ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 

Numero 335 (5 Marzo 2009)

 

In questo numero………

Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":

-        10 anni di Banca Etica - Nel pieno della crisi economica la finanza etica festeggia il successo di un'utopia diventata realtà - 8 Marzo.

-        Percorsi formativi della Facoltà della Mondialità - 11/18/25/28 Marzo, Roma.

-        4° Workshop “La gestione del traffico: prospettive per la mobilità e la sicurezza della rete transalpina” - 2 Aprile, Susa (TO).

Nella rubrica "Nucleare":

-        "Il nucleare impossibile: perché non conviene tornare al nucleare" a cura di Virginio Bettini.

-        "Ansia nucleare" di Giorgio Diaferia, coordinatore del gruppo di lavoro sulla comunicazione ISDE Italia.

-        Appello di Sinistra Democratica contro il nucleare.

-        Gaia Club: si firma contro il ritorno al nucleare.

-        "Un filo di speranza" di Giorgio Nebbia.

-        Nucleare - Gli Amici della Terra: "Smantellando il Dipartimento per la Sicurezza, il Governo parte con il piede sbagliato".

-        Appello contro il nucleare del Comitato per un'Alternativa Energetica.

-        Risoluzione sul nucleare dell'Assemblea della Regione Emilia Romagna.

-        Pronti a scendere in piazza per dire no al nucleare.

-        Ritorno al nucleare.

Nella rubrica "L'Associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":

-        "Se i rifiuti diventano risorse" a cura di Mauro Banchini.

-        Boicotta il consumismo mediatico.

-        dopo la TAV, di gran lunga meno efficiente dell’italiano pendolino, la Francia ci sta rifilando il secondo “pacco”: il nucleare EPR.

-        Crisi dell'auto: il regolamento comunitario sulla CO2 auto come carta straccia.

-        "Miracolo trash" di Sergio Ramazzotti.

-        "Lo chef e la guerra cellulare" di Daniela Condorelli.

-        5 per 1000.

 

PROSSIMI EVENTI E SCADENZE

 

10 ANNI DI BANCA ETICA - NEL PIENO DELLA CRISI ECONOMICA LA FINANZA ETICA FESTEGGIA IL SUCCESSO DI UN'UTOPIA DIVENTATA REALTÀ

L'8 Marzo 2009 Banca Etica festeggia i suoi primi 10 anni di lavoro insieme ai 30.000 soci e ai tantissimi risparmiatori che la scelgono ogni giorno per aprire un conto corrente o fare un investimento che – grande o piccolo che sia – diventa volano di un'economia sociale e solidale. Questo compleanno sarà l'occasione per raccontare al mondo che la finanza è uno strumento che – se usato con onestà e trasparenza - può servire l'interesse più alto: quello di tutti. Il momento storico di gravissima recessione in cui Banca Etica festeggia i suoi 10 anni impone di accelerare e rendere concrete le riflessioni sui modelli di sviluppo sostenibili: la crisi economica innescata dagli eccessi di una finanza distorta che ha perseguito il profitto di pochissimi a danno di tutti gli altri e la sfida ambientale che sembra aver finalmente conquistato le luci della ribalta, chiedono un'accelerazione nella ricerca di nuove soluzioni. Soluzioni che non potranno venire solo dagli Stati ma che chiamano tutti – cittadini, aziende, istituti di credito – a partecipare. I 10 anni di Banca Etica, saranno l'occasione non solo per festeggiare, ma per discutere, riflettere, partecipare. E' stato infatti stilato un fitto programma di eventi che si svolgeranno a Padova, città natale di Banca Etica, Roma e Milano e che saranno anche accompagnati da molte altre iniziative a cura dei soci di Banca Etica che in tutta Italia lavorano per una finanza responsabile.

Info: cbannella@bancaetica.com

 

PERCORSI FORMATIVI DELLA FACOLTÀ DELLA MONDIALITÀ

A Roma l'11, il 18, il 25 e il 28 Marzo 2009 si terrà il modulo formativo 2009 "Promuovere conoscenze multidisciplinari sui processi della mondialità e della globalizzazione per il vivere insieme". La Facoltà della Mondialità è la seconda delle quattro Facoltà dell’Università del Bene Comune, che ha preso il via in Italia la Facoltà ha finora realizzato in Italia diversi Cicli di attività. L’obiettivo della Facoltà è quello di creare dei luoghi e dei tempi di ricerca e di apprendimento per promuovere il “bene comune” tramite l’approfondimento e la comprensione dei processi che favoriscono il “vivere insieme” al livello del pianeta e del sistema-mondo. Il modello di sviluppo e di relazioni che la Facoltà intende promuovere si fonda sui seguenti principi: promuovere le “diversità” come le “modalità” del vivere insieme; stimolare nuove forme di immaginare (immaginazione) un modo diverso di vivere la cooperazione e le relazioni ispirandosi a principi di giustizia – conoscenza di saperi; ri-creare la capacità di pensare il bene comune a livello locale e mondiale; stimolare la partecipazione comunitaria (dal locale al globale e al cosmopolitismo).

Info: www.reorient.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12:corsi-di-formazione&catid=19:corsi-di-formazione&Itemid=14; reorient@reorient.it

 

4° WORKSHOP LA GESTIONE DEL TRAFFICO: PROSPETTIVE PER LA MOBILITÀ E LA SICUREZZA DELLA RETE TRANSALPINA

L’Associazione Tecnica dell' Automobile (ATA) organizza questo workshop per  favorire un efficace scambio di informazioni e di opinioni sulla gestione del traffico e sulla sicurezza stradale, con particolare attenzione al contesto alpino e alle gallerie. Giovedì 2 Aprile 2009 a Susa (TO) si svolgerà il 4° Workshop "La gestione del traffico: prospettive per la mobilità e la sicurezza della rete transalpina".

Info: www.ata.it/it/convegni/view/13/4%c2%b0-workshop-la-gestione-del-traffico-prospettive-per-la-mobilita%c2%b4e-la-sicurezza-della-rete-transalpina/; angioletta.trivero@crf.it

 

NUCLEARE

 

IL NUCLEARE IMPOSSIBILE: PERCHÉ NON CONVIENE TORNARE AL NUCLEARE a cura di Virginio Bettini.

Il volume ripropone, nella loro attualità, le ragioni per cui, negli anni ’80, l’Italia decise di uscire dal nucleare a seguito dell’incidente di Tchernobyl, sottolineando in particolare: il nucleare non è ad emissione zero e che, sulla base di tecniche di valutazione integrata risulta che il ciclo nucleare presenta fasi di lavorazione ad alta intensità di emissione di CO2; il ricorso al nucleare non esaurisce la problematica degli approvvigionamenti energetici, sia in termini di continuità di forniture che di disponibilità di fonti di energia; la generazione di energia da fonte nucleare è ben lungi dall’essere economicamente conveniente; a fronte del rilancio del nucleare restano irrisolti i problemi dei residui radioattivi, del ritrattamento, del combustibile misto (MOX) e del rischio di proliferazione militare; il programma nucleare italiano, in questo contesto, si rivela insensato per molte ragioni (carenze nella ricerca, carenze nel sistema industriale e tecnologico, sicurezza). Un esempio specifico rappresenta l’approfondimento dell’operato della SOGIN, la quale, nel suo comportamento, testimonia dell’impossibile credibilità di un nucleare italiano accettabile da un punto di vista della credibilità scientifica, della valutazione ambientale e della sicurezza. L’esame della situazione a livello mondiale conferma tutti questi dubbi.

 

ANSIA NUCLEARE di Giorgio Diaferia, coordinatore del gruppo di lavoro sulla comunicazione ISDE Italia.

Fonte: VerdeAmbiente.

La produzione di energia elettrica da nucleare copre globalmente un pò meno del 2,5% del consumo mondiale di energia, una parte minima che, si ridurrà ancora. Infatti, il nucleare, benché emetta pochi gas serra, non è in grado di porsi come un’alternativa percorribile alla lotta contro il riscaldamento climatico. Il nucleare  non può costituire un’alternativa credibile di fronte all’aumento del costo del petrolio, in quanto le  riserve di uranio – il combustibile del nucleare - diminuiscono velocemente ed il suo prezzo continua a salire.

Chi volesse questo articolo può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

 

APPELLO DI SINISTRA DEMOCRATICA CONTRO IL NUCLEARE

Chi fosse interessato a visionare l'appello contro il nucleare proposto da Sinistra Democratica può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

L'adesione va inviata a grandialfiero@yahoo.it

 

GAIA CLUB: SI FIRMA CONTRO IL RITORNO AL NUCLEARE

Da Giovedì 25 Settembre si può firmare, sia on line che sui moduli, la petizione "Non abbiamo bisogno del nucleare" lanciata da "Per il bene comune", per cominciare a farsi sentire su questo ritorno della barbarie.

Info: http://petizione.perilbenecomune.org/; www.perilbenecomune.net

 

UN FILO DI SPERANZA di Giorgio Nebbia.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, Martedì 28 Ottobre 2008.

Nel gran parlare di crisi economiche e politiche, interne e internazionali, è passata quasi sotto silenzio una intervista rilasciata da Barack Obama, candidato alla presidenza degli Stati Uniti, ad una associazione che sostiene l'eliminazione delle armi atomiche. Obama ha dichiarato che, se sarà eletto, intende compiere passi concreti verso il disarmo nucleare, aderendo ad un invito formulato da varie personalità, americane e russe, nei mesi scorsi.

Tutto è cominciato nel giugno 2006 con la pubblicazione del rapporto del diplomatico svedese Hans Blix, una autorità nel campo del disarmo e dell'energia atomica, intitolato: "Le armi del terrore", seguito, dopo pochi mesi da un appello per l'abbandono delle armi atomiche, lanciato proprio a Roma, nel novembre 2006, dai premi Nobel per la pace. Subito dopo, il 4 gennaio 2007, sul "Wall Street Journal", il prestigioso quotidiano economico americano, è apparso un articolo che sostiene la necessità di procedere al più presto al disarmo nucleare totale mondiale. L'articolo, firmato non da ecologisti o pacifisti, ma da Henry Kissinger e altri esponenti statunitensi, sia democratici sia repubblicani, fu seguito, il 31 gennaio 2007, sullo stesso giornale, da un altro intervento a sostegno del disarmo nucleare firmato da Michail Gorbaciov, ex segretario generale dell'ex-Unione sovietica; tutte persone che hanno coperto posizioni di alta responsabilità nel fare, dei rispettivi paesi, le due più grandi potenze militari nucleari e che denunciano adesso i pericoli di tale scelta. Il 3 giugno 2007 sul "Times" di Londra è stato pubblicato un simile appello firmato da rappresentanti laburisti e conservatori del Regno Unito, altra potenza nucleare. Ancora sul "Wall Street Journal" il 15 gennaio 2008, Kissinger e gli altri hanno ripetuto il loro appello a cui si è ispirato anche un appello "per un mondo senza armi nucleari" firmato da Massimo D'Alema, Gianfranco Fini e altri, pubblicato dal "Corriere della sera" il 24 luglio 2008. Il 24 ottobre 2008, pochi giorni fa, dopo la dichiarazione di Obama, è apparso un altro appello al disarmo nucleare del segretario generale Nazioni Unite Ban Ki-Moon.

L'impegno di Obama, in campagna elettorale, è particolarmente importante perché indica che, se fosse eletto presidente degli Stati Uniti, determinerebbe una svolta storica nei rapporti internazionali, verso minori tensioni mondiali. Un filo di speranza per un futuro meno violento. Il pensiero corre al 1963 quando il presidente degli Stati Uniti Kennedy si accordò col "nemico" sovietico Krusciov per far cessare le esplosioni sperimentali nell'atmosfera delle bombe nucleari, i "tests" che, negli anni precedenti, avevano sparso grandissime quantità di elementi radioattivi nell'intero pianeta. Purtroppo in questi ultimi decenni il governo americano si è sempre opposto, nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a qualsiasi iniziativa per il disarmo nucleare che pure è indicato, nell'"articolo sei", come uno degli obiettivi del Trattato di non proliferazione delle bombe nucleari del 1975.

Se le cinque potenze nucleari "ufficiali" (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia e Cina) decidessero davvero di distruggere le loro bombe atomiche, si toglierebbe di mezzo una delle giustificazioni avanzate dagli altri paesi (Israele, India, Pakistan) che si sono aggregati di prepotenza al club nucleare mondiale, e dei tanti altri che vorrebbero dotarsi di armi nucleari sulla base del principio che, se alcuni le hanno, anche chiunque altro ha il diritto di procurarsene.

Un secondo aspetto importante è quello economico. Se si smettesse di costruire e tenere in efficienza le bombe esistenti si risparmierebbero somme di denaro così grandi da sterminare la fame, la sete e le malattie in molti paesi poveri del mondo; nello stesso tempo lo smantellamento, in condizioni di sicurezza, delle circa trentamila bombe nucleari esistenti assicurerebbe per decenni lavoro a milioni di persone, fisici, chimici, ingegneri, nelle Università e in nuove industrie.

Il terzo importante aspetto riguarda i benefici del disarmo nucleare sull'ambiente. Gli effetti negativi della costruzione, del ricambio dell'"esplosivo" nucleare (trizio, plutonio), della manutenzione e dell'aggiornamento degli arsenali atomici sono molto elevati. Esistono, coperti dal segreto, in ciascun paese nucleare, degli speciali reattori che procedono al trattamento dell'uranio per ottenere uranio-235 della qualità adatta per bombe, per la separazione dall'uranio irraggiato del plutonio anch'esso della qualità adatta per le bombe, con produzione di scorie radioattive in quantità maggiore e di tipo diverso da quelle dei reattori nucleari commerciali. Altri reattori producono l'esplosivo per le bombe termonucleari a base di trizio che deve essere ricaricato ogni pochi anni. Tutte queste operazioni provocano inquinamento radioattivo e chimico. Con la differenza che i fumi dei camini di una centrale si vedono, mentre gli inquinamenti delle attività militari nucleari non si vedono perché sono coperte e nascoste dal segreto.

Altri effetti ambientali e pericoli si hanno nel trasporto e nel deposito delle bombe nucleari nelle varie basi sparse nel mondo; ci sono circa novanta bombe nelle basi segrete di Aviano nel Friuli e di Ghedi in Lombardia e un rapporto delle autorità americane ha denunciato la poca sicurezza dei depositi di bombe nucleari in Europa. Da parte americana di recente un bombardiere è stato caricato per errore con armi nucleari anziché convenzionali; per errore sono state spedite a Taiwan testate nucleari che avrebbero dovuto essere inviate altrove. E queste sono le poche cose di cui si è avuta notizia; di quanto avviene in altri paesi nucleari si sa ancora meno. Tutti questi costi e pericoli anche ambientali sarebbero evitati dal disarmo che ormai tante voci autorevoli chiedono nelle varie parti del mondo.

 

NUCLEARE - GLI AMICI DELLA TERRA: "SMANTELLANDO IL DIPARTIMENTO PER LA SICUREZZA, IL GOVERNO PARTE CON IL PIEDE SBAGLIATO"

Sull’istituzione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra ha dichiarato: “La nuova Agenzia per la sicurezza nucleare, istituita con il Decreto 1441-ter in votazione oggi alla Camera dei Deputati, rappresenta, nel migliore dei casi, un inutile rimescolamento di carte, che sottrae risorse attualmente dedicate ad una struttura consolidata e funzionante (l’APAT, ora ISPRA) per destinarle agli stipendi e alle poltrone di un nuovo Consiglio di amministrazione di cui non si sente alcun bisogno in tempi di ristrettezze finanziarie e lotta ai fannulloni di Stato e di casta. Anche per i convinti sostenitori dell’opzione nucleare, questo è il modo peggiore di cominciare, un modo non trasparente che non favorisce un atteggiamento di fiducia da parte dei cittadini, ma incrementa legittimamente il dubbio e il sospetto. Infatti, è grave che il Governo senta il bisogno di distruggere la struttura esistente di sicurezza nucleare. Se lo fa, è perché teme il ruolo di garanzia che essa potrebbe esercitare in una fase di nuovo avvio del nucleare in Italia. Così, per evitare che un’effettiva vigilanza sulle questioni di sicurezza possa rappresentare un fastidioso ostacolo al nuovo corso, istituisce una nuova Agenzia addomesticata in partenza. La stessa collocazione della nuova Agenzia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, sottratta alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente, rappresenta un’involuzione rispetto alla legge 61/1994, istitutiva del sistema dei controlli ambientali, che aveva finalmente risolto, dopo vent’anni di polemiche, anche la questione della separazione dell’organismo di controllo del nucleare da quelli di promozione, ricerca e sviluppo”.

Info: www.amicidellaterra.it; walterb@amicidellaterra.it

 

APPELLO CONTRO IL NUCLEARE DEL COMITATO PER UN'ALTERNATIVA ENERGETICA

Si tratta di un testo contro le politiche dell'attuale governo orientate al ritorno alla produzione di energia nucleare, che conta fra i propri sottoscrittori nomi illustri di personaggi del mondo della politica, della scienza e della cultura.

Info: www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_content&view=article&id=62&Itemid=82; www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=22&Itemid=86

 

RISOLUZIONE SUL NUCLEARE DELL'ASSEMBLEA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Il 16 Dicembre 2008 è stata approvata dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna una risoluzione che ha come oggetto "Contrarietà alla installazione di centrali nucleari e alla riattivazione della centrale nucleare di Caorso".

Chi fosse interessata ad averla può richiederla alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

 

PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA PER DIRE NO AL NUCLEARE

Fonte: Ufficio stampa On. Domenico Scilipoti.

“Estrema decisione ed intransigenza contro il ritorno al nucleare.” Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori interviene nuovamente sulla tematica avente ad oggetto il nucleare. “Il dibattito politico che si sta svolgendo sembra rivelare pian piano una strisciante e trasversale tentazione di avallo verso questa fonte di produzione. In tal senso – prosegue il deputato IDV - interventi di forze politiche sia di governo che di opposizione, ad eccezione dell’Italia dei Valori ferma e coerente nel motivato diniego, sembrano tergiversare, lasciando lo spazio ad un possibilismo di fondo. Bisogna rivendicare le ragioni del no e spiegare come le favole raccontate non impediranno futuri, quanto mai certi, effetti dannosi. Certe chimere censurano oggi la politica di salvaguardia dell’ambiente e del territorio colpevole, a loro dire, della mancata soluzione al problema energetico. Ribatteremo con dati concreti e con alternative possibili, quelle stesse che si tenta, inopinatamente, di emarginare e sottostimare. Siamo pronti – conclude Scilipoti – a portare in piazza questa battaglia per la sicurezza, la salute e l’incolumità delle generazioni presenti e future, chiamando, se del caso, i cittadini ad una forte mobilitazione per dire no all’imbroglio che si vuole consumare ai loro danni.”

 

RITORNO AL NUCLEARE

Fonte: L'Opinione, 13 Novembre 2008.

"Al massimo entro il mese di gennaio l'Italia tornerà al nucleare". L'annuncio è dell'On. Enzo Raisi (PdL), relatore del provvedimento collegato alla finanziaria, che sancirà la cancellazione del referendum del 1987. Il disegno di legge è già passato al vaglio della Camera, ove "La discussione con l'opposizione è stata ampia e approfondita e si è risolta con votazioni a favore oppure di astensione". Ora si attende la decisione del Senato. La sinistra vuole un nucleare di quarta generazione, che vuole dire attendere almeno 30 anni: l'Italia non se lo può permettere. Dopo la legge verrà la parte più difficile: l'individuazione delle aree ove costruire e avviare i lavori. Nella seconda metà del 2009 dovrebbe partire l'Agenzia per il Nucleare, sulla quale vi sono state polemiche con il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il nucleare non poteva finire sotto il controllo di quel Dicastero, perchè "i dirigenti sono ancora tutti uomini di Pecoraro Scanio".

 

L'ASSOCIAZIONE E I LETTORI DI ISDE ITALIA NEWS SEGNALANO…

 

SE I RIFIUTI DIVENTANO RISORSE a cura di Mauro Banchini.

Fonte: “Il Sole 24 Ore – Sanità”, 24 Febbraio/2 Marzo 2009.

Nello stretto rapporto tra ambiente salute il tema dei rifiuti è centrale. C’è chi ha paragonato la lotta odierna contro l’inquinamento alla grande battaglia compiuta tra la metà dell’Ottocento e la metà del secolo successivo nel campo dell’igiene ambientale… Patologie croniche riguardanti anche i bambini sono di sicuro il risultato di questo modello di sviluppo… la “silenziosa pandemia”. Nel 2006 ha avuto vasta eco un appello, lanciato sulle pagine di Lancet dai ricercatori della Harvard School of Public Health… Discariche&Inceneritori. Un altro elemento importante per la salute è legato ai possibili danni, indiretti, tramite le alterazioni chimico-fisiche globali, con particolare riferimento alla presenza di discariche e inceneritori: impianti ad elevato impatto ambientale. Qualcosa si comincia a fare per ridurre i fattori di rischio e, dunque, per far comprendere come ridurre e gestire al meglio i rifiuti abbia conseguenze positive sui livelli di salute pubblica. Un esempio concreto arriva da Empoli. L’ARPAT e la ASL 11 hanno aderito alla settimana indetta dalla Commissione Italiana UNESCO sul tema dei rifiuti, sostenendo anche la campagna “Meno 100 kg di rifiuti all’anno per l’ambiente”…

 

BOICOTTA IL CONSUMISMO MEDIATICO

Sulla scia del trascorso passaparola per mettere in difficoltà certe compagnie petrolifere e relativi petrolieri speculatori, evitando di acquistare i loro prodotti raffinati al distributore, si propone analogamente di mettere in difficoltà chi si nutre di quell’economia consumista che ha rovinato e sta ulteriormente rovinando il nostro vecchio caro pianeta Terra. Ponte sullo Stretto, centrali nucleari, nuovi trafori, strade e autostrade, rilancio dei beni di consumo cui consegue spreco di energia e materie prime, produzione di rifiuti, inceneritori, affossamento delle energie pulite, eccetera, in unione alla nascita di leggi ad personam e così via, ci stanno sospingendo in un periodo retrogrado e buio, cui purtroppo hanno contribuito variamente coloro che si dichiarano oppositori. Indipendentemente dalla valutazione di “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, si propone una efficace azione contro tutte le situazioni mediatiche televisive e non di chi invita a consumare (cosa utile per prima a lui stesso ed alle sue aziende che di pubblicità si autoalimentano a dismisura) auspicando che la diffusione esponenziale a catena del presente messaggio sia utile ad una drastica e verticale caduta di acquisti di tutti i prodotti pubblicizzati in particolare da certe reti TV.

 

DOPO LA TAV, DI GRAN LUNGA MENO EFFICIENTE DELL’ITALIANO PENDOLINO, LA FRANCIA CI STA RIFILANDO IL SECONDO “PACCO”: IL NUCLEARE EPR

Berlusconi ha firmato con Sarkozy un'intesa pesantissima sia dal punto di vista economico che ambientale, con l’assurda idea di un ritorno al nucleare in Italia, proprio all’indomani del voto del suo definitivo abbandono anche negli Stati Uniti: attualmente sono ancora in costruzione le prime 2 centrali nucleari EPR una in Finlandia, dove i costi sono schizzati dai 3 miliardi di euro preventivati a 5,5 miliardi, con 38 mesi di ritardo nei lavori, ed una in Francia,dove la centrale di Flamandville (con partecipazione ENEL) ha subito ripetute interruzioni per la scarsa qualità nei lavori. Ci raccontano che, grazie alla tecnologia EPR, il volume delle scorie radioattive (uno dei problemi irrisolti del nucleare) si dovrebbe ridurre del 30%. Ma non si precisa che le scorie prodotte da queste centrali sono molto più radioattive di quelle degli impianti classici, e pongono insormontabili problemi tecnici per il loro smaltimento, come risulta dal rapporto 2008 dell'azienda di trattamento delle scorie radioattive, la finlandese Posiva. Naturalmente saranno i cittadini a sostenerne i costi economici ed ambientali. Ci si chiede: cosa aspetta il governo italiano, invece di continuare a sperperare denaro pubblico in tecnologie obsolete e pericolose, ad imboccare la via dell'efficienza e delle energie rinnovabili?

 

CRISI DELL'AUTO: IL REGOLAMENTO COMUNITARIO SULLA CO2 AUTO COME CARTA STRACCIA

Fonte: Gli Amici della Terra.

La Commissione Europea ha pubblicato la propria proposta di armonizzazione degli aiuti di stato per rispondere alla crisi dell’industria automobilistica europea (Communication from the Commission "Responding to the crisis in the European automotive industry"), su cui i Capi di stato dovranno decidere nel vertice di emergenza che si terrà Domenica 1 Marzo. Il Commissario Gunter Verheugen ha dichiarato alla stampa: “Un obiettivo chiave delle misure di aiuto è di assistere l’industria nell’attuare quel cambiamento tecnologico radicale richiesto dalla scommessa climatica. La Commissione e tutti i produttori concordano che in futuro l’industria automobilistica europea deve essere verde o cesserà di esistere”. Nonostante queste dichiarazioni, nel documento non c’è alcun impegno concreto a sostenere l’attuazione degli obiettivi di riduzione della CO2 delle auto, ai sensi del regolamento comunitario concordato a dicembre fra Parlamento e Consiglio. Le Linee Guida sugli schemi di aiuto alla rottamazione dei veicoli non prevedono alcun requisito obbligatorio di CO2 nell’erogazione degli incentivi degli Stati Membri. Affermano anzi l’esatto contrario: che gli Stati possono tranquillamente evitare di dare attuazione al Regolamento CO2 auto, come ha già fatto la Germania col suo provvedimento nazionale. Infatti, le linee guida affermano: "Qualora (sic! ndr) gli Stati Membri scelgano di fare riferimento alle emissioni di CO2 per le auto beneficiarie degli incentivi alla rottamazione, essi non devono discriminare la provenienza del prodotto". Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra Italia, associazione membro della Federazione internazionale dei Friends of the Earth, dichiara: “La proposta del Commissario Verheugen è tardiva e considera il Regolamento europeo appena approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo come carta straccia: questo suona come un insulto alle istituzioni europee. L’Italia ha fatto bene a vincolare il bonus della rottamazione ad un criterio di CO2 coerente col Regolamento comunitario, anche se noi avremmo gradito un criterio più rigoroso. Ci auguriamo che domenica Berlusconi e i suoi ministri ristabiliscano il senso del valore della legislazione comunitaria, reintroducendo il requisito di CO2 per gli schemi di aiuto degli Stati Membri basati sulla sostituzione dei veicoli vecchi”.

Info: www.amicidellaterra; walterb@amicidellaterra.it

 

MIRACOLO TRASH di Sergio Ramazzotti.

Fonte: “L’Espresso” del 31 Gennaio 2009.

Uno dei prodotti locali di cui i Castelli di Jesi vanno più fieri è sotto terra… Non è il Verdicchio… Si tratta, invece, dei rifiuti e per estensione del luogo che li smaltisce una delle discariche più all’avanguardia d’Italia, con impatto ambientale pari a zero, che produce energia elettrica gratuita, è pressoché invisibile e garantisce al paesino che la ospita un reddito pro-capite degno di una metropolitana. Il miracolo… avviene a Moie… Nessun afrore, niente uccellacci in volo sui 40 ettari di conche, metà dei quali, ormai saturi, sono stati ricoperti, piantumati e sono tornati a essere colline boschive indistinguibili da quelle vicine… Sulla carta sembra un’impresa monumentale, davvero un miracolo… Ma c’è un secondo miracolo in atto: immaginate un Comune di 6000 abitanti che ogni anno si ritrova con oltre 6 milioni di euro nelle casse (tanto frutta la quota del 27% che la municipalità detiene in Sogenus) e deve decidere cosa farne… “Vent’anni fa Moie era un agglomerato informe sparso lungo la strada provinciale. Grazie ai rifiuti l’abbiamo trasformato, e non credo di peccare di presunzione se dico che stiamo dando un’anima a un paese che ne era privo”, commenta Grizi, assessore alla cultura di Moie.

Info: http://www.docstoc.com/docs/3971130/Articolo-discarica-Moie

 

LO CHEF E LA GUERRA CELLULARE di Daniela Condorelli.

Fonte: “L’Espresso” del 31 Gennaio 2009.

Nel 2009 10 milioni di persone si ammaleranno di cancro. Almeno 3 milioni avrebbero potuto evitarlo. Sarebbe bastato un buon corso di cucina. Che spegnere la sigaretta salvi da nove tumori del polmone su dieci lo sanno tutti, anche se non tutti la spengono. Ma non tutti sanno che, a tavola, può cambiare il destino. Si salvano tre milioni su dieci. Uno su tre. Cinico? Statisticamente discutibile? Nessuno mi darà mai la garanzia che non mi ammalerò. Ma uno su tre, in tema di cancro, è un’immensità. Chi vorrebbe sapersi artefice della propria malattia o di quella dei propri figli? Basta cambiare menu. Come propone l’AIRC, che da vent’anni porta in piazza le arance della salute, simbolo di un’alimentazione sana. Certo, cambiare costa fatica, soprattutto quando il resto del mondo mangia in un altro modo. Però serve. Basta guardare la diffusione di alcuni tumori. A Forlì, Ravenna e Firenze, quello allo stomaco colpisce il doppio rispetto ad altre zone. Colpa di salumi, prosciutti e carni conservate.

Info: http://dweb.repubblica.it/dettaglio/lo-chef-e-la-guerra-cellulare/56448?page=1

 

5 per 1000

E' possibile versare nella prossima dichiarazione dei redditi il 5 per mille dell'IRPEF all'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE), riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall'ONU. Come è noto, una associazione di volontari senza fini di lucro non ha mezzi propri per sostenere i costi delle campagne, studi e azioni che vorrebbe portare a termine per il bene collettivo in campo ecologico e promuovere l'organizzazione di iniziative finalizzate alla protezione ambientale.

Costituita prevalentemente da medici e operatori sanitari, ma anche di altre professionalità,

Numero di Codice Fiscale dell'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE)

92006460510

Si ricorda che la scelta del 5 per mille non sostituisce quella dell'8 per mille (dedicata ad esempio al culto): le opzioni 5 per mille e 8 per mille si possono esprimere entrambe.

 

Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni

Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.

 

La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.

Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare: isde@ats.it

I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia www.isde.it

Via della Fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. 0575/22256 - Fax. 0575/28676

E- mail: isde@ats.it

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