

GIORNATA INTERNAZIONALE MEDICI PER L'AMBIENTE - 25/11/2008

 

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri a cura di Maria Grazia Petronio e Manrico Guerra.

 

In riferimento all’atteggiamento del suo governo nei confronti dell’attuazione del protocollo di Kyoto, come Associazione Medici per l’Ambiente, unica associazione internazionale di medici riconosciuta dall’OMS le inviamo le seguenti considerazioni.

 

I cambiamenti climatici

Negli ultimi tre anni sono stati pubblicati alcuni rapporti di estremo interesse sullo stato del Pianeta, i più significativi dei quali sono rappresentati dal Millennium ecosystem assessment del 2005 e dai più recenti rapporto Stern del 2006 e rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (The IPCC 4th Assessment Report on Climate Change) del 2007. Dalla lettura di tali rapporti emergono alcuni elementi di grande rilevanza che ormai paiono superare le discussioni che si sono accese nell’ultimo quindicennio sulla sostenibilità dello sviluppo, spesso senza portare a risultati condivisi, soprattutto a partire dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992. Tali evidenze possono essere riassunte nei seguenti punti principali:

  • Il degrado del Pianeta sta subendo una forte ed imprevista accelerazione che costringe a prevedere conseguenze gravi per tutta la vita sulla terra ma in particolare per la nostra specie in termini ambientali, sociali ed economici su una scala di decenni.

  • Per la prima volta risulta chiaro da tutti i rapporti che i cambiamenti globali influiranno a brevissimo termine sulle economie e sulle condizioni sociali sia per la riduzione delle risorse non rinnovabili, che per le conseguenze del cambiamento climatico e in genere per la drastica perdita in termini di servizi resi alla economia umana dagli ecosistemi (ecosystem services).

  • E’ ormai chiarissimo che la nostra specie incide in modo determinante sul degrado del pianeta e che il suo rallentamento non può che passare da una svolta radicale nei modelli economici fin qui vincenti.

L’OMS ha coordinato in particolare la redazione del capitolo sulla salute del rapporto IPCC e, a sei anni, dall’ultima relazione sull’argomento (2001), ha reso noto che la preoccupazione non riguarda solo la previsione di eccessi di mortalità e morbosità legati al cambiamento climatico in futuro ma anche gli effetti già tangibili. Per ogni grado di aumento della temperatura si calcola una media del 3% di aumento della mortalità.

Dai suddetti rapporti emerge che nel 2010 le temperature tenderanno ad aumentare tra i 2° ed i 6°C, rispetto al 1990. Nell’ultimo secolo la temperatura media mondiale è salita di 0,6° e l’aumento previsto entro la fine di questo secolo potrebbe essere fra 1,4° e 5,8°. In Italia l’aumento di temperatura  negli ultimi decenni è stato  leggermente superiore alla media mondiale. Nell’estate 2003, caratterizzata da una forte afa, nel nostro Paese si è osservato rispetto al 2002 un aumento di 2.222 decessi (da 17.493 a 19.715) e nel periodo compreso tra il 16 luglio e il 15 agosto l’incremento è stato del 36% nella popolazione in generale e del 40% tra le persone di 65 anni e oltre (ISS, 2005).

Per non parlare poi dell’innalzamento del mare e dell’intensificarsi di eventi estremi legati a tempeste, inondazioni, frane e smottamenti. Gli eventi estremi sono già una realtà. In alcune aree del pianeta si intensificano gli eventi di precipitazioni intense e in altre gli episodi di siccità. Anche in Europa si assiste ad inverni più aridi nella parte meridionale e orientale e più umidi a Nord e a Ovest. Questo comporta un aumento di frequenza di precipitazioni intense con rischio di inondazioni dei bacini fluviali.

La colpa è di un circolo vizioso già innescato e difficile da fermare. L’aumento della temperatura fa aumentare l’evaporazione di oceani e mari. Di conseguenza si infittisce la coltre di vapore acqueo, che è un potente agente responsabile dell’effetto serra. Dal 1970 ad oggi la concentrazione di vapore acqueo è aumentata del 4%.

Nei pronostici per gli impatti futuri compaiono l’aumento della malnutrizione, del rischio di contrarre malattie infettive e respiratorie, con implicazioni per la crescita e lo sviluppo dei bambini; l’aumento delle morti e degli incidenti causati  da eventi estremi più intensi e più frequenti; l’aumento della frequenza delle malattie cardio-respiratorie causate dall’alta concentrazione di ozono sulla superficie terrestre; il cambiamento della distribuzione geografica di alcune piante, dei vettori e dei parassiti e delle relative malattie; alterazione dell’ecologia degli agenti infettivi diffusi dalle acque e dagli alimenti con aumento delle malattie diarroiche e di altre malattie legate al cibo e all’acqua; aumento dello strato di ozono stratosferico con aumento dei tumori delle pelle e delle cateratte; con la diminuzione della mortalità in alcune aree dovuta alla minore esposizione al freddo. Le diverse zone del mondo, includa l’Europa verranno colpite in maniera diversa e anche la distribuzione degli effetti sulla salute è destinata a cambiare nel tempo con il continuo aumento delle temperature. A lungo termine tutto questo graverà soprattutto sui bambini e sulle future generazioni.

Anche la recente presentazione del Rapporto  APAT-OMS “Cambiamenti climatici ed eventi estremi: rischi per la salute in Italia” (giugno 2007), rivolto alla comprensione dei rischi potenziali ed osservati  per la salute umana negli scenari di esposizione conseguenti ai cambiamenti climatici ed agli eventi meteorologici estremi in Italia sulla base di una valutazione esperta dei dati ambientali e meteoclimatici disponibili nonché dei risultati più accreditati della ricerca sanitaria afferente alla materia clima e salute, ribadisce ulteriormente queste evidenze sottolineando la necessità di adottare a tutti i livelli istituzionali strategie strutturali di adattamento a tali cambiamenti.

Le scelte fin qui adottate sono però andate in tutt’altra direzione: per la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera – responsabili dei cambiamenti climatici – l’Italia si è impegnata (insieme ad altri 158 paesi nel mondo) a ridurre entro il 2010 l’anidride carbonica in atmosfera del 6,5% mentre in realtà dal 1990 al 2004 si è registrato un aumento dell’11,6% di tali emissioni.

Se non si interviene subito con provvedimenti decisi i costi sanitari ed economici in generale in futuro tutti questi danni saranno insopportabili per la comunità.

 

Già oggi

In Italia la probabilità di sviluppare un tumore fra 0 e 74 anni è di  1 caso ogni 3 nei maschi e di  1 caso ogni 4 nelle donne ed è in aumento l’incidenza di diverse forme tumorali correlate all’ambiente come i mesoteliomi, il linfoma non Hodgkin, il cancro alla tiroide, ai testicoli, al cervello.

In generale in Italia cresce la percentuale di pazienti cronici che rappresentano il 36,6% con punte del 40,1% nel centro Italia, tant’è che l’OMS parla di “Emergenza cronicità”, riferendosi a malattie che spesso originano in età giovanile e richiedono poi anche decenni per manifestarsi clinicamente.

Sono malati cronici l’80,7% degli anziani ma non sono immuni neanche i giovani sotto i 24 anni: il 9,9% (9,7% nel 2001).

Nell’ambito delle malattie cardiovascolari ad es. a fronte di una riduzione costante della mortalità (pur con sostanziali differenze tra Paese e Paese) l’incidenza dell’infarto non è diminuita e patologie come l’aterosclerosi e l’ictus si diagnosticano sempre più spesso in persone giovani.

Secondo l’OMS l’86% dei decessi, il 77% della perdita degli anni di vita in buona salute e il 75% delle spese sanitarie in Italia e in Europea sono da attribuirsi alle seguenti patologie: malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete mellito, le malattie respiratorie, i disturbi muscoloscheletrici.

I fattori  di rischio per queste malattie sono in gran parte correlabili all’ambiente in maniera diretta (inquinanti presenti in tutte le matrici ambientali come gli interferenti endocrini, le polveri sottili, gli Nox, ect.) o indiretta  (sedentarietà, fumo, abuso di alcool alimentazione scorretta, ect.).

E sempre maggiori sono le evidenze di associazioni tra esposizioni ambientali alla nascita (o prima) e l’insorgenza di malattie neurologiche, respiratorie e di cancro.

Alla luce del contesto appena delineato, dal quale emerge in modo evidente la complessità delle relazioni tra ambiente e salute, sembra comunque chiaro come il diritto ad un ambiente salubre debba essere assunto tra le priorità delle scelte politiche.

Non c’è dubbio che oggi sia necessario concentrare l’attenzione sui danni agli eco-sistemi e sugli effetti che da questi derivano per la salute della popolazione e per la stessa sopravvivenza delle future generazioni anche perché siamo già in ritardo ed alcuni processi negativi in termini di inquinamento ambientale rischiano di arrivare al limite dell’irreversibilità, su questo concorda ormai la gran parte degli scienziati a livello mondiale.

 

I costi

Anche da un punto di vista economico appare ormai chiaro come la difesa dell’ambiente e delle risorse naturali sia l’unica “risorsa reale” su cui puntare per costruire un’economia solida basata sulla produzione dei beni di prima necessità e sul miglioramento della qualità della vita.

Come si sta evidenziando proprio in questi giorni questo modello di sviluppo, basato sul consumo delle risorse, sulla produzione di beni inutili, sullo spostamento continuo delle merci da un paese all’altro, sulla finanza, rischia di far precipitare il pianeta in un disastro economico.

Il dato che per ogni euro investito nella lotta all’inquinamento ambientale si potrebbero risparmiare in Italia sei euro di spesa sanitaria e quattro euro di spese previdenziali merita una seria riflessione.

Oggi più che mai siamo convinti che sia l’”insieme ecologico” a dover indirizzare le scelte future in campo soprattutto economico-industriale. Considerare l’economia come un “sotto-insieme” dell’ecologia è il primo passo da compiere per avviarsi verso un percorso virtuoso che ci potrà portare fuori dalla situazione in cui siamo precipitati per le scelte sbagliate del passato.

Su questo concordano ormai anche gli economisti.

La ricerca di un nuovo modello di sviluppo dovrebbe essere il compito, oggi, della scienza economica: un modello che non sia rigidamente ancorato alla misurazione di indici quantitativi spesso inesatti (forse perché sono inadeguate le procedure di rilevazione di fenomeni come l’inflazione, il sommerso e così via) o a indicatori esclusivamente quantitativi come il Prodotto interno lordo, la produttività pro capite, il numero di ore lavorate e così via.

Essi devono essere affiancati da altri indicatori ai quali conferire centralità e rilevanza, come la qualità degli spostamenti nelle città, il degrado urbano e ambientale, il livello di soddisfazione rispetto al proprio lavoro e alle proprie competenze e ruoli professionali, la consistenza e la conservazione del patrimonio artistico e culturale, il grado di ospitalità delle strutture turistiche, la qualità dell’istruzione, gli indicatori relativi alla sicurezza, la qualità delle prestazioni di welfare e dei servizi pubblici, le disuguaglianze del reddito, la crescente incidenza delle vecchie e nuove povertà, il grado di solidarietà e di integrazione sociale.

In diversi settori (dal turismo all’arte, dalla qualità dell’accoglienza alla tradizione eno-gastronomica, dalla bellezza del paesaggio al piacere del vivere in Italia) i nuovi indicatori spingerebbero il nostro Paese verso importanti primati rispetto ad altri paesi europei ed extra-europei e potrebbero fungere da guida per le future scelte strategiche del sistema economico nazionale.

…e tuttavia, a ben guardare, proprio queste problematiche, con la richiesta drammatica e urgente di cambiamento che le caratterizza, aprono una prospettiva che ha in se una straordinaria concretezza solo che si consideri il passaggio da un sistema produttivo orientato alla produzione di beni di consumo individuali, materiali o immateriali, verso la produzione di “ben vivere collettivo” in termini di riqualificazione del territorio, dell’acqua e dell’aria; salute e prevenzione sanitaria; agricoltura e sicurezza alimentare; ristrutturazione della mobilità dei passeggeri e delle merci; ristrutturazione disinquinante dei processi produttivi e uso più efficiente delle risorse. In questo caso il bene che viene offerto è ubicato localmente (…) (non può essere prodotto in Romania o in Cina); il mercato è lontano da segni di saturazione (…); la concorrenza internazionale non ha il carattere esasperato del mercato dei beni di consumo individuali (…). (G.M.Fara Introduzione al Rapporto EURUSPES 2006).

 

Per questo riteniamo che:

Sia un errore strategico non aderire alle proposte presenti nel documento fortemente voluto dalla commissione europea sull’abbattimento delle emissioni dei gas climalteranti proprio per i rischi che si correranno non solo in campo ambientale, ma anche economico. Riteniamo infatti che per quanto su esposto, per i prossimi anni si potrà fare impresa applicando le modifiche richieste dal documento europeo e cioè intraprendendo attività che portino ad un’economia di mercato sostenibile.

Pur essendo consci  di quanto le economie mirate a produzioni del “ben vivere collettivo”, piuttosto che a soddisfare bisogni individuali, siano tutt’altro che neutrali e implichino diversi ruoli dell’iniziativa privata o delle regole di mercato, crediamo che questo problema dovrà pur essere affrontato, perché le emergenze citate richiedono un cambiamento urgente di impianto produttivo.

Chiediamo pertanto che anche l’Italia aderisca al programma di riduzione delle emissioni previsto per i prossimi anni, convinti che i benefici economici, oltre che sanitari e di conservazione della biodiversità, sapranno ripagare gli sforzi delle diverse realtà imprenditoriali. Riteniamo che non sia possibile continuare a far pagare in termini di riduzione dell’aspettativa di vita (quantificabile ad esempio in meno 30 mesi nel bacino Padano, il più inquinato d’Europa) e di qualità di vita soltanto ai semplici cittadini senza che ci sia un minimo impegno da parte delle realtà industriali per risolvere questo problema. Dichiarare l’impossibilità di adesione al progetto europeo con la motivazione di un impegno economico troppo gravoso per le industrie è a nostro giudizio una giustificazione prima di tutto antidemocratica oltre che, come abbiamo dimostrato, antieconomica e contro lo sviluppo di un diverso modo, più sostenibile, di pensare l’impresa.

Riteniamo anzi che la sfida per invertire la progressione del danno ambientale debba partire proprio dall’Italia perche in primis siamo noi, come evidenziato dal rapporto “Impacts of Europe’s changing climate” (http://reports.eea.europa.eu/eea_report_2008_4/en/) ad essere i più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici.

 

L'ASSOCIAZIONE E I LETTORI DI ISDE ITALIA NEWS SEGNALANO…

 

TOWN MEETING

L’edizione del Town Meeting di quest’anno si è tenuta a Firenze, presso la Fortezza da Basso, il 15 Novembre 2008. Il tema scelto è stato quello dei cambiamenti climatici e i risultati delle discussioni hanno fatto parte di un più ampio progetto europeo - di cui la Regione Toscana è capofila - a cui partecipano il Poitou-Charentes (Francia) e la Catologna (Spagna) in accordo con la Commissione Temporanea sul Cambiamento Climatico.

Info: silvia.stanziani@regione.toscana.it

 

71° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA DEL LAVORO ED IGIENE INDUSTRIALE (SIMLII)

Dal 17 al 20 Novembre 2008 a Palermo si è tenuto il 71° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale (SIMLII). Il Congresso Nazionale è stata un’occasione di incontro e confronto tra i Soci per dibattere questioni importanti per il ruolo e le prospettive di sviluppo della Società. Tra le problematiche principali il ruolo sempre più importante che devono assumere le Sezioni Regionali e le Sezioni Scientifiche Nazionali; le modalità di interazione e le sinergie da realizzarsi con le Società Scientifiche e professionali affini; i rapporti con il Legislatore e gli Organi Istituzionali; il miglioramento continuo della qualità professionale dei Medici del Lavoro. La principale finalità era legata alla trattazione di tematiche scientifiche che interessano la tutela e promozione della salute dei lavoratori, ma soprattutto legata ad argomenti “vicini” alle esperienze dell’Istituto impegnato nell’organizzazione. Le tematiche dominanti del Congresso sono state: i movimenti ripetitivi dell’arto superiore, i rischi in ambiente sanitario, il fumo, l’alcool e le droghe e i riflessi sull’attività lavorativa.

Info: www.simlii.net; segreteriamdlpa@yahoo.it ; info@kursaalsrl.it

 

VENICE 2008: 2° SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULL’ENERGIA DA BIOMASSE E RIFIUTI

Dal 17 al 20 Novembre 2008 a Venezia, presso la Fondazione Cini, l’International Waste Working Group (IWWG), l’Università Tecnica di Dresda, l’Università di Padova, L’Università Tecnica di Amburgo hanno organizzato il secondo Simposio Internazionale sull’energia da biomasse e rifiuti. La produzione di energia da fonti alternative ai combustibili fossili ed il suo conseguente ruolo nella mitigazione dei cambiamenti climatici, rappresentano strumenti fondamentali e strategici per uno sviluppo sostenibile della nostra società. Numerose tipologie di biomasse o rifiuti possono essere utilizzate per produrre energia, garantendo quindi la riduzione dello sfruttamento dei combustibili fossili, tramite l’utilizzo di processi di tipo biologico, chimico o termico. Le attuali tecnologie di produzione di energia da rifiuti e biomasse stanno trovando un rapido sviluppo ed un crescente interesse: molti processi sono in fase di ottimizzazione e stanno inoltre emergendo innovative applicazioni tecniche. Nonostante l’interesse crescente per queste tecnologie, il loro utilizzo rimane limitato in molti paesi, principalmente per motivi che esulano da aspetti tecnici o economici (scarso consenso pubblico, passate esperienze negative, conoscenze insufficienti, solo per citarne alcuni). L’obiettivo del Simposio Venice 2008 era quello di focalizzare l’attenzione sugli sviluppi relativi alle applicazioni delle tecnologie di produzione di energia da rifiuti e biomasse e promuovere la discussione su rilevanti aspetti quali: affidabilità dei processi e delle tecnologie; applicazione su larga scala di nuovi processi; ottimizzazione tecnica ed economica; miglioramento del bilancio energetico; impatti ambientali e potenziali effetti sulla salute; informazione e istruzione; scelta del processo più appropriato alla specifica situazione; adeguamento delle tecnologie ai diversi contesti culturali e geografici.

Info: http://www.venicesymposium.it; eurowaste@tin.it ; luca.alibardi@unipd.it

 

5 per 1000

E' possibile versare nella prossima dichiarazione dei redditi il 5 per mille dell'IRPEF all'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE), riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall'ONU. Come è noto, una associazione di volontari senza fini di lucro non ha mezzi propri per sostenere i costi delle campagne, studi e azioni che vorrebbe portare a termine per il bene collettivo in campo ecologico e promuovere l'organizzazione di iniziative finalizzate alla protezione ambientale.

Costituita prevalentemente da medici e operatori sanitari, ma anche di altre professionalità,

Numero di Codice Fiscale dell'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE)

92006460510

Si ricorda che la scelta del 5 per mille non sostituisce quella dell'8 per mille (dedicata ad esempio al culto): le opzioni 5 per mille e 8 per mille si possono esprimere entrambe.

 

Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni

Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.

 

La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.

Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare: isde@ats.it 

I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia www.isde.it

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