ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 

Numero 364 (9 Ottobre 2009)

 

In questo numero………

Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":

-      5TH Annual Meeting of HEPA Europe - 11-12 Novembre, Bologna - iscrizione entro il 15 Ottobre

Nella rubrica "Reports”:

-      Italiani maggiori consumatori di sigarette in Europa: che bel primato.

-      Gli indicatori ambientali urbani ISTAT.

-      Consumo delle risorse globali. Il ruolo e le responsabilità dell'Europa.

-      Il clima è in pericolo.

-      Inquinamento indoor.

-      "Linee guida OMS contro umidità e muffe indoor" di Rosanna Feroldi.

-      EFSA: le sostanze attive impiegate nei pesticidi.

-      Sicurezza di bambini e adolescenti: il rapporto Eurosafe 2009.

-      50 relazioni dell'Associazione Italiana Registri Tumori.

-      Tumori in Italia e in Europa.

-      Che aria tira in Europa?

Nella rubrica "L'associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":

-      Città Sane: Arezzo designata dall'OMS.

-      Premio all’innovazione amica dell’ambiente.

-      Ancora attacchi all'Omeopatia: la SIOMI replica alla consulta.

 

PROSSIMI EVENTI E SCADENZE

 

5TH ANNUAL MEETING OF HEPA EUROPE

L’attività fisica è un modo fondamentale per migliorare la salute fisica e mentale della popolazione. Riduce i rischi di molte malattie non trasmissibili e apporta benefici alla società incrementando l’interazione sociale e l’impegno della comunità. La Rete Europea per la Promozione dell’Attività Fisica per la Salute è un progetto collaborativo che lavora per una salute migliore grazie ad una diffusa attività fisica nella Regione Europea OMS, potenziando e sostenendo l’impegno per accrescere la partecipazione e migliorare le condizioni per stili di vita sani. Si terrà a Bologna l’11 e il 12 Novembre 2009 il Congresso internazionale della Rete Europea per la Promozione dell’Attività Fisica per la Salute (HEPA) sui determinanti di salute e promozione corretti stili di vita. E’ possibile iscriversi fino al 15 Ottobre.

Info: www.euro.who.int/hepa; www.saluter.it/wcm/hepa2009/; hepa@ecr.euro.who.int

 

REPORTS

 

ITALIANI MAGGIORI CONSUMATORI DI SIGARETTE IN EUROPA: CHE BEL PRIMATO

Fonte: Tabagismo & PFC geanews@tabagismo.it ; http://noteesalute.blogspot.com/2009/07/italiani-maggiori-consumatori-di.html

L'Italia è il maggior consumatore europeo di sigarette, con 92,8 milioni di chili (erano 103 milioni nel 2003), rispetto a 91,5 della Germania, 89 della Spagna, 54,9 della Francia e 47 del Regno Unito. Anche se il numero di fumatori è sceso, passando dal 31% del 1997 al 29% del 2002 (prima della legge Sirchia) e all'attuale 23% della popolazione attiva. Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri, ha calcolato che il numero di persone che in Italia muore ogni anno per causa del tabacco è di circa 80 mila. Nonostante questo, e a dispetto della crisi economica e di tutta una serie di ostacoli che si sono progressivamente accumulati sulla strada del business del tabacco, dalla legge Sirchia all'aumento del prezzo dei pacchetti di sigarette, il giro d'affari dei grandi produttori continua a crescere, anche se leggermente, ma con utili significativi. Secondo i dati del Tobacco observatory, nel 2007 il settore in Italia ha generato ricavi per 17,4 miliardi di euro: 12,9 sono andati all'Erario (il 74,1%), 1,74 ai dettaglianti, 2,8 a produttori e distributori. L'incremento rispetto all' anno precedente è stato del 3%, risultato di una riduzione dei consumi in quantità dell'1% e di un aumento medio dei prezzi del 4% (le imposte non sono cambiate). Per il 2009 una ulteriore spinta all' insù grazie all'inevitabile aumento delle imposte: quelle italiane sono ancora tra le più basse del vecchio continente. Nel medio termine si parla di un salto delle aliquote del 18%. Per iniziativa del commissario UE incaricato delle problematiche fiscali, Laszlo Kovacs, la Commissione ha deciso, infatti, che entro il 2014 gli Stati membri dovranno aumentare la soglia minima delle accise sulle sigarette, portandola dal 57% (63 euro per mille sigarette) al 63% (90 euro per mille sigarette). "Certo, negli anni a cavallo tra il 2003 e il 2005 il consumo di tabacco è sceso, soprattutto per effetto delle norme antifumo", conferma Denis Pantini, analista di Nomisma, "ma successivamente i ricavi dei produttori sono aumentati di nuovo, per due motivazioni principali: la crescita di prezzo delle sigarette e la riduzione del contrabbando", con uno spostamento dei ricavi dalle centrali delle multinazionali o da altre branch nazionali alla filiale italiana. Come conferma Gianluca Nardone, analista che segue il settore per GFK Eurisko, "esiste uno zoccolo duro di fumatori, totalmente incuranti dei rischi per la salute". Fatturati a confronto In Italia il mercato è dominato da tre grandi produttori con il 95,5% del mercato (Philip Morris 53%, BAT 25% e Japan tobacco 17,5%): il restante 4,5% è ripartito tra la Manifattura italiana tabacco con l'1% e altri piccoli soggetti. Il fatturato della filiale italiana della Philip Morris (proprietaria anche dei marchi Marlboro, Chesterfield e Merit), guidata da Marco Terribilini, è passato da 1,32 miliardi del 2005 a 1,36 miliardi del 2006 e a 1,45 miliardi nel 2007. L'utile netto, che nel 2005 era di 48 milioni, nel 2006 è sceso a 37 milioni ma nel 2007 è risalito a 53 milioni. Rimane da dire che i costi sociali, e quelli per la salute superano di lunga gli introiti statali. La domanda che ci poniamo è la seguente: se ogni giorno nel mondo muoiono tantissimi fumatori, se i costi per curarli sono immensi, perchè questi produttori di morte continuano imperterriti a produrre sigarette? Sarebbe facile rispondere che la gente continua a fumare e dunque la domanda c'è. Ma la risposta che sentiamo spesso dai fumatori è che quelli le fabbricano. Ma qualcuno obbliga i fumatori a fumare?

 

GLI INDICATORI AMBIENTALI URBANI ISTAT

Fonte: ARPATNews n. 167-2009 www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/167-09-indicatori-ambientali-urbani-istat/

Recentemente l’ISTAT ha diffuso i risultati dell’indagine sugli indicatori ambientali urbani, che ha coinvolto in particolare gli uffici statistica dei comuni, che oltre a fornire i dati in proprio possesso svolgono una funzione di coordinamento per informazioni provenienti da altri soggetti: le agenzie regionali di protezione ambientale, le aziende che gestiscono i servizi di raccolta dei rifiuti, di distribuzione dell’acqua e dell’energia, ecc. I dati, relativi ai 111 comuni capoluogo di provincia, sono disponibili in serie storica dal 2000 al 2008. L’Istituto di statistica raccoglie ogni anno, a partire dal 1996, dati ambientali a livello locale. In particolare, per i comuni capoluogo di regione, elabora indicatori su inquinamento atmosferico e acustico, rifiuti, trasporti, acqua, energia, verde urbano. Nei 111 capoluoghi di provincia oggetto di indagine, che coprono il 6,6% della superficie italiana, risiede il 29,3% della popolazione totale del Paese (circa 17 milioni di persone).

Info: www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090811_00/

 

CONSUMO DELLE RISORSE GLOBALI. IL RUOLO E LE RESPONSABILITÀ DELL'EUROPA

Fonte: Gli Amici della Terra Europei.

In occasione del World Resource Forum che si è svolto a Davos, è stato presentato il Rapporto "Overconsumption? Our use of the world natural resources" sullo sfruttamento delle risorse naturali e sulla necessità da parte dell'Europa di introdurre politiche di valutazione dell'uso delle risorse sul proprio territorio. Lo studio è il primo di una serie che analizza, per quattro aspetti chiave (uso dei materiali; uso del territorio; uso dell'acqua; emissioni di gas serra), il consumo delle risorse globali. La metodologia di approccio alla misurazione dell'uso delle risorse applicata nell'analisi è stata sviluppata per Friends of the Earth Europe da SERI nel Giugno 2009 e presentata con il rapporto “How to measure Europe’s resource use. Benché quasi il 70% delle risorse globali vengano estratte nei Paesi in via di sviluppo e in quelli ad economia emergente, solo la minima parte della ricchezza generata dalla trasformazione di tali risorse in prodotti rimane nei Paesi di origine. La struttura del commercio internazionale e le lacune di un sistema di Governance, che includa elevati standard sociali e ambientali (quali ad esempio quelli Europei) per la definizione del giusto prezzo da riconoscere per le risorse importate, hanno di fatto penalizzato lo sviluppo dei paesi produttori e favorito un sovra-consumo da parte dei Paesi a maggior potere d'acquisto con il contestuale deperimento dell'ecosistema del pianeta. Lo studio considera il problema dell'estrazione e dell'utilizzo delle risorse globali, nonché il ruolo e le responsabilità dell'Europa come maggiore importatore di risorse dal resto del mondo, indicando gli aspetti chiave da considerare per l'introduzione di politiche comunitarie efficaci ad arginare il problema.

Info: www.foeeurope.org/publications/2009/Overconsumption_Sep09.pdf; www.foeeurope.org/publications/2009/seri_foee_measuring_eu_resource_use_final.pdf; www.amicidellaterra.it; www.foeeurope.org; www.worldresourcesforum.org; comunicazione@amicidellaterra.it

 

IL CLIMA E’ IN PERICOLO

Fonte: ARPATNews n. 165-2009 www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/165-09-clima-in-pericolo/

L’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) ha pubblicato "Climate in Peril" una guida rivolta al grande pubblico illustra i risultati del Rapporto di sintesi del quarto assessment report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). La pubblicazione restituisce le previsioni dell'IPCC attraverso immagini, grafici e cartografie molto chiari e destinati ai lettori comuni e non agli specialisti. Climate in Peril, dopo un esame attento delle cause e delle previsioni dei cambiamenti ambientali a livello globale e dei 4 scenari tracciati dall'IPCC, prende in esame gli effetti del riscaldamento globale per ognuno dei continenti del pianeta e quando arriva all'Europa sottolinea: "Il sud dell'Europa vedrà certamente diminuire le sue risorse idriche; nelle regioni montane del continente, i ghiacciai si ritireranno progressivamente e la copertura nevosa diminuirà, aumentando così la probabilità di una penuria d'acqua il che genererà un potenziale più elevato di mancanza d'acqua. Ondate di calore ed incendi rischiano quindi di minacciare la salute degli individui".

Info: www.unep.org/climatechange/Publications/Publication/tabid/429/language/en-US/Default.aspx?BookID=4020

 

INQUINAMENTO INDOOR

Fonte: EpiCentro n. 307-2009.

L’OMS pubblica un rapporto sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi che offre una descrizione generale del problema e fornisce alcune linee guida per garantire la salubrità dell’aria indoor. Ogni anno, circa 1,5 milioni di persone (soprattutto donne e bambini dei Paesi in via di sviluppo) muoiono per l’uso di combustibili solidi all’interno delle case. Trascorrendo molto tempo all’interno di ambienti chiusi (come case, uffici e scuole), la qualità dell’aria negli ambienti indoor diventa un aspetto cruciale per la loro salute e per il loro benessere. L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è determinato soprattutto da microrganismi come batteri e funghi, in particolare quelli filamentosi (muffe), che proliferano quando è presente un livello di umidità elevato. L’inquinamento dell’aria da parte di questi organismi ha effetti sul sistema respiratorio, provoca allergie e asma, ma anche disturbi a livello del sistema immunitario. Il metodo più efficace per prevenire i disturbi legati alla qualità dall’aria negli ambienti chiusi è quello di prevenire la crescita dei microrganismi sulle pareti interne degli edifici. A questo proposito l’OMS ha pubblicato un rapporto che offre una descrizione generale del problema e fornisce alcune linee guida per garantire la salubrità dell’aria all’interno degli edifici, per proteggere la salute, e per identificare i rischi sanitari attraverso la definizione di alcuni indicatori. Gli agenti biologici inquinanti negli spazi indoor sono molto eterogenei e comprendono pollini e spore delle piante, batteri, funghi, alghe e alcuni protozoi. La loro presenza è ricollegabile a un eccesso di umidità e a una ventilazione inadeguata. L’eccesso di umidità porta alla proliferazione di funghi e batteri che rilasciano nell’aria spore, cellule, composti organici in frammenti o volatili. È per questo motivo che l’umidità è considerata un fattore di rischio per asma e altri problemi respiratori. In quest’ottica, la forte urbanizzazione e i cambiamenti climatici sono elementi che hanno contribuito a incrementare l’esposizione a questo tipo di inquinamento ambientale.

Info: www.epicentro.iss.it/temi/ambiente/indoorOms09.asp; www.euro.who.int/document/E92645.pdf

 

LINEE GUIDA OMS CONTRO UMIDITÀ E MUFFE INDOOR di Rosanna Feroldi.

Fonte: Giornale del Medico on line.

Più 75%. È il rischio aggiuntivo di sviluppare sintomi asmatici e malattie respiratorie diverse se si soggiorna abitualmente in abitazioni ed edifici umidi e con elevata concentrazione di muffe. A segnalarlo, sottolineando l’importanza e l’urgenza di migliorare la qualità dell’aria degli ambienti di vita e di lavoro e fornendo precise indicazioni evidence-based in questo senso, sono le “WHO guidelines on indoor air quality: dampness and mould”, elaborate da un gruppo di 36 tra i maggiori esperti internazionali in materia, coordinati dall’Ufficio Regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità di Copenhagen (Danimarca). «A prescindere dallo stile di vita e dagli impegni quotidiani, la stragrande maggioranza delle persone, in tutto il mondo, passa gran parte del proprio tempo in ambienti chiusi» spiega Srdan Matic, direttore della Noncommunicable diseases and Environment Unit dell’Ufficio Regionale europeo dell’OMS. «La qualità dell’aria presente in abitazioni, uffici, scuole, ospedali, infrastrutture produttive e così via ha, di conseguenza, un impatto sostanziale sulla salute generale e su quella respiratoria in particolare. Al punto che un’aria scadente può promuovere o scatenare patologie. Siamo convinti che queste Linee guida, le prime a concentrarsi sul tema specifico dell’inquinamento indoor da umidità e muffe, possano offrire un punto di riferimento importante per prendere coscienza del problema e mettere a punto strategie di prevenzione e recupero in grado di migliorare il benessere generale della popolazione, riducendone la morbilità e aumentando la produttività con importanti benefici, non soltanto sul piano sanitario, ma anche su quello socioeconomico». Il documento, destinato alla divulgazione a livello globale, è soltanto il primo di una serie di pubblicazioni che l’OMS sta elaborando sul tema dell’inquinamento indoor. A seguire, nei prossimi mesi, si renderanno disponibili linee guida analoghe su singoli composti chimici che tendono a concentrarsi nei luoghi chiusi e sui prodotti da combustione tipicamente presenti negli ambienti domestici e potenzialmente lesivi per l’uomo.

 

EFSA: LE SOSTANZE ATTIVE IMPIEGATE NEI PESTICIDI

Fonte: ARPAT News n. 147

Nel 2008 l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha raggiunto un importante traguardo del proprio lavoro di revisione della sicurezza delle sostanze attive attualmente impiegate nei pesticidi, come previsto nell’ambito della direttiva 91/414/CEE del Consiglio. Tale lavoro ha consentito alla Commissione Europea di portare a termine il processo di revisione di tutte le sostanze commercializzate prima del 1993 e di stabilire un elenco di sostanze attive che possono essere incluse nei prodotti fitosanitari in tutta l’Unione europea. L’unità dell’EFSA che si occupa dell’esame tra pari della valutazione del rischio dei pesticidi (PRAPeR) e gli Stati membri sono stati fortemente impegnati in uno sforzo congiunto per raggiungere le impegnative scadenze del programma di revisione, arrivando a triplicare il numero di conclusioni sulle sostanze attive pubblicate nel 2008 rispetto all’anno precedente. Nel periodo 2006-2008 l’unità PRAPeR ha già portato a termine la revisione di 280 sostanze attive per assistere la Commissione nella definizione di circa 74.000 LMR, e l’ultimazione del programma di revisione darà ora il via a un progetto di riesame integrale degli LMR stabiliti a livello comunitario per 350 sostanze attive nei prossimi due anni. A Settembre 2008 l’EFSA ha istituito un nuovo Comitato direttivo sui pesticidi, formato da rappresentanti dell’EFSA, della Commissione europea e degli Stati membri, con la responsabilità specifica di gestire e pianificare globalmente i programmi relativi alla valutazione del rischio e agli LMR per i pesticidi e, in particolare, per studiare modi per ottimizzare il processo a fronte di un carico di lavoro in costante crescita e di un contesto normativo in evoluzione.

Info: www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/147-09-efsa-pesticidi/

 

SICUREZZA DI BAMBINI E ADOLESCENTI: IL RAPPORTO EUROSAFE 2009

Fonte: EpiCentro n. 298.

Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa 10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. Anche se la situazione sta migliorando, gli incidenti rimangono la prima causa di morte per i bambini e gli adolescenti compresi tra i 5 e i 19 anni d’età. Il tasso più basso di mortalità giovanile per incidenti in Europa spetta all’Olanda, mentre Estonia, Lettonia e Lituania registrano i tassi maggiori. In Italia, negli ultimi anni, si sono riscontrati importanti progressi, ma gli incidenti rimangono responsabili del 24% dei decessi dei giovani.

Info: www.epicentro.iss.it/temi/incidenti/aggiornamenti.asp

 

50 RELAZIONI DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA REGISTRI TUMORI

Sono disponibili on line 50 relazioni degli interventi della 13° Riunione Scientifica Annuale dell'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) svoltasi a Siracusa dal 6 all'8 Maggio 2009:

-      L' Esperienza del Registro Nazionale dei Mesoteliomi e gli Ambiti di Collaborazione con AIRTUM

-      Il Registro Mesoteliomi nel Lazio - Breve Esperienza COR

-      Confronto Casistica tra Registri Tumori Generali e COR Mesoteliomi in Sicilia Toscana e Lombardia

-      La Registrazione del Cancro in Europa : Nuove Sfide, Nuove Opportunità

-      La Rete dei Registri Tumori AIRTUM : Crescita - Criticità e Programmi

-      The Olive Tree Project

-      Il Tumore della Mammella in Sicilia: Mortalità - Ricoveri e Mobilità

-      Stadi alla Diagnosi, Interventi Chirurgici e Sopravvivenza

-      Sensibilità delle Fonti Diagnostiche

-      Numero di Diagnosi e Decessi Tumorali: Gli Effetti dell'Invecchiamento della Popolazione

-      Caratterizzazione Clinica, Morfologica e Biologica di due Gruppi Estremi di Pazienti con Carcinoma Colorettale  Selezionati Attraverso un Registro Tumori Specializzato

-      Tumori ennel Persone con AIDS nell'Era delle Terapie Antiretrovirali Altamente Efficaci (1997 - 2004)

-      Risultati Preliminari di uno Studio Età-Periodo-Coorte sui Tumori della Tiroide in Italia 1986-2005

-      Registri Tumori e Flussi Informativi Sanitari Correnti: Ruoli e Risposte alla Domanda Informativa in Oncologia

-      Sottotipi di Carcinoma della Mammella Identificati con Markers Immunoistochimici

-      Valutazione della Esposizione in Epidemiologia Ambientale

-      Rischio Ambientale e Attività dell'Osservatorio Epidemiologico nella Regione Sicilia

-      Indagine in Aree ad Alto Rischio Ambientale: Il Caso delle Leucemie di Lentini

-      A Malo Bonum: Leucemie a Mantova, Gestione di un Falso Allarme e Riflessioni Preventive su un Artefatto

-      Registro Tumori, Strumento Autorevole per la Gestione di un Allarme e per la Comunicazione del Dato

-      Melanoma Cutaneo: Tra Diagnosi Precoce e Forme Sospette

-      Mesoteliomi e Altre Neoplasie nelle Donne

-      Sarcoma di Kaposi Classico in Italia: Un' Analisi dei Dati di Mortalità

-      Effetti sull'Attività dei Registri Tumori della Registrazione di Mortalità e della Introduzione dell'ICD-10

-      Le Differenze in Sopravvivenza fra i Pazienti Oncologici Anziani (70-84 Anni) e gli Adulti di Mezza Età (55-69 Anni) in Italia

-      Incidenza dei Tumori Ematologici nelle Aree Italiane

-      Progetto Mediet - Progetto Diana

-      Body Mass Index nella Popolazione Femminile di Modena e Provincia che Aderisce al Programma di Screening Mammografico di Popolazione

-      Incidenza e Prevalenza per il Tumore al Polmone in Italia: Stime e Proiezioni per il Periodo 1970-2015

-      Carcinoma dell'Endometrio e Consumo di Fibre: Studio Caso-Controllato

-      Tumore del Polmone: Proposta di Studio ad Alta Risoluzione sulla Sopravvivenza dei Tumori del Polmone in Italia

-      Trend d'Incidenza e di Sopravvivenza dei Tumori del Colon-Retto per la Citta e l'Insieme degli Altri Comuni della Provincia di Genova

-      Sopravvivenza da Cancro degli Agricoltori della Provincia di Forlì-Cesena

-      Fattori di Rischio per Metastasi Cerebrali nel Carcinoma Mammario: Primi Risultati da uno Studio di Popolazione da Registro Tumori

-      Assemblea dei Soci AIRTUM

-      Sessione Poster

-      Tumori Infantili: Trend Temporali di Incidenza e di Sopravvivenza ed Ipotesi Interpretative

-      Tumori Infantili: Riflettiamo sui Dati. Il Significato di una Monografia AIRTUM e il Suo Impatto

-      Trend di Incidenza per Leucemia e Linfomi Non-Hodgkin in Bambini e Adolescenti Europei 1991-2002

-      Trend di Incidenza dei Tumori Infantili in Piemonte 1967-2005

-      Storia di Screening delle Donne con Cancro della Cervice

-      Tumore della Cervice Uterina: Stima dell'Incidenza in Popolazioni Migranti

-      I Tumori della Cervice e della Mammella nella Popolazione Immigrata

-      Prevenzione del Tumore della Cervice Uterina in Donne con HIV

-      Offerta Sanitaria e Sopravvivenza di Pazienti con Tumore del Colon

-      Valutazione dell'Appropriatezza dei Ricoveri dei Malati Oncologici Terminali

-      La Migrazione Sanitaria Oncologica dalla Provincia di Siracusa Attraverso l'Analisi dei DRGs

-      Mobilità dei Pazienti Oncologici Verso gli Ospedali Milanesi

-      Il Tumore della Mammella tra Descrizione, Valutazione e Gestione Corrente

-      Mobilità, Percorsi Sanitari e Registri Tumori: La Complessa Realtà Meridionale

Info: www.univadis.it/medical_and_more/it_IT_Login

 

TUMORI IN ITALIA E IN EUROPA

Fonte: EpiCentro n. 297-2009.

Un documento dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum) aggiorna al 2005 i dati sull’incidenza e sulla mortalità per patologia tumorale in Italia. Lo studio si basa sui dati raccolti dai 25 Registri tumori della rete Airtum, che complessivamente copre il 30% della popolazione residente nel Paese. Riccardo Capocaccia e Roberta De Angelis (Cnesps-Iss) commentano i dati 2009 di Eurocare-4 sulla sopravvivenza.

Info: www.epicentro.iss.it/temi/tumori/airtum09.asp; www.epicentro.iss.it/temi/tumori/CapocacciaDeAngelis.asp; www.registri-tumori.it/cms/files/AIRTUM_Incidenza.pdf

 

CHE ARIA TIRA IN EUROPA?

Fonte: ARPAT News n. 114-2009 www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/114-09-che-aria-tira-in-europa/

Nonostante i miglioramenti favoriti dalla legislazione europea, particolato e ozono rimangono i principali inquinanti dell’aria presenti in Europa. Due rapporti dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) fanno il punto sulla situazione. Alte concentrazioni di PM10 e di ozono possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sulla vegetazione. La legislazione europea sulla qualità dell'aria pone due valori limite per le concentrazioni di PM10 ai quali i cittadini dell'Unione non devono essere esposti:  ad una concentrazione media annua di PM10 non deve superare il livello di 40 μg per metro cubo (m3) e ad una concentrazione di PM10 superiore ai 50 μg per m3 per più di 35 volte in un anno. Per la protezione della salute umana dall’ozono a livello del suolo, la legislazione europea pone un valore obiettivo (non vincolante legalmente) una concentrazione media nelle otto ore di 120 μg per m3 non deve essere superata per più di 25 giorni in un anno. Un europeo su quattro nel 2005 ha avuto molti giorni dell’anno nei quali ha respirato alte concentrazioni di particolato (PM10), il rapporto di EEA "Spatial assessment of PM10 and ozone concentrations in Europe (2005)". In aggiunta a queste punte giornaliere, un europeo su dieci è stato esposto durante l’anno a livelli medi di concentrazioni di particolato PM10 superiori al limite previsto dalla UE. Si stima che in Europa il PM10 abbia causato circa 373.000 morti premature nel 2005. Ampie zone dell’Europa orientale e la Pianura Padana nel nord Italia, ma anche parti dei Balcani, dell’Italia, della Grecia, dell’Olanda, del Lussemburgo, del Portogallo e della Spagna, sono caratterizzate da livelli record giornalieri di concentrazioni di PM10, specialmente nelle zone più urbanizzate. Il rapporto registra situazioni analoghe per i livelli di ozono, con più di 1/3 della popolazione europea esposta a livelli di ozono superiori al limite obiettivo previsto dalla UE. L’impatto sulla salute sembra essere inferiore, rispetto a quello del PM10 ed è stimato nell’ordine di 75 morti premature per milione di abitanti (per l’Europa meridionale e sud orientale) e meno di 10 morti premature per milione di abitanti (nell’Europa settentrionale e nord-occidentale) nel 2005. Il numero di episodi di superamento dei limiti per l’ozono diminuiscono, ed il rapporto EEA "Air pollution by ozone across Europe during summer 2008" afferma che i livelli di ozono registrati nel corso dell’estate 2008 sono stati i più bassi dal 1997. Tuttavia tutti gli stati della UE hanno superato i limiti relativi all’obiettivo a lungo termine della legislazione europea. I livelli più elevati sono stati misurati in Italia, con concentrazioni della media oraria di 399 and 302 μg/m3,. Numerose stazioni in Belgio, Grecia, Italia, Spagna e Svizzera hanno poi registrato concentrazioni comprese fra i 240 ed i 300 μg/m3.

Info:
 www.eea.europa.eu/publications/spatial-assessment-of-pm10-and-ozone-concentrations-in-europe-2005-1/at_download/file
; www.eea.europa.eu/publications/air-pollution-by-ozone-across-europe-during-summer-2008-1/at_download/file

 

L'ASSOCIAZIONE E I LETTORI DI ISDE ITALIA NEWS SEGNALANO…

 

CITTÀ SANE: AREZZO DESIGNATA PER LA TERZA VOLTA DALL'OMS

Arezzo ha ottenuto la designazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la partecipazione alla quinta fase della Rete Europea del Progetto "Città Sane". Solo Arezzo e Udine sono ad oggi le città italiane designate mentre altre sono ancora in corsa: tra queste Milano, Torino e Bologna. A livello europeo alcune città designate sono Atene, Belfast, Liverpool, Liegi, Lubiana. Cosa significa "Città Sana" per l'OMS? Orientare le scelte di governo della città in funzione della salute dei cittadini e dell'ambiente. Referente del Progetto è l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Arezzo mentre il Centro Francesco Redi garantisce l'ufficio di progetto, i collegamenti europei e lo scambio di esperienze con le altre città della rete. Quali i settori? L'urbanistica, la mobilità urbana, le politiche sociali, in particolare per cittadini "deboli" anziani, bambini, stranieri, le politiche dell'ambiente e del tempo libero, la partecipazione dei cittadini alle scelte. Quali vantaggi per Arezzo? Confrontarsi con altre città che hanno affrontato prima di noi problemi emergenti e scambiare le nostre esperienze. Avere un rapporto diretto con l'OMS, la documentazione scientifica e i contatti che questo mette a disposizione delle città della rete. "Sono vantaggi che intendiamo valorizzare nella progettazione che questa amministrazione ha in corso - commenta l'Assessore all'Ambiente, Roberto Banchetti. Il nostro obiettivo è la realizzazione di una nuova idea di città che deve avere il suo fondamento sulla qualità e la salute dei cittadini. Per questo collaboriamo con la Rete Europea del Progetto "Città Sane" e quindi con l'Organizzazione Mondiale della sanità".

Info: www.retecittasane.it/cittasane/index/524; isde@ats.it

 

PREMIO ALL’INNOVAZIONE AMICA DELL’AMBIENTE

Fonte: ARPATNews n. 162-2009 www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/162-09-premio-all2019innovazione-amica-dell2019ambiente/

La Regione Lombardia e Legambiente, con consulenza  scientifica dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e del Politecnico di Milano, promuovono la nona edizione del “Premio innovazione amica dell’ambiente”, un riconoscimento annuale alle realizzazioni (prodotti, processi e servizi) che si segnalino per la loro capacità innovativa nella direzione della sostenibilità ambientale.

 Il Premio è attribuito a realizzazioni di cui si possono già essere verificati i primi risultati in termini di miglioramento ambientale, che si distinguano per la loro originalità e soprattutto, per le loro potenzialità future. Scopo del Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e allo scambio di innovazioni in campo ecologico, premiando quelle realtà capaci di considerare l'ambiente non più come vincolo ma come valore e opportunità di sviluppo e di crescita per sé e per l'intera collettività. Il Premio si rivolge alle imprese (private, pubbliche, individuali, cooperative, consortili, organizzazioni no profit) che producono beni o erogano servizi. La partecipazione è aperta anche alle amministrazioni pubbliche, ai singoli uffici della Pubblica Amministrazione, alle istituzioni scientifiche, agli istituti universitari, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini. Verranno accolte innovazioni di prodotto, servizi, tecnologie, processi, sistemi produttivi e di gestione.

Info: www.premioinnovazione.legambiente.org/

 

ANCORA ATTACCHI ALL'OMEOPATIA: LA SIOMI REPLICA ALLA CONSULTA

Fonte: Omeopatia 33 del 24 Settembre 2009 di Simonetta Bernardini.

E' durante l'estate che si registrano gli attacchi più violenti verso l'omeopatia e verso i medici che ne sono esperti. Quest'anno è stata la volta delle Società per il Rischio Cardiovascolare le quali, riunitesi in una Consulta, hanno sentito il bisogno di dire la loro proprio sull'omeopatia dalle pagine de "Il Sole 24 Ore Sanità" del Luglio scorso. Hanno detto la loro descrivendo, in una maniera che con un eufemismo definiremmo "approssimata", i fondamenti della disciplina, la vacuità delle diluizioni di semplice "acqua fresca", la "pericolosità" di curare le persone con questo nulla (scordando, come è ovvio, che a curare le persone sono sempre i medici, quand'anche omeopati), proponendo argomentazioni scientifiche che non hanno ritenuto opportuno prendere in considerazione le migliaia di migliaia di conferme scientifiche, almeno questo andava "concesso", sul potere farmacologico, tutto ufficiale, delle microdosi. Il teorema doveva arrivare a concludere, puntualmente, che i denari del servizio sanitario pubblico non devono essere distratti alle "buone cure", ovvero quelle della medicina del farmaco chimico, che a loro giudizio è, evidentemente, sia sicura sia sicuramente bastante. Incuranti, sembrerebbe, delle sin troppe evidenze di inefficacia della biomedicina particolarmente nella gestione delle malattie croniche, e inclini a minimizzare sempre e comunque, se non ad ignorare tout-court, gli effetti collaterali delle terapie in uso alla biomedicina. Noi pensiamo che sia scaduto il tempo dei dialoghi tra sordi. Le due comunità, quella della medicina accademica e quella delle medicine complementari, devono intensificare il confronto culturale. Auspichiamo che una parte della medicina accademica rinunci a proporre argomentazioni orbe di conoscenza (e di buon senso), un atteggiamento con il quale si confina da sola in un ruolo sminuente, da imbonitore. L'omeopatia ha ancora tante fragilità, lo sappiamo molto bene, ma ha anche alcune certezze, oramai solide e non solo perché il consenso di chi cerca valide soluzioni terapeutiche al proprio male è sempre più in aumento, ma anche perché, specialmente negli ultimi anni, sono arrivate diverse conferme scientifiche di efficacia. Nello stesso tempo ci auguriamo che alcuni esponenti dell'omeopatia rinuncino, loro stessi, a spendere contenuti inaccettabili che mostrano un bisogno di "anticonvenzionalità", di distacco dalla medicina classica, e, talora finanche con velleità spudorate di quasi superiorità rispetto al pensiero dominante nella medicina contemporanea. Non è più il tempo ne' per gli uni ne' per gli altri. Negli anni a venire si tratta di lavorare insieme, seriamente, solidamente, su contenuti scientificamente plausibili, di migliorare il dialogo, di produrre un maggior numero di evidenze di efficacia a favore di una disciplina che ad oggi non è tramontata e che non tramonterà. Potete leggere in allegato la presa di posizione della Consulta e la replica della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata. Un apprezzamento particolare viene rivolto al "Sole 24 Ore Sanità" che, con correttezza, ha concesso a SIOMI il diritto di replica e la possibilità di pubblicare alcuni articoli.

Chi fosse interesso a ricevere questi due articoli può richiederli alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

Info: siomipres@virgilio.it

 

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