ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 

Numero 354 (17 Luglio 2009)

 

In questo numero………

Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":

-        3° workshop nazionale ISDE Italia sulla salute globale e 1a conferenza regionale ISDE Sardegna - 12-13 Settembre, Bosa (OR).

-        Inquinamento indoor residenziale-abitazione e qualità dell’aria - 9 Ottobre, Roma.

Nella rubrica "Salute globale”:

-        Guerra, terrorismi, etica ed educazione dei medici.

-        "La ratifica dei trattati sui diritti umani fa bene alla salute?" di Gavino Maciocco.

-        Amazzonia: primi risultati della campagna di Greenpeace.

-        "Kosovo. Sistemi sanitari paralleli" di Maurizio Murru.

Nella rubrica "L'associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":

-        Il primo interactive-magazine per la sicurezza stradale.

-        Gestire il rischio: politiche cautelative e responsabilità pubbliche.

-        "Impianti di incenerimento e salute umana" di Giuseppe Primavera.

-        Europa Uomo: per lottare contro il tumore della prostata.

-        Salute e viaggi.

-        Potenziale disdetta ENEL, contro il nucleare.

 

PROSSIMI EVENTI E SCADENZE

 

3° WORKSHOP NAZIONALE ISDE ITALIA SULLA SALUTE GLOBALE E LA 1a CONFERENZA REGIONALE ISDE SARDEGNA

Il 12-13 Settembre 2009 si svolgerà a Bosa (OR) il III Workshop Nazionale ISDE Italia sulla Salute Globale e la I Conferenza Regionale ISDE Sardegna. L'evento è intitolato “La difesa della salute dal locale al globale: interventi dell’associazionismo sul territorio della Sardegna e ruolo della cooperazione internazionale nelle tematiche ambiente-salute" ed è promosso dalle Associazioni Luisa Monti Onlus, Solidarietà Sarda Onlus, Stelle del Sud Onlus, Il Grifone Onlus, SIMRG Onlus in collaborazione con ISDE Italia. L’ambiente nella sua definizione più completa è un determinante fondamentale per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle persone e delle popolazioni. Spesso le condizioni di degrado ambientale e il grado di salute degli individui e della collettività sfugge alla percezione dei cittadini ma anche alla conoscenza degli addetti ai lavori come medici e personale sanitario. Ciò spesso non favorisce i decisori politici ad assumere scelte programmatiche rispettose dell’ambiente e del diritto alla salute. Queste problematiche presenti nel  mondo occidentale diventano stridenti nei paesi in via di sviluppo dove spesso si indirizza l’azione medica volontaria dell’organizzazioni di cooperazione. Obiettivi del convegno sono: a) sviluppare nella classe medica sarda una maggiore consapevolezza del rapporto ambiente e salute a partite dalla conoscenza dello stato di salute delle popolazioni che vivono nelle 18 aree a forte impatto ambientale; b) collegare le tematiche salute-ambiente alle problematiche ambientali del pianeta per dare strumenti di conoscenza a quelle ONLUS che fanno attività di cooperazione nei paesi in via di sviluppo; c) creare una rete provinciale-regionale di impegno professionale che possa essere pensiero critico ma anche propositivo sulle problematiche salute-ambiente che si registrano in Sardegna. E' stato richiesto il patrocinio del Comune di Bosa, della Provincia di Oristano, degli Ordini dei Medici di Sassari, Nuoro, Oristano e Cagliari e della Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri – FNOMCeO. Inoltre sono stati richiesti i crediti ECM per medici di medicina generale, pediatri, oncologi, pneumologi, allergologi, igienisti, medici di radiodiagnostica.

Info: www.across.sardinia.it; across.sardinia@tiscali.it ; cri.across@tiscali.it ; migaleddu@smirg.org ; dome_eco@yahoo.it ; isde@ats.it

 

INQUINAMENTO INDOOR RESIDENZIALE-ABITAZIONE E QUALITÀ DELL’ARIA

Il Reparto di Igiene degli Ambienti di Vita del Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità organizza per il 9 Ottobre 2009 a Roma la conferenza "Inquinamento indoor residenziale-abitazione e qualità dell’aria". L'evento intende fornire una panoramica dello stato dell’arte delle iniziative intraprese, anche a livello Europeo (UE), sia in termini di studi in corso che di strategie per la gestione della qualità dell’aria nell’indoor residenziale-abitazione, e criteri e metodi per la progettazione ed esecuzione del monitoraggio della contaminazione chimica ed interpretazione dei risultati basati su: 1) individuazione dei fattori modificatori dei livelli di concentrazione degli inquinanti (tipologie di abitazioni, stato dei luoghi, ubicazione, layout delle abitazioni; 2) metodi di campionamento aria, metodi di analisi chimica. La Conferenza intende inoltre creare un’occasione di dibattito su un tema di crescente rilevanza quale è la gestione della qualità dell’aria nelle abitazioni in termini di: 1) ubicazione, stato dei luoghi e layout delle abitazioni; 2) comportamenti-stile di vita nell’abitazione.

Info: www.iss.it/binary/ampp/cong/PROGRAMMACONVEGNO.pdf; anna.santarsiero@iss.it ; sergio.fuselli@iss.it

 

SALUTE GLOBALE

 

GUERRA, TERRORISMI, ETICA ED EDUCAZIONE DEI MEDICI

"Although we are in a time of progress and civilization, uncountable natural and man made disasters are going on in all over the world. We can not be able to avoid terrorism, wars and violence and sometimes feel that we are captured between humanity, personal feelings, national policies and medical ethics." Questa è una delle affermazioni presenti nel poster del Dr. Francesco Carelli, Dipartimento di Medicina di Famiglia dell'Università di Milano, e del Dr. Karaogiu Nazan, del Dipartimento di Educazione Medica ed Informatica dell'Università di Beicuk (Turchia).

Chi fosse interessato a riceverlo può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

Info: drnkaraogiu@gmail.com

 

LA RATIFICA DEI TRATTATI SUI DIRITTI UMANI FA BENE ALLA SALUTE? di Gavino Maciocco.

Fonte: SaluteInternazionale.Info

La ratifica da parte di uno Stato di un trattato internazionale sui diritti umani, ed in particolare sul diritto alla salute, non fa crescere la probabilità che gli abitanti di quello Stato godano di una migliore salute e abbiano un accesso più facile, possibilmente gratuito e senza discriminazioni, a servizi sanitari di qualità. Lancet dedicò buona parte del numero 9655, uscito il 13 Dicembre 2008, al 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un editoriale, molti commenti (tra cui quello di Amartya Sen, ampiamente citato nel documento di apertura del nostro blog "Perché salute internazionale") e un monumentale paper in cui venivano proposti (e analizzati per 194 Paesi) 72 indicatori che riflettono – secondo gli autori – il livello di realizzazione del diritto alla salute. A distanza di 6 mesi Lancet torna sull’argomento con un articolo che mette implicitamente in discussione la suddetta affermazione. Il titolo dell’articolo infatti è: “La ratifica dei trattati sui diritti umani ha qualche influenza sulla salute della popolazione?”. L’articolo ripercorre brevemente (ma molto utilmente per i lettori) la storia dei trattati sui diritti umani, in particolare quelli che contengono precisi riferimenti alla tutela della salute. La conclusione, deludente e amara, è che la ratifica da parte di uno Stato di un trattato internazionale sui diritti umani, ed in particolare sul diritto alla salute, non fa crescere la probabilità che gli abitanti di quello Stato godano di una migliore salute e abbiano un accesso più facile, possibilmente gratuito e senza discriminazioni, a servizi sanitari di qualità. Peraltro neanche l’emanazione da parte di uno Stato di costituzioni e leggi che riconoscono il diritto alla salute garantisce l’effettivo godimento di questo diritto da parte dei cittadini di quello Stato. Tre brevi considerazioni:

1)    Il principale trattato sul diritto alla salute (il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, emanato del 1966) è politicamente figlio della stagione della “salute per tutti” che troverà il suo apogeo nella Conferenza di Alma Ata del 1978. La stagione che è seguita, dagli anni 80 in poi, è stata quella dell’“health for some”: degli aggiustamenti strutturali imposti dalla Banca Mondiale, delle privatizzazioni, della demolizione sistematica dei servizi sanitari pubblici nei paesi a medio e basso livello di sviluppo. La schizofrenia nel comportamento di molti paesi che prima ratificano un trattato e poi lo rinnegano (o sono costretti a rinnegarlo), è in larga parte spiegata dai due diversi cicli della storia della seconda metà del secolo XX. Speriamo che l’inizio del XXI secolo sia portatore di un nuovo e più favorevole ciclo per il diritto alla salute.

2)   Singolare la storia di questi trattati. Una volta emanati – spesso dopo una lunga gestazione – , le istituzioni internazionali li dimenticano. Il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ripetiamo, è stato emanato del 1966, ma solo nel 2000 le Nazioni Unite decidono di fare una seria verifica, scoprendo che “per milioni (era più esatto dire: miliardi) di persone nel mondo, il pieno godimento del diritto alla salute rimane ancora un obiettivo lontano”. E’ noto che il mancato rispetto dei trattati sui diritti umani non comporta alcuna sanzione, se inoltre le istituzioni internazionali non svolgono neppure un’azione di costante monitoraggio, di richiamo, di moral persuasion, e alla fine di denuncia, ci si chiede che valore effettivo possano avere questi strumenti.

3)   Questi trattati possiedono comunque grandi potenzialità, come nota il più recente articolo di Lancet. Possono rappresentare un potente strumento di advocacy e di azione legale in mano a individui e gruppi che si battono a favore del diritto alla salute, com’è avvenuto nel caso dell’accesso ai farmaci antiretrovirali. La mobilitazione a favore del diritto alla salute rimane un punto centrale del mantenimento di questo diritto all’interno di una società. Afferma Amartya Sen: “Ci sono azioni politiche, sociali, economiche, scientifiche e culturali che noi possiamo prendere per fare avanzare la causa della buona salute per tutti. Nel considerare la salute come un diritto, noi riconosciamo la necessità di un forte impegno sociale per la buona salute”. Se non c’è questo impegno potrebbero essere guai. L’universalismo “selettivo” è dietro l’angolo.

Info: http://saluteinternazionale.wordpress.com/2009/06/17/la-ratifica-dei-trattati-sui-diritti-umani-fa-bene-alla-salute/; www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=289853#

 

AMAZZONIA: PRIMI RISULTATI DELLA CAMPAGNA DI GREENPEACE

Fonte: Greenpeace Italia.

In seguito alle denunce di Greenpeace, l’International Finance Corporation, l’agenzia della Banca Mondiale che sostiene gli investimenti privati nei Paesi in via di sviluppo, ha cancellato il prestito di 90 milioni di dollari concesso al gigante brasiliano Bertin. Come dimostriamo nel rapporto, questa azienda acquista carne e pelle da allevamenti illegali in Amazzonia, deforestando, occupando territori indigeni e impiegando i lavoratori come schiavi. La giustizia brasiliana ha aperto un'indagine e si appresta a richiedere a Bertin e ai proprietari degli allevamenti illegali un indennizzo milionario per danni ambientali. Le principali catene di supermercati in Brasile – come Wal Mart, Pao de Azucar e Carrefour – hanno cancellato i propri contratti con Bertin in seguito a una azione civile del Ministerio Publico Federal, che ha imposto multe di circa 200 euro per ogni chilo di carne proveniente dalla distruzione dell’Amazzonia. Anche in Europa, Greenpeace ha lavorato perché il rapporto e le richieste vengano presi considerazione dalle aziende coinvolte. Di seguito la situazione:

  • Geox: dopo l’azione diretta a Milano, abbiamo incontrato Geox nella nostra sede, presentando una lista di punti da chiarire e obiettivi da rispettare; l’azienda si è impegnata a rispondere entro cinque giorni a partire da oggi.

  •  Clark’s: continua a non rispondere alle richieste di Greenpeace, nonostante abbia inviato a tutti quelli che hanno partecipato alla cyberazione una mail nella quale, mentendo, asserisce di averci cercato per trovare una soluzione.

  • Adidas, Nike e Timberland: hanno partecipato a un incontro insieme a Greenpeace e Bertin nel corso del quale si sono detti sensibili ai problemi sollevati dal nostro rapporto; dall’incontro, però, non è ancora scaturito nessun tipo di impegno formale.

  • Clarks, Geox, Nike, Timberland, Adidas e Reebok devono interrompere immediatamente i loro rapporti commerciali con le aziende che deforestano, fanno uso di lavoro schiavile e occupano territori indigeni.

 

KOSOVO. SISTEMI SANITARI PARALLELI di Maurizio Murru.

Fonte: SaluteInternazionale.Info

Il Governo di Belgrado si è accesamente opposto all’indipendenza del Kosovo, che considera tuttora come una propria provincia. In Kosovo oggi esistono tribunali, scuole ed istituzioni sanitarie che non hanno alcun rapporto col governo Kosovaro, rispondono direttamente a Belgrado e da Belgrado sono direttamente finanziate. In attesa di un’inevitabile integrazione con il sistema Kosovaro. Dopo secoli di occupazione, oppressione e guerre, dopo quasi un decennio di amministrazione da parte delle Nazioni Unite, il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza il 17 Febbraio del 2008. Finora, 58 Stati hanno riconosciuto tale indipendenza: l’Italia lo ha fatto il 21 Febbraio 2008 e l’Arabia Saudita, ultima in ordine di tempo, lo ha fatto il 20 Aprile 2009. Gli sforzi del giovane governo e della comunità internazionale per promuovere riconciliazione e convivenza, come detto, sembrano dare qualche frutto. Lo stato dell’economia costituisce una minaccia pesante per il futuro del paese. La maggioranza della popolazione vive in aree rurali ed è occupata in attività agricole su piccoli appezzamenti di terreno e con tecniche arretrate. Il Kosovo ha ereditato un sistema sanitario inefficiente e sbilanciato aggravato da circa 10 anni di incuria da parte del regime serbo. Nel corso degli anni ’90 la maggioranza degli operatori sanitari albanesi fu licenziata e gli stessi pazienti albanesi furono sottoposti a frequenti soprusi e violenze su base etnica. In risposta, la comunità albanese mise in piedi un “sistema sanitario parallelo” sostenuto, per lo più, dalla Mother Teresa Association facente capo all’ordine di Suor Teresa di Calcutta (che, come è noto, era Albanese). La prima unità sanitaria della Mother Teresa Asociation fu aperta nel Marzo del 1992. Alla fine del 1998 l’Associazione gestiva più di 90 unità sanitarie con circa 7.000 volontari. Dopo la fine del regime serbo, nel Giugno del 1999, la situazione si è rovesciata. Il Governo di Belgrado si è accesamente opposto all’indipendenza del Kosovo, che considera tuttora come una propria provincia. In Kosovo, oggi, esistono tribunali, scuole ed istituzioni sanitarie che non hanno alcun rapporto col governo Kosovaro, rispondono direttamente a Belgrado e da Belgrado sono direttamente finanziate. Il cosiddetto Piano Ahtisaari, dal nome del diplomatico Finlandese che l’ha steso, e che ha aperto la strada all’indipendenza, contiene alcune clausole che, almeno in parte, consentono l’esistenza di questo sistema parallelo. Nella sua parte dedicata alla decentralizzazione, il Piano prevede la possibilità per le Municipalità con consistenti comunità serbe, di venire finanziate direttamente da Belgrado. Ed è questo che avviene. Il Piano prevede anche la costituzione di una Commissione Congiunta Serbo-Kosovara per discutere le questioni riguardanti le suddette Municipalità e prevede che i fondi di Belgrado, in totale trasarenza, passino attraverso il Ministero del Tesoro Kosovaro prima di giungere alle Municipalità. E questo non avviene. Cifre affidabili sul sistema parallelo serbo in Kosovo (non solo quello sanitario) sono difficili da trovare. Il Settore Sanitario Parallelo, finanziato e gestito dai serbi in Kosovo, comprende due ospedali, 11 Cliniche e circa 80 unità sanitarie di livello inferiore. Dei due ospedali, uno si trova a Gracanica, a meno di un’ora di auto dalla capitale Pristina e l’altro si trova a Mitrovica-Nord. I pazienti serbi che necessitano di cure ospedaliere di secondo livello vengono indirizzati all’uno o all’altro di questi due ospedali, anche se dovessero abitare a pochi metri da un ospedale Kosovaro. Chi, poi, avesse necessità di cure di livello più elevato, viene riferito direttamente a Belgrado. Le unità sanitarie “parallele” sono in discrete condizioni di manutenzione, ragionevolmente ben equipaggiate, ben fornite di farmaci, ed hanno, quasi tutte, personale in eccesso. Secondo la Direttrice di una Clinica a Gracanica, 200 dei suoi 600 impiegati sono in eccesso. I servizi sanitari erogati dalle strutture Serbe sono gratuiti per tutti coloro che sono iscritti al sistema di assicurazione sanitaria serba (vale a dire, tutti i serbi in Kosovo). A differenza di quanto accade a Mitrovica, dove la segregazione è pressoché totale, nel resto del paese, si respira un’atmosfera più rilassata e si registrano, anche, svariati esempi di collaborazione fra istituzioni Kosovare e strutture sanitarie serbe. Il governo Kosovaro ha la dichiarata intenzione di integrare le strutture parallele nel sistema ufficiale entro il 2012. È improbabile che ciò accada così presto. Nel lungo termine l’integrazione sarà inevitabile. L’economia serba non potrà sostenere all’infinito i costi di questo sistema parallelo e il Governo Kosovaro non potrà sopportare indefinitamente questa sfida aperta alla sua sovranità. Per il settore sanitario Kosovaro esiste un documento di Politica Sanitaria che delinea una riforma ambiziosa e radicale rispetto al sistema ereditato ed un documento di Strategia Sanitaria che indica i modi di atuazione di tale politica. L’attuazione di tali documenti è, comprensibilmente, lenta e insoddisfacente. Il Kosovo ha ereditato un sistema con strutture in eccesso, in cattive condizioni ed organizzate in modo inefficiente. Il personale formato, medico e infermieristico, in rapporto alla popolazione, è  scarso, mentre il personale di supporto è in sovrannumero. Le strutture sanitarie pubbliche sono scarsamente utilizzate. Il settore privato si è sviluppato rapidamente e, praticamente, non è regolamentato. L’integrazione del sistema sanitario parallelo in quello nazionale Kosovaro potrà aver luogo solamente quando i problemi politici che ne sono la causa saranno risolti. Inoltre, perché tale integrazione avvenga in modo ragionevolmente “indolore”, sarà necessario che il sistema sanitario Kosovaro sia molto più robusto di quanto non sia attualmente: più coeso, equo, efficiente. Perché questo avvenga occorreranno molti anni. Probabilmente, alcuni decenni. Decenni nel corso dei quali la classe politica Kosovara dovrà mostrare il suo valore e la comunità internazionale dovrà fornire un supporto, sia tecnico sia finanziario, sufficiente a non far fallire l’esperimento del più giovane Stato del mondo.

Info: http://saluteinternazionale.info/2009/05/28/kosovo-sistemi-sanitari-paralleli/

 

L'ASSOCIAZIONE E I LETTORI DI ISDE ITALIA NEWS SEGNALANO…

 

IL PRIMO INTERACTIVE-MAGAZINE PER LA SICUREZZA STRADALE

Giovedì 16 Luglio 2209 alla Camera dei Deputati a Roma la Fondazione Luigi Guccione e la Fondazione FISICO hanno presentato il primo Interactive-Magazine per la sicurezza stradale. Si tratta di un vero e proprio contenitore multimediale, capace di accogliere video, animazioni interattive, contenuti testuali, gallerie e slide-show fotografici e tutti gli strumenti multimediali più diffusi sul web.

Info: www.creathive.it/altravia/invito/invito.html; flgonlus@gmail.com ; www.flg.it

 

GESTIRE IL RISCHIO: POLITICHE CAUTELATIVE E RESPONSABILITÀ PUBBLICHE

Fonte: ARPAT News n. 133-2009 www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/133-09-gestire-rischio

Sono stati recentemente pubblicati gli atti del seminario "Gestire il rischio: politiche cautelative e responsabilità pubbliche", organizzato nel 2006 dalla Direzione Generale del Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà della Regione Toscana in collaborazione con l’ex Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (CSPO, oggi Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica , ISPO), l’ARPAT e l’Azienda Sanitaria di Firenze (ASF). Il seminario era stato proposto dal CSPO (ISPO), partendo dalla riflessione su esperienze dirette di gestione dei possibili rischi per la salute umana  legati alle attività produttive e l’innovazione tecnologica. La necessità e la proficuità di un confronto tra  gli operatori sul tema della gestione del rischio tecnologico è stata evidenziata dalla numerosa partecipazione e dall' interesse dimostrato dagli iscritti.

Info: www.ispo.toscana.it

 

IMPIANTI DI INCENERIMENTO E SALUTE UMANA di Giuseppe Primavera.

Fonte: Professione & Clinical Governance n. 6-2009.

Vengono riviste le attuali conoscenze scientifiche sugli effetti sulla salute delle popolazioni residenti nelle vicinanze di impianti di incenerimento. Tali effetti, dovuti alla inalazione di inquinanti prodotti nei processi di combustione e al consumo di acqua e cibo contaminato, sono descritti in studi epidemiologici riferibili per lo più a impianti di vecchia generazione, attivi negli anni '70 e '80. L'esito sanitario maggiormente studiato è stato il rischio di cancro. Pur ammettendo l'esistenza di una ragionevole evidenza di effetti avversi per la salute causati dai vecchi impianti, un recente rapporto dell'OMS conclude che tale evidenza è inadeguata a trarre conclusioni che possano essere utilizzate dai decisori politici. Molti interrogativi restano aperti, come il ruolo del particolato ultrafine e degli inquinanti persistenti. Una nuova generazione di studi, basati sui biomarcatori di esposizione, potrebbe sopperire alla inadeguatezza degli studi epidemiologici e dare risposte alle preoccupazioni delle popolazioni esposte e dei medici.

Info: beppeprimavera@virgilio.it

 

EUROPA UOMO: PER LOTTARE CONTRO IL TUMORE DELLA PROSTATA

Ogni ora, in Italia, un uomo muore di tumore della prostata e di un fenomeno così drammatico forse ben poco si sa. Il rischio coinvolge tutti i maschi al di sopra dei 45 anni. Affiancare "Europa Uomo" nella sua pluriennale battaglia di sensibilizzazione su questa trascurata patologia, che è in crescita continua, può essere perciò un buon servizio. Esistono diverse terapie in grado di curare e guarire a condizione che il tumore sia diagnosticato in tempo. L'obiettivo di "Europa Uomo" è proprio di fare in modo che tutti siano consapevoli della importanza della diagnosi precoce. E' giusto porre l'accento anche sugli effetti collaterali delle terapie perché esse possono compromettere in modo rilevante la qualità della vita. Ne è ben cosciente "Europa Uomo" che, tra l'altro, offre assistenza psicologica a pazienti e congiunti, e favorisce e organizza ogni Venerdì, nella sede milanese, incontri e scambi di esperienze.

Sono disponibili

  1. l'articolo “Sessualità e cancro: l’impatto sulle emozioni”, che tratta del periodo che segue le cure, che spesso apporta dei profondi disagi al paziente - ma anche alla coppia - nella vita emotiva, affettiva e sessuale;

  2. l'articolo "Tanti studi, poche certezze”, che espone i risultati di studi decennali sull’alimentazione, quale possibile mezzo per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore della prostata;

  3. l'inserzione informativa di "Europa Uomo" pubblicata sul supplemento "Urologia e Andrologia" de “Il Sole 24Ore” del 29 Giugno 2009.

Chi fosse interessato a riceverli può richiederli alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

Info: www.europauomo.it; europauomo.italy@virgilio.it

 

SALUTE E VIAGGI

Fonte: EpiCentro n. 301-2009 www.epicentro.iss.it/problemi/viaggiatori/ith09.asp

Nel 2008 sono stati effettuati più di 900 milioni di viaggi internazionali. Il numero di persone che si sposta oltre i confini nazionali per ragioni professionali, sociali o ricreative è in continuo aumento e con esso cresce anche il numero di viaggiatori esposti a sbalzi di altitudine, umidità, diffusione degli agenti patogeni e temperatura, fattori che spesso provocano malattie più o meno gravi. Nonostante la possibilità di ridurre al minimo i rischi adottando le dovute precauzioni, prima, durante e dopo il viaggio, la salute del viaggiatore è spesso trascurata e solo di rado al centro dell’attenzione per la tutela della salute, compresa quella pubblica. Per favorire la prevenzione dei rischi sanitari legati ai viaggi, l’OMS pubblica "International Travel and Health 2009". Destinatari: medici, agenzie di viaggio e compagnie di trasporto.

Info: www.who.int/ith/ITH_2009.pdf

 

POTENZIALE DISDETTA ENEL, CONTRO IL NUCLEARE

L' 8-9 Novembre 1987 si votò in Italia per cinque quesiti referendari: due sulla giustizia e tre sul nucleare. "Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL)". Il 71,9% dei votanti ha risposto SI. L'ENEL ha annunciato l'acquisizione della società slovacca "Slovesnke Elektrarne", principale impresa del settore con l'83% della potenza istallata. Il 38% dell'energia erogata dalla Slovesnke Elektrarne deriva dallo sfruttamento del nucleare. In cambio della cessione, l'ENEL si impegna a garantire il completamento di due antiquati reattori nucleari sovietici del tipo VVER 440 – 213, la cui costruzione fu interrotta definitivamente nel 1993. Forti preoccupazioni sul piano della sicurezza hanno portato, invece, la Germania alla chiusura di tre reattori di terza generazione VVER 100 ancora più nuovi. Per iniziativa di AAM TERRANUOVA è adesso disponibile una lettera standard da spedire ad ENEL con la minaccia di recessione dal contratto se la stessa non rinuncerà a collaborare ed a utilizzare centrali nucleari, rispettando così la Legge che il popolo italiano ha votato attraverso il referendum. E' da completare con i dati e da spedire alla sede centrale. Dopodichè si tratterà di disdire effettivamente il contratto ENEL rivolgendosi ad un fornitore che produca energia esclusivamente o in prevalenza da fonti rinnovabili motivando questa scelta eventualmente con un'altra lettere.

 

All’ENEL

Servizio elettrico S,p.a.

Viale “Regina Margherita” 125                              

Roma

 

Il popolo italiano ha votato a larghissima maggioranza, con i 3 referendum del 1987, l'uscita definitiva dell'Italia dall'avventura nucleare, come hanno deciso anche Austria e Polonia (che non hanno avviato le loro centrali già costruite), Danimarca, Grecia, Norvegia e Irlanda (che hanno rinunciato alla loro costruzione), Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Svezia (che hanno deciso di non costruire più centrali nucleari nel loro territorio, puntando sulle energie rinnovabili).

Inoltre la tecnologia nucleare, anche se di 3a generazione, produce rifiuti radioattivi di difficile e costoso smaltimento. Molti scienziati, tra qui il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, sono molto scettici o contrari alla costruzione di fonti energetiche di questo tipo.     

Nel mondo in queste ore il quantitativo energetico prodotto con le varie fonti rinnovabili, tutte fondamentali e da sviluppare, ha  superato il totale dell’energia prodotta con le centrali nucleari e si appresta a doppiarlo entro la fine del 2009.

Ciò premesso, io …………………………………………….. per ragione e coscienza non posso più restare cliente di una società che da una parte promuove le energie rinnovabili quali il solare e l’eolico, e per questo gli riconosco il merito, ma dall’altra collabora alla costruzione di centrali nucleari all’estero e ne commercializza il prodotto, asseconda le pressioni governative del momento, preparandosi a collaborare alla costruzione di centrali nucleari sul territorio Italiano nell’ottica di una politica energetica anacronistica e dissennata.

Quindi comunico la mia decisione di recedere dal contratto di fornitura di energia elettrica se l’ENEL non rinuncerà a collaborare alla costruzione, e all’utilizzo di centrali nucleari rispettando così la legge che il popolo italiano ha voluto attraverso un referendum. 

Certo della vostra attenzione.

Distinti saluti

…………..

 

Numero Cliente………………………

 

Info: www.aamterranuova.it/send_thanks.asp

 

Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni

Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.

 

La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.

Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare: isde@ats.it

I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia www.isde.it

Via della Fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. 0575/22256 - Fax. 0575/28676

E- mail: isde@ats.it

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