ISDE Italia News
A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente
Numero 360 (10 Settembre 2009)
In questo numero………
APPELLO DEI MEDICI, RICERCATORI E SCIENZIATI ITALIANI
PER IL CONTROLLO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
Appello alla 15° Conferenza delle Parti – COP15, Copenaghen Dicembre 2009
ADERISCI e convinci i tuoi colleghi a fare lo stesso!
E’ facile! Basta inviare una e-mail con scritto
“Aderisco!” specificando il proprio NOME, COGNOME,
QUALIFICA E CITTA’ all’indirizzo di posta elettronica
climaesalute@libero.it
![]()
Premessa
Nel Dicembre 2008 si è tenuta a Poznan la 14a Conferenza delle Parti – COP14, promossa dall’ONU per una convenzione internazionale sul clima. La Conferenza, che ha fatto seguito a quella di Bali del 2007, ha posto le basi per la 15a Conferenza delle Parti – COP15 che si terrà a Copenaghen nel dicembre 2009.
A Poznan si è raggiunto un accordo solo parziale, che dovrà essere rivisto e completato a Copenaghen per l’immediata adozione di un approccio globale e sistematico ai cambiamenti climatici, guidato e reso effettivo dai governi tramite un patto internazionale concordato.
I medici, ricercatori e scienziati italiani
intendono indirizzare i governi italiano, europei e degli altri Paesi a un accordo:
- che assuma i seguenti principi:
Ø il confronto e il dialogo tra scienza, etica e politica;
Ø la cooperazione internazionale;
Ø la giustizia e l’equità nel determinare le future quote di emissione dei gas climalteranti, le quali tengano conto delle rispettive capacità dei diversi Paesi e del diritto di tutti allo sviluppo e a una soddisfacente qualità della vita;
Ø la responsabilità comune, ma differenziata tra i diversi Paesi;
- che ponga i seguenti obiettivi:
Ø limitare i cambiamenti climatici dovuti alle emissioni carboniche di origine antropica:
Ø promuovere la salute, la giustizia sociale e la sopravvivenza delle generazioni attuali e future,
- dei poveri e dei ricchi, a livello locale e mondiale;
Ø avviare una profonda revisione dei modelli economici dominanti;
- che abbia i seguenti contenuti:
Ø applicare il “Pacchetto clima 20 20 20 al 2020” dell’Unione Europea e allargamento dello stesso a tutti i Paesi industrializzati, trovando adeguati meccanismi di compensazione e di cooperazione per i Paesi in via di sviluppo;
Ø stabilizzare le concentrazioni di anidride carbonica entro la soglia critica di 450 ppm, al fine di evitare il rischio di superamento di 2°C, rispetto all’era preindustriale, della temperatura media terrestre, ritenuta la soglia oltre la quale il cambiamento climatico produrrebbe danni irreversibili agli ecosistemi e all’umanità;
Ø ridurre le emissioni di anidride carbonica dell’80% entro il 2050, rispetto al 1990;
Ø adottare strategie di mitigazione e adattamento degli effetti su ambiente e salute dei cambiamenti climatici in corso;
Ø porre un maggiore onere di impegni a carico dei Paesi industrializzati e di quelli in transizione;
Ø garantire il trasferimento di risorse ai Paesi in povere condizioni di vita e che fanno uso limitato di combustibili fossili;
Ø promuovere uno sviluppo che minimizzi le emissioni carboniche, non solo promuovendo scelte dei cittadini per bassi consumi ma soprattutto favorendo tali scelte da parte dei governi con adeguate politiche per il risparmio dell’energia, l’efficienza energetica e l’incremento delle fonti rinnovabili nei settori dell’edilizia, dei trasporti, dell’agricoltura, dell’industria e del turismo.
Lo stato attuale e le previsioni
A livello mondiale la concentrazione di anidride carbonica è aumentata di 1,6 ppm/anno nel periodo 1980-2008 e di 1,9 ppm/anno dal 1993 al 2008.
Al ritmo attuale, la concentrazione di CO2 , ora di 386 ppm (386 cm3/1m3 di aria),raggiungerà nel 2020 il valore di 410 ppm.
Le emissioni globali di gas serra da attività umane sono aumentate del 70% dal 1970, superando di gran lunga i valori pre-industriali.
Con le attuali politiche, le emissioni globali carboniche aumenteranno del 25-90% entro il 2030.
Dal 1850, 11 degli ultimi 12 anni sono tra i 12 anni più caldi come temperatura superficiale media globale. Tale temperatura è aumentata di 0,74°C nel periodo 1906-2005, rispetto all’aumento di 0,6°C del periodo 1901-2000. Nei prossimi due decenni, perdurando le condizioni attuali, si stima un riscaldamento di circa 0,2°C per decennio.
La precipitazione media globale a livello del mare è aumentata da 1,8 mm/anno (1961) a 3,1 mm/anno (1993).L’estensione dei ghiacci artici si è ridotta dal 1978 del 2,7% per decennio e i ghiacciai alpini si sono ritirati in entrambi gli emisferi.
E’ stato stimato che se non si ridurranno le emissioni carboniche entro la fine del XXI secolo, il riscaldamento della Terra potrà salire da 1,8° a 4°C.
Il tempo per evitare la catastrofe ambientale fisica e chimica, degli ecosistemi biologici e dei singoli organismi viventi, quindi il collasso della Terra, è stimato in 5-10 anni, nei quali diviene necessario ridurre le emissioni carboniche e stabilizzarne la concentrazione.
Sono iniziati e sono destinati ad aggravarsi i seguenti effetti dei cambiamenti ambientali:
· innalzamento del livello delle acque marine, erosione delle coste, inondazioni interne, ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari;
· intense variazioni nelle quantità di precipitazione;
· aumento della salinità degli oceani ed eutrofizzazione delle acque costiere;
· struttura dei venti;
· eventi meteorologici estremi (siccità, precipitazioni eccezionali, inondazioni, cicloni tropicali, ondate di calore);
· estinzione del 20-30% delle specie sinora classificate, non in grado di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti in atto, se la temperatura media globale supererà di 1,5-2,5°C quella del 1980-1999.
Inoltre, nei diversi settori sono da temere i seguenti rischi:
· riduzione delle produzioni agricole per siccità e inondazioni;
· riduzione delle foreste e desertificazione;
· riduzione della disponibilità di acque e peggioramento della loro qualità;
· perdita di habitat.
Relativamente agli effetti sulla salute, l’OMS ha stimato la perdita per ogni anno di 5 Milioni di anni di vita in buona salute (DALY) e un incremento del 3% della mortalità per ogni grado di aumento della temperatura terrestre.
Rischi di nocività più specifiche potranno derivare:
· da malnutrizione per crisi agricola ed economica;
· da eventi meteorologici estremi ;
· da inquinamento atmosferico;
· da spostamento dalle zone tropicali al nord e al sud del Pianeta di vettori di malattie infettive e parassitarie (malaria, febbre gialla, dengue, chikungunya, m. da virus del Nilo Occidentale, m. di Lyme, m. di Chagas, leptospirosi, leishmaniosi, schistosomiasi).
I medici, ricercatori e scienziati italiani per il controllo dei cambiamenti climatici
I medici, ricercatori e scienziati, consapevoli delle proprie responsabilità nei riguardi della società per la promozione, la protezione e lo sviluppo della salute e dell’ambiente;
Ritenuto
- che i cambiamenti climatici compromettano le matrici ambientali fondamentali per la vita, quali l’aria, l’acqua, gli alimenti e quindi la salute pubblica di questa e delle future generazioni;
- che le politiche per la riduzione delle emissioni climalteranti, soprattutto nei Paesi responsabili per la maggior parte di tali emissioni, possano portare importanti benefici alla salute dei singoli e delle comunità, non solo riducendo i rischi di specifiche nocività ma anche favorendo una migliore qualità della vita;
- che la ricerca, adeguatamente potenziata, sui rapporti tra salute e ambiente, sulla efficienza energetica e sulle tecnologie per il controllo delle emissioni carboniche, sia fondamentale per la promozione e la protezione della salute;
- che la prevenzione primaria, con la individuazione delle fonti delle emissioni carboniche e il loro controllo, costituisca la strategia efficace per abbattere i fattori di pericolo e di rischio per la salute e l’ambiente da queste indotti;
- che l’efficacia dei provvedimenti per contrastare i cambiamenti climatici richieda azioni integrate su più livelli di governo (internazionale, nazionale, regionale e locale), su più piani (economico, sociale, culturale, ambientale e sanitario) e su diversi attori (cittadini, decisori politici, istituzioni e professionisti della salute);
- che i risultati attesi dipendano essenzialmente dalle azioni dirette di risparmio energetico ed efficienza energetica, oltre che di maggior produzione di energia da fonti rinnovabili, piuttosto che dal mercato finanziario della compra-vendita di quote di emissione;
- che gli impegni assunti unilateralmente dall’Unione Europea siano utili nella misura in cui attivano dinamiche virtuose tra tutti i Paesi, con l’assunzione di vincoli condivisi;
- che sia improrogabile il conseguimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, ma pure l’adozione di un quadro normativo globale per il periodo successivo al 2012, caratterizzato da condivisione degli oneri orientati alla giustizia e all’equità;
- che i cambiamenti climatici siano una delle principali preoccupazioni dei cittadini in campo ambientale;
Si impegnano, in collaborazione con i professionisti di altre discipline, per:
- promuovere e sostenere l’informazione e l’educazione dei cittadini a stili di vita individuali e collettivi sostenibili sul piano economico, sociale, ambientale e della salute, capaci di ridurre le emissioni carboniche anche attraverso la revisione dei modelli di consumo diffusi nei Paesi sviluppati;
- sensibilizzare i cittadini nei riguardi dei loro diritti per un ambiente salubre, non disgiunti dai doveri per la salvaguardi dell’ambiente naturale, bene comune e patrimonio dell’umanità;
- proporsi quali collaboratori ai decisori politici e alle istituzioni affinché
Ø la salute sia obiettivo in tutte le politiche;
Ø la salute dei singoli e delle comunità prevalga sulle considerazioni economiche;
Ø ogni livello di governo assuma la responsabilità di promuovere la salubrità ambientale e la salute pubblica e prevenire le patologie connesse ai cambiamenti climatici e alle criticità ambientali in generale, anche dando attuazione al principio di precauzione;
Ø gli organi di governo locale si impegnino ad agire quale modello nei loro ruoli di consumatori di energia, pianificatori e regolatori, fornitori, promotori e consulenti;
Ø le autorità sanitarie assicurino alla comunità l’informazione e la comunicazione sullo stato dell’ambiente, sulle cause delle criticità, sui rischi per la salute che queste comportano, sui provvedimenti che intendono adottare per contrastare i cambiamenti climatici e proteggere, migliorare e recuperare la salubrità ambientale;
Ø le istituzioni rendano partecipi, individuando forme e modalità di partecipazione, i cittadini, le associazioni scientifiche, le organizzazioni sindacali, imprenditoriali, economiche e ambientaliste al controllo dei determinanti ambientali della salute, ai processi di pianificazione del territorio, della mobilità, della produzione energetica e alla formazione delle decisioni;
Ø sia potenziata la ricerca sui rapporti tra salute, cambiamenti climatici e criticità ambientali in generale;
Ø sia assicurata la vigilanza ambientale e la sorveglianza epidemiologica delle comunità esposte ai fattori di pericolo di origine ambientale.
I medici, ricercatori e scienziati si impegnano inoltre:
1) a considerare l’ambiente una risorsa per conservare e migliorare la salute;
2) a ricorrere a un approccio basato sulla promozione dell’ambiente e della salute, sulla prevenzione primaria delle patologie di origine ambientale e sul principio di precauzione, in conformità al Programma 2001-2010 dell’UE in materia di ambiente e all’art. 174 del Trattato Europeo;
3) a valutare preventivamente l’impatto sull’ambiente e sulla salute degli effetti di qualsiasi nuovo programma o tecnologia o azione di sviluppo economico;
4) a operare in stretto rapporto di coordinamento e integrazione con le istituzioni preposte alla promozione e protezione dell’ambiente e della salute.
FONTI
- CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA 2006 (art. 5)
- CLIMATE AND HEALTH COUNCIL. Tackling climate change, Protecting Health Climate and Health Council. BMJ 2007; 335 : 1318-1319.
-
ENVIRONMENTAL EUROPEAN AGENCY (EEA).
Impacts of Europe’s changing climate.
http://reports.europa.eu/eea_report_2008_4/en/![]()
-
ENVIRONMENTAL EUROPEAN AGENCY (EEA).
Greenhouse gas emission trends and projections in Europe
2008.
http://reports.eea.europa.eu/eea_report_2008_5/en/![]()
-
ENVIRONMENTAL EUROPEAN AGENCY (EEA).
Signals.
http://reports.eea.europa.eu/signals-2009/it/![]()
-
EUROBAROMETER.
Attitudes of European citizens towards the environment.
Results for Italy.
www.formeducambiente.apat.it/site/_files/con![]()
- EUROBAROMETRO. Cambiamenti climatici e atteggiamento degli europei. ARPAT News, n. 164-2008
- FNOMCEO, ISDE ITALIA. Carta di Padova sulla tutela dell’ambiente e della salute. Padova, 9-10 Maggio 2008
- GRIFFITHS J. et al. Ten pratical actions for doctors to combat climate ch’ange. BMJ 2008; 336: 1507.
- INTERGOVERNMENTAL PANEL ON CLIMATE CHANGE (IPCC)
Fourth Assessment Report 2007
Ø Prima Parte. Parigi, Febbraio 2007
Ø Seconda Parte. Bruxelles, Aprile 2007
Ø Terza Parte. Bangkok, Maggio 2007
Ø Sintesi per i decisori. Valencia, Novembre 2007
- LOMBROSO L. Clima ed energia: l’impatto sulla salute delle sfide del futuro. ISDE Italia. Atti Terze Giornate Mediche per l’Ambiente. Genova 11-12 Dicembre 2008.
- ONU
Conferenze Internazionali sul Clima tra le Parti.
- Bali, COP13. Dicembre 2007.
- Poznan, COP14. Dicembre 2008
- PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
- ONU. Ambiente e Sviluppo. Principio 15. Conferenza di Rio de Janeiro, 1992
- CEE. Trattato di Maastricht, 1992 (art, 174, comma 2).
- CE. Risoluzione del Parlamento Europeo del 17 Agosto 2001.
- WHO. Regional Office for Europe. “The Precautionary Principle: pratecting public hearth, the environment and the future of our children”. Copenhagen, 2004
- PROTOCOLLO DI KYOTO 1997 (operativo dal 16 Febbraio 2005)
- UNIONE EUROPEA. Consiglio Europeo. Occupazione, riforme economiche e coesione sociale. Lisbona, Marzo 2000
- UNIONE EUROPEA. Il piano d’azione europeo per l’ambiente 2004-2010. Giugno 2004.
- UNIONE EUROPEA. Commissione Europea. Crescita e occupazione. Il rilancio della strategia di Lisbona. Giugno 2005
-
UNIONE EUROPEA.
Azione dell’Unione Europea contro i cambiamenti
climatici : “ 20 20 20 2020”.
http://ec.europa.eu/climateaction/index_it.htm![]()
- UNIONE EUROPEA. Parlamento Europeo. Raccomandazione del Parlamento per una futura politica integrata dell’UE sul cambiamento climatico. Strasburgo, Dicembre 2008.
WORKSHOP CLIMA, AMBIENTE E SALUTE
Venerdì 4 Settembre 2009 presso l'Ordine dei Medici di Firenze si è tenuto il Workshop "Clima, Ambiente e Salute", organizzato dalla Scuola Internazionale Ambiente Salute e Sviluppo sostenibile - SIASS e dall'Ordine dei Medici di Firenze, insieme all'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, con il patrocinio di FNOMCeO.
L’evento, rivolto prevalentemente ai referenti Ambiente e Salute degli Ordini dei Medici, ai referenti dell’ISDE Italia e ai Presidenti degli Ordini dei Medici italiani, ha avuto come obiettivi formativi primari: presentare e diffondere l’”Appello dei medici, ricercatori e scienziati italiani per il controllo dei cambiamenti climatici”; accrescere il livello di conoscenza-coscienza-azione dei medici sulle tematiche ambientali; individuare il contributo degli indirizzi internazionali, nazionali e regionali alla promozione della salute globale, della qualità dell'ambiente e della stabilizzazione del clima; offrire strumenti didattico formativi per la realizzazione di iniziative di formazione e aggiornamento periferiche per i Medici.
"Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini... promuove una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali... favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, ... di promozione della salute individuale e collettiva" (Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente - Art. 5, Codice deontologico, Dicembre 2006).
CAMBIAMENTI CLIMATICI E SALUTE di Roberto Romizi.
Fonte: Redazione SI, 8 Settembre 2009.
Gli effetti dei cambiamenti climatici influenzeranno lo stato di salute di gran parte della popolazione del pianeta nei prossimi decenni e metteranno a rischio la vita e il benessere di miliardi di persone. E’ ben noto che le recenti attività umane – e soprattutto quelle legate all’industria – hanno prodotto un incremento delle concentrazioni atmosferiche dei gas serra, particolarmente CO2, metano e ossido di carbonio, a un livello talmente critico da determinare un significativo riscaldamento del pianeta, i cui effetti sono già ampiamente visibili: cambiamenti della stagionalità e dell’intensità delle precipitazioni con alcune aree che stanno diventando inusualmente più umide e con altre, come le regioni sub-tropicali, inusualmente più secche; aumento della frequenza e della severità degli eventi climatici estremi (uragani, inondazioni, siccità, ondate di calore); scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello del mare. Le conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cambiamenti climatici colpiscono inegualmente regioni e popolazioni. Nel 2000 i cambiamenti climatici hanno prodotto – secondo una stima prudente – almeno 150.000 morti; e sebbene il miliardo più povero della popolazione mondiale produca circa il 3% di tutto il gas serra del mondo, quei morti sono quasi esclusivamente confinati nella parte più povera del pianeta, come dimostra la Figura 1, dove la parte superiore (A) mette in evidenza i paesi con i più alti livelli di produzione di CO2 e quella inferiore (B) la distribuzione della mortalità per malattie sensibili ai cambiamenti climatici (malaria, malnutrizione, diarrea e decessi provocati da inondazioni). Lancet, in collaborazione con l’University College London Institute for Global Health Commission (UCL), ha recentemente pubblicato un ampio e dettagliato Rapporto su come affrontare le conseguenze sulla salute provocate dai cambiamenti climatici. “I cambiamenti climatici sono la più grande minaccia globale nei confronti della salute del 21° secolo”. Questa affermazione apre e riassume la monografia, frutto del lavoro congiunto di scienziati provenienti da molteplici discipline (medicina, legge, ingegneria, economia, antropologia, ecc…). Sono cinque – secondo il Rapporto – le sfide decisive che devono essere affrontate se non si vuole che i cambiamenti climatici diventino una catastrofe così grande da minacciare la stessa sopravvivenza umana:
1) c’è un terribile vuoto d’informazione, una sorprendente mancanza di conoscenza su come rispondere agli effetti negativi sulla salute prodotti dai cambiamenti climatici;
2) poiché gli effetti dei cambiamenti climatici colpiranno più duramente i poveri, noi abbiamo di fronte un compito immenso – sostiene il Rapporto - quello di rafforzare i sistemi sanitari dei paesi più fragili in modo da proteggere le popolazioni a più alto rischio;
3) c’è in ballo una sfida tecnologica. Le tecnologie hanno la potenzialità di aiutare ad adattarci ai cambiamenti del clima, ma per ottenere questo sono necessari grandi investimenti in ricerca;
4) la sfida è politica: creare le condizioni per una vita con bassi livelli di gas serra;
5) c’è la questione di come convincere le nostre istituzioni a fare dei cambiamenti climatici la priorità, com’è necessario che sia.
Gli attuali cambiamenti climatici (i 12 anni più caldi degli ultimi 150 anni si sono verificati negli ultimi 13 anni) sono stati provocati dal riscaldamento globale di + 0,76°C rispetto all’era pre-industriale. Se non saranno adottate le necessarie contromisure (es. ridurre il livello di CO2 dall’attuale valore di 387 ppm a un realistico 350 ppm, era 316 ppm nel 1958) è da attendersi per la fine del 21° secolo un incremento della temperatura media globale oscillante tra 1,8°C e 4.0°C, a cui corrisponderebbe un’amplificazione degli effetti del riscaldamento, tra cui – secondo le stime prudenti riportate dal Rapporto della Commissione Lancet-UCL – un innalzamento del livello del mare di 28-79 cm. Al tema delle scelte politiche per contrastare il riscaldamento del pianeta e i suoi effetti sulla salute è dedicato un altro articolo (già citato) di Lancet, che esamina l’interfaccia tra cambiamenti climatici, condizioni sociali e iniquità nella salute. La tesi dell’articolo (che ha come riferimento le conclusioni della Commissione sui determinanti sociali della salute dell’OMS) è che le politiche che negli ultimi decenni sono state la causa dell’aggravamento delle condizioni dell’ambiente sono le stesse che hanno prodotto un aumento della povertà in vaste aree del mondo e una dilatazione delle disuguaglianze nella salute. L’articolo in particolare si sofferma su tre differenti aree che influiscono sia sull’equità globale nella salute, sia sui cambiamenti climatici: lo sviluppo economico, l’urbanizzazione e il sistema alimentare.
Info:
http://saluteinternazionale.info/2009/09/cambiamenti-climatici-e-salute/![]()
A FESTAMBIENTE LE SORTI DEL PIANETA E INFORMAZIONI ALLO SPORTELLO ENERGIA. IL METEOROLOGO LOMBROSO: UN CAMBIAMENTO SOLO SE CI SARÀ UN ACCORDO TRA I PAESI PIÙ SVILUPPATI
Fonte:
www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/65491_dolomiti_e_veneto_a_rischio_gas_serra/
,
intervista a cura di Natascha Baratto.
Il riscaldamento della Terra è un fatto assodato: basta guardare una cartolina di venti anni fa delle Dolomiti e confrontarla con una d'oggi per vedere il ritiro dei ghiacciai. Così Luca Lombroso, meteorologo, parla a Festambiente della situazione attuale del Globo, e al parco del Retrone dispensa pareri allo Sportello Energia.
Che cosa sta succedendo alla Terra?
C'è una perdita delle biodiversità, sia vegetali che animali, che comporta un disequilibrio della natura che è a servizio dell'uomo. Ad alcune mancanze si può porre rimedio con l'utilizzo della tecnologia, ma non a tutte.
Quali sono i comportamenti umani sbagliati?
L'emissione di gas di serra, il cambio dell'uso del suolo e la deforestazione. L'Italia non ha seguito il Protocollo di Kyoto, che sanciva il bisogno di diminuire l'emissione di gas di serra. E dal '90 il nostro Paese ha aumentato le emissioni del 13%. L'anno scorso a gennaio sono nati in Italia 45 mila bambini e sono state immatricolate 250 mila automobili. Qualsiasi persona capisce che non si può andare avanti così: nascono più auto che bambini. Ormai ognuno di noi, anche il bambino di due anni, è già in possesso di un'auto. Il petrolio non finirà, ma non sarà più disponibile come da richiesta. Occorre iniziare a usare di più i mezzi pubblici e la bicicletta. Bisogna limitare l'obbligo di spostarsi anche quando non si vuole: è ridicolo che occorra prendere l'automobile per andare a fare la spesa al centro commerciale, perché non c'è più il negozio sotto casa. E poi bisogna riorganizzare l'import export: non si può credere che la banana proveniente dall'Honduras costi meno della pesca nostrana.
Eppure questo riscaldamento non si nota nella temperatura. Le ultime estati, come percezione, non sono state così calde bensì piovose…
A parte il 2003, che è stato un caso patologico dove il Clima era paragonabile a un malato con 40° di febbre, è vero che la pioggia non ci permette di capire se c'è più caldo. Eppure pensando agli inverni si capisce che sono più caldi. Il maggio scorso è stato il più caldo degli ultimi cent'anni.
Negli ultimi tempi si è detto che è il Sole la colpa dello stato delle Terra e non più l'uomo. È vero?
È stata una confusione mediatica. Ogni anno tutto il mondo emette 40 milioni di tonnellate di gas serra, ogni italiano 10 tonnellate. Usiamo l'atmosfera come discarica abusiva. Con le ruspe ogni anno l'uomo sposta 140 miliardi di roccia, il 40% in più di quello che sposta il vento.
Il Veneto ha un clima migliore o peggiore rispetto al Globo?
Il Veneto è una delle zone più critiche del Mondo, basti pensare alle Dolomiti. Ci potrà essere un cambiamento, forse, dopo il 18 dicembre 2009 quando finirà la Conferenza di Copenaghen, la COP 15: se tutti i Paesi arriveranno ad un accordo abbiamo qualche speranza.
Info:
www.lombroso.it![]()
LA TERZA CONFERENZA SUL CLIMA ORGANIZZATA DALL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DI METEOROLOGIA
Fonte: ARPAT News n. 168-2009
www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/168-09-terza-conferenza-clima/![]()
Esperti e politici da tutto il mondo si sono riuniti dal 31 Agosto fino a 4 Settembre 2009 a Ginevra, in Svizzera, per discutere del cambiamento climatico ma soprattutto per garantire alle attuali e future generazioni un sistema di accesso alle informazioni e previsioni sul clima. La IIIa Conferenza di Ginevra è organizzata dall’Organizzazione Mondiale di Meteorologia (WMO), insieme alle Nazioni Unite ed altre importanti organizzazioni internazioni e regionali. In questa Conferenza gli esperti hanno fornito un’istantanea sullo stato degli studi, ricerche, osservazioni su scala internazionale e locale in materia di clima, si sono scambiate informazioni su buone prassi per affrontare gli impatti del clima, ma in particolare si è focalizzata l’attenzione sulla necessità di avere una struttura con valenza internazionale che produca servizi ed informazioni sul clima trasformabili in decisioni politiche. C’è bisogno di una struttura che si ponga da ponte tra chi produce informazioni e chi ne deve fruire, in modo da prendere decisioni in grado sia di affrontare i rischi immediati prodotti dai cambiamenti climatici ma anche di programmare e pianificare, economicamente e socialmente, soluzioni a lungo termine capaci di creare adattamento ai cambiamenti del clima in atto. Due infatti devono essere gli approcci: da una parte mitigare il cambiamento climatico e dall’altra dare avvio ad un adattamento ai mutamenti in corso. La struttura internazionale sul clima deve rendere note le informazioni e le previsioni metereologiche ad una vasta gamma di pubblico, ma in particolare ai decisori politici.
Info:
www.wmo.int/pages/index_en.html![]()
UN'INDAGINE DELL'EUROBAROMETRO SU CITTADINI EUROPEI E CAMBIAMENTI CLIMATICI
Fonte: ARPAT News n. 151-2009.
Nella primavera 2008, la Commissione e il Parlamento europeo avevano realizzato una grande inchiesta sull'atteggiamento degli europei dinanzi al cambiamento climatico. A quell'epoca, la Commissione europea aveva appena presentato una serie di proposte afferenti e il Parlamento aveva istituito una commissione temporanea in materia. Oggi, ad un anno di distanza, una nuova inchiesta dell’Eurobarometro intende valutare le tendenze che emergono in seno all'opinione pubblica europea. Essa fornisce indicazioni preziose nella prospettiva della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che avrà luogo nel dicembre 2009 a Copenaghen. Recenti indagini svolte dall’Eurobarometro sulle elezioni e sulla crisi finanziaria, hanno dimostrato che gli europei collocano ormai in cima alle loro preoccupazioni le questioni che li interessano direttamente nella loro vita quotidiana: disoccupazione, crescita economica, inflazione e potere d'acquisto. Per contro, i temi connessi ai problemi collettivi di natura planetaria registrano un netto ribasso: terrorismo, immigrazione, cambiamento climatico.
Info:
www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/151-09-eurobarometro-cambiamenti-climatici/![]()
Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni
Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.
La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.
Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti
ti preghiamo gentilmente di contattare:
isde@ats.it
![]()
I numeri arretrati sono disponibili sul sito
dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
www.isde.it
Via della Fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. 0575/22256 - Fax. 0575/28676
E- mail:
isde@ats.it
![]()
E' possibile scaricare questo numero nel formato preferito
![]()