ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 

Numero 359 (1 Settembre 2009)

 

In questo numero………

 

RETE ITALIANA RICERCATORI per la RESPONSABILITÀ AMBIENTALE e SOCIALE - RIRAS

 

L’interferenza (o la non interferenza) politica nella scienza sta indebolendo la capacità della nostra nazione di rispondere alla complesse sfide che ci troviamo ad affrontare. Poiché i decisori politici dovrebbero prendere decisioni informate, cercheremo di costruire una rete di ricercatori che abbia come obiettivo quello di individuare modalità e strategie efficaci per far pervenire agli amministratori le informazioni e i dati a supporto delle scelte che hanno influenza sulla salute, la sicurezza e l’ambiente.

Già in occasione dell' ultima Assemblea dell’ISDE Italia del 10 Dicembre 2008 a Genova si era deciso di promuovere la costituzione di una Rete Italiana di Ricercatori per la Responsabilità Ambientale e Sociale.

Successivamente in occasione della prima riunione del Gruppo di Lavoro ISDE sulla “Ricerca” del 14 Marzo 2009 a Pisa venne sottolineato come ISDE avrebbe potuto svolgere un ruolo di promozione e organizzazione di una Rete Italiana Ricercatori per la Responsabilità Ambientale e Sociale, utilizzando al meglio le potenzialità che l’associazione ha al suo interno, essendo stata capace di coagulare competenze provenienti da discipline e professioni differenti quali medici (oncologi, epidemiologi, tossicologi, pediatri, medici di medicina generale…), biologi, genetisti, chimici, fisici, ecologi, sociologi, economisti… tutti accomunati dall’interesse di approfondire, anche attraverso progetti comuni di  ricerca, il rapporto esistente tra l’inquinamento ambientale e lo stato di salute delle popolazioni. Venne ribadito come la creazione di una rete avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per i ricercatori che si muovono in tale direzione e che spesso hanno difficoltà ad esprimersi all’interno delle rispettive istituzioni.

Tale progetto, ispirato all’ISDE da Marcello Buiatti (Università di Firenze), si inserisce nel contesto di un’iniziativa più ampia, di cui lo stesso Buiatti è promotore, della formazione di un “Network of European Concerned Scientists – NECS” di livello europeo che si costituito a Berlino nell’autunno 2008 (il primo impegno di detta Rete sarà una valutazione del rischio sulla salute da introduzione di OGM).

Venne segnalata anche l’esperienza del Collegium Ramazzini che può vantare una tradizione di indipendenza nella  ricerca sulla oncogenesi di origine ambientale.

 

Se sei interessato a partecipare alle attività della costituenda Rete, condividendo il documento preliminare qui di seguito riportato, ti invito a richiedere la scheda di adesione alla nostra segreteria all’indirizzo di posta elettronica isde@ats.it e a rinviarcela adeguatamente compilata per e-mail (isde@ats.it ) o per fax (0575-28676).

 

La Rete prevede una prima riunione assembleare in occasione delle IVe Giornate Italiane Mediche dell’Ambiente che si svolgeranno a Salsomaggiore il 4-6 Novembre p.v. anche per discutere (modificare, implementare, …) il documento preliminare sotto riportato e le prime iniziative da attivare.

 

DOCUMENTO PRELIMINARE

 

Premesso che:

 

- negli ultimi 30 anni, la commercializzazione della scienza in Italia e in tutto il mondo è terribilmente aumentata. La rivoluzione nella genetica, i brevetti per le molecole biocostruite, le normative che rafforzano le proprietà intellettuali, le leggi che consentono di brevettare in proprio i risultati di ricerche finanziate con denaro pubblico hanno spinto ricercatori, clinici e istituzioni universitarie a collaborare con il mondo dell’industria dando luogo ad uno spiegamento senza precedenti di attività imprenditoriali.

Benché molti hanno apprezzato la collaborazione tra industria e comunità scientifica, è noto che questo tipo di collaborazione comporti conflitti di interesse che possono compromettere il giudizio di professionisti affidabili, la credibilità di istituti di ricerca e giornali scientifici, la sicurezza e la trasparenza della ricerca, le norme di una ricerca libera e la legittimazione di politiche basate sulla scienza.

Ad esempio:

• E’ evidente che i vincoli economici dei ricercatori con le industrie nel settore chimico, farmaceutico e del tabacco influenzano direttamente la loro posizione pubblica nel supportare i benefici o nel ridimensionare i danni apportati dai prodotti di tali industrie

• E’ evidente che omaggi e incentivi da parte dell’industria farmaceutica possono influenzare i giudizi dei clinici e le prescrizioni dei medici

• Ci sono casi ben conosciuti di industrie che cercano di screditare o prevenire la pubblicazione di risultati di ricerche critici nei confronti di loro prodotti

• Vari studi indicano che i ricercatori finanziati dall’industria verosimilmente si trovano a celare i risultati delle loro ricerche al fine di mantenersi i benefici economici

• Sempre di più, le stesse istituzioni universitarie che hanno la responsabilità di sorvegliare sull’integrità scientifica e sulla tutela dell’essere umano intraprendono un rapporto economico con industrie delle quali supervisionano la produzione.

 

(Tratto da Institute of Science in Society)

 

- La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri nel Codice di

Deontologia Medica, licenziato il 16 Dicembre 2006, recita all’art. 30 sul “Conflitto di interesse”:

Il medico deve evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l’interesse

primario, qual è la salute dei cittadini, possa essere indebitamente influenzato da un interesse

secondario.

Il conflitto di interesse riguarda aspetti economici e non, e si può manifestare nella ricerca

scientifica, nella formazione e nell’aggiornamento professionale, nella prescrizione terapeutica e di

esami diagnostici e nei rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e

istituzioni, nonché con la Pubblica Amministrazione.

Il medico deve:

- essere consapevole del possibile verificarsi di un conflitto di interesse e valutarne l’importanza e

gli eventuali rischi;

- prevenire ogni situazione che possa essere evitata;

- dichiarare in maniera esplicita il tipo di rapporto che potrebbe influenzare le sue scelte

consentendo al destinatario di queste una valutazione critica consapevole.

Il medico non deve in alcun modo subordinare il proprio comportamento prescrittivi ad accordi economici o di altra natura, per trarne indebito profitto per sé e per altri.

 

- La storia della medicina insegna che le maggiori vittorie sulle malattie sono state ottenute con interventi preventivi a basso costo estesi a tutta la popolazione. Per questo ISDE chiede nei suoi documenti alle istituzioni competenti:

  • che siano privilegiate le politiche di prevenzione primaria,

  • che siano promosse normative di salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità,

  • che si rendano possibili scelte ecologiche sensibilizzando la popolazione e rimuovendo le barriere che ostacolano l'attuazione di uno stile di vita più sano e pro-ecologico,

  • che sia data priorità alla ricerca biomedica non condizionata da interessi economici,

  • che sia garantita una esauriente informazione sui rischi legati al degrado ambientale,

  • che ogni nuovo prodotto sia sottoposto a prove adeguate di innocuità a carico del produttore,

  • che sia seguito il principio di precauzione.

 

Tutto ciò promesso, di fronte all'incertezza del futuro, all'incombere di seri problemi per la tutela e la salvaguardia della salute dell'uomo, al progressivo degrado ambientale, a forme di inquinamento e depauperamento, all'assenza di solidarietà e mancanza di valori, l'Associazione dei Medici per l'Ambiente - ISDE promuove la

 

Rete Italiana Ricercatori per la Responsabilità Ambientale e Sociale - RIRAS

 

Progetto Nazionale Intersettoriale, Interistituzionale e Interdisciplinare finalizzato alla  promozione di un ambiente salubre e alla protezione della salute delle popolazioni.

 

La Rete potrà afferire ad iniziative similari europee ed internazionali.

 

Obiettivi

La RIRAS persegue i seguenti obiettivi:

  1. promuovere la ricerca scientifica e tecnologica nell’interesse pubblico per uno sviluppo umano sostenibile;

  2. richiamare l’attenzione riguardo alla commercializzazione delle modificazioni genetiche e di altre tecnologie, che debbono essere oggetto di valutazione scientifica, di consultazione pubblica informata e di consenso della comunità;

  3. superare gli interessi corporativi che determinano l’orientamento della ricerca scientifica e tecnologica, favorendo la ricerca nei riguardi di funzioni sociali e ambientali solitamente trascurate dagli interessi di parte;

  4. rendere noti i conflitti di interesse che possono essere presenti nella ricerca sponsorizzata dall’industria;

  5. rendere visibili i finanziamenti stanziati da singoli soggetti e da organizzazioni governative e non governative per promuovere ricerche scientifiche e tecnologiche o per offrire o regolare o condurre funzioni di supervisione;

  6. sensibilizzare i decisori politici e gli amministratori istituzionali a ricercare un equilibrio tra i diversi comitati di esperti tenendo conto dei loro interessi e a rendere pubblici i conflitti di interesse che emergano nel corso della formazione dei comitati.

 

Azioni strategiche

La RIRAS persegue i suddetti obiettivi tramite le seguenti azioni strategiche:

  • promuove il dialogo e il confronto tra scienza, etica, politica e società in funzione del bene pubblico;

  •  elabora principi etici e legali che guidino la ricerca e assicurino trasparenza e individuazione delle responsabilità;

  •  contribuisce, ai fini della partecipazione della comunità, all’informazione e alla comunicazione pubblica dei progetti di ricerca, dei risultati e della loro applicazione;

  • propone modalità applicative del principio di precauzione nella gestione del rischio ambientale e sanitario, in presenza di incertezze scientifiche e di rischi potenzialmente gravi e irreversibili per la salute;

  • promuove e sostiene il confronto dei decisori politici e delle istituzioni con i ricercatori  che richiamano l’attenzione preventiva su fattori di pericolo che si stima possano comportare rischio per l’ambiente e la salute;

  • promuove e organizza forum di ricercatori per l’analisi critica di tematiche di attualità in materia di ambiente e salute.

 

Articolazione delle attività

La RIRAS articola le proprie attività per:

  • la costituzione di una Rete permanente di esperti per la ricerca in materia di ambiente e salute, i quali operano con azioni coordinate e integrate intersettoriali, interprofessionali e interdisciplinari;

  • la individuazione di esigenze prioritarie e condivise di ricerca per la promozione e la difesa del binomio ambiente-salute;

  • l’attuazione di iniziative formative e di aggiornamento nei settori di ricerca di specifico interesse;

  • l’organizzazione di  attività di informazione e comunicazione alla comunità, relativamente allo stato e ai progetti di ricerca e loro risultati in materia di ambiente e salute;

  • l’offerta di collaborazione ai decisori politici, alle istituzioni e ai soggetti sociali rilevanti per il supporto scientifico alle loro decisioni e azioni;

  • l’eventuale elaborazione e sviluppo di progetti di ricerca e sperimentazione nel campo d’azione della Rete.

 

I Soggetti della Rete

I Ricercatori aderenti sono membri della Rete.

 

Impegni per i Membri della RIRAS

I Membri della RIRAS si impegnano a:

  1. aderire formalmente alla Rete;

  2. essere parte propositiva ed attiva nella conduzione di iniziative di tutela e promozione della salute nei confronti delle minacce ambientali;

  3. assicurare tutti i flussi informativi necessari a garantire l’operatività della RIRAS;

  4. comunicare l’eventuale disdetta della propria adesione.

 

Vantaggi per i membri della RIRAS

I Membri della RIRAS possono:

-      prendere parte ai momenti di programmazione delle iniziative della RIRAS;

-      iscrivere a quote agevolate alle iniziative formative promosse dalla Rete;

-      partecipare ad uno specifico Forum telematico, utilizzando una specifica password;

-      partecipare alle attività internazionali collegate;

-      segnalare progetti e ricerche prioritarie portate avanti personalmente e dalla propria organizzazione;

-      segnalare gli argomenti ritenuti prioritari da affrontare nel contesto della Rete

-      rendersi disponibili a rispondere alle domande del pubblico e/o dei media

-      rendersi disponibili a rispondere alle situazioni emergenti, nelle forme e nei modi concordati con la RIRAS.

 

Struttura organizzativa

Tutti gli aderenti alla Rete costituiscono il coordinamento nazionale della Rete preposto ad approvare il Programma generale delle attività.

Si organizzano autonomamente in gruppi di lavoro su base funzionale.

Il supporto organizzativo è assicurata dall’ISDE Italia.

 

EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA E CONFLITTO DI INTERESSI

Fonte: No Grazie Pago Io!

In relazione alla nuova disciplina che dovrà regolare i rapporti tra sponsor e Provider per il superamento del conflitto di interessi nelle attività di ECM, i componenti del gruppo “Nograzie pago io” inviano ai mezzi di informazione nazionali le seguenti riflessioni e proposte.

Obiettivo prioritario della formazione continua in medicina è migliorare le competenze dei professionisti, l’organizzazione dei servizi e, in definitiva, la qualità delle cure ai cittadini. Obiettivo prioritario dell’industria del farmaco e dei medicali è invece aumentare i propri profitti: cosa legittima, ma  estranea  alla formazione continua dei professionisti.

Si dice che non possiamo fare a meno della sponsorizzazione privata (in quanto oltre il 50% dell’ECM dipende da essa). Ma quale formazione ha bisogno di sponsorizzazione? Ne hanno bisogno i grandi convegni, i workshop, gli eventi che richiedono relatori e viaggi internazionali, grandi cene, eventi mondani. Questo è anche il tipo di formazione risultata meno  efficace e che meno incide sulla qualità delle cure.

E’ nostra ipotesi invece che si possa fare completamente a meno della sponsorizzazione privata se l’ECM è organizzata:

-      in lavoro a piccoli gruppi, in reparto, in ambulatorio, in laboratorio, nelle sedi dei servizi territoriali;

-      con obiettivi di miglioramento della qualità dell’assistenza, che si raggiungono con gruppi di lavoro tra pari, basati sull’ esame critico e sul confronto della propria pratica clinica (audit e feed-back), con stage, con metodologie appropriate di formazione sul campo (progetti di miglioramento e di ricerca-intervento finalizzati a risolvere criticità, adozione concordata di protocolli, ecc).

Tutte modalità organizzative efficaci e a basso costo, che non richiedono viaggi, eventi mondani e, di conseguenza, sponsorizzazione, se non le normali risorse (cioè l’1% del monte-salari) che un’azienda sanitaria dovrebbe devolvere per la formazione ECM dei propri professionisti.

Sappiamo che in autunno la Commissione nazionale ed il Comitato Tecnico delle Regioni pubblicheranno una nuova disciplina relativa ai rapporti tra sponsor e Provider.

L’esperienza di questi anni ha mostrato che  l’autocertificazione di assenza di conflitto di interessi è inefficace e difficile da controllare. Ma anche la “trasparenza” (disclosure), cioè la dichiarazione dei compensi e benefits  eventualmente ricevuti, che si vorrebbe sostituire all’autocertificazione, rischia di non sortire risultati reali, se non si è in grado di verificare che quanto dichiarato è veritiero. La trasparenza riguarda inoltre  i meri aspetti economici, che rappresentano solo una parte dei potenziali conflitti di interesse e non prende in considerazione altri aspetti sostanziali che potrebbero spingere un Provider a fare alcune scelte anziché altre. Solo per fare un esempio relativo alle malattie cardiovascolari,  per stimolare i finanziamenti degli sponsor, si potrebbe preferire l’organizzazione di eventi educativi sulle statine, piuttosto che promuovere la cultura di un’alimentazione sana e di un’attività fisica adeguata.

Le misure per normare la sponsorizzazione dell’ECM da parte dell’industria privata rischiano pertanto di essere inadeguate, perché non consentono di controllare efficacemente le infrazioni e le intrusione indebite. Inoltre, una forte sponsorizzazione privata della formazione dei professionisti della salute può generare sospetto da parte dei cittadini ed  inficiare il loro rapporto di fiducia con il Servizio Sanitario Nazionale.

Questa preoccupazione non è solo nostra. Negli USA è in corso una profonda revisione delle norme che regolano l’ECM: il documento dell’Institute of Medicine del 2009 sottolinea che “il sistema finanziario di chi organizza la formazione  ECM dovrebbe essere riformato, in modo da rendersi libero dall’influenza dell’industria e meritevole della fiducia pubblica, e divenire  un sistema integro, che fornisca una educazione di alta qualità”. Il rapporto 2008 della Fondazione Macy di New York afferma che “le responsabilità delle compagnie for-profit e dei professionisti della salute sono fondamentalmente incompatibili”. Diverse Università hanno definito di recente regole stringenti nei rapporti tra medici e industria anche su questo aspetto.

 

Vi facciamo pertanto 2 richieste:

 

1) lavorare per una formazione continua “a sponsorizzazione privata zero”, completamente gestita con le risorse del Servizio Sanitario Nazionale. Una ECM tarata “sul piccolo”, su un’analisi dei fabbisogni formativi locali, su obiettivi precisi, su metodologie educative efficaci. Una ECM che non si limiti a valutare le conoscenze, ma tenti di misurare l’impatto di programmi educativi sulla pratica clinica. Basta con i grandi convegni, le sfilate di moda e gli eventi mondani. Per le competenze  che richiedono molto tempo e studio individuale (quelle ad esempio necessarie per saper acquisire e valutare in modo critico le evidenze scientifiche), va organizzata una formazione a distanza pubblica e non gestita dalle multinazionali del farmaco (avevamo ad esempio  Ecce, una ricchezza da resuscitare); per tutto il resto, va fatta una formazione sul campo ben organizzata ed a basso costo. Questa è l’unica formazione da accreditare, tutto il resto può essere studio individuale o formazione pagata da chicchessia, ma non accreditata;

 

2) fare una profonda pulizia dei Provider. In questi anni le competenze di molti di essi sono state più di tipo alberghiero e ricreativo, che formativo. Molti sono  chiare affiliazioni di aziende private di vario tipo; pochi capiscono di metodologia e pratica della formazione continua degli adulti. Questa piaga non può essere normata, va estirpata.

L’ECM può rappresentare una grande ricchezza per il nostro Paese e per la salute dei cittadini: vi chiediamo un po’ di coraggio.

 

Per aderire scrivere il proprio Nome, Cognome, Professione, Città entro il 10 Settembre 2009 a Luisella Grandori luisegra@tin.it

 

Riferimenti

Mansouri M, Lockier J. A metanalysis of continuing medical education effectiveness. J Contin Educ Health Prof 2007;27:6-15.

Institute of Medicine. Conflict of interest in medical research, education, and practice. Washington, DC: National Academies Press, 2009. www.iom.edu/CMS/3740/47464/65721

Rothman DJ, McDonald WJ, Berkowitz CD, et al. Professional medical associations and their relationships with industry: a proposal for controlling conflict of interest. JAMA 2009;301:1367-1372.

Steinbrook R. Financial support of continuing medical education. JAMA 2008;299:1060-1062.

Steinbrook R. A higher bar — Vermont’s new law on marketing prescribed products. N Engl J Med 2009; 361(1): 8-9.

Josiah Macy Foundation, NY. Continuing Education in the Health Professions. 2008

www.josiahmacyfoundation.org

 

Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni

Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.

 

La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.

Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare: isde@ats.it

I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia www.isde.it

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