ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 Numero 370 (4 Dicembre 2009)

 

In questo numero………

Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":

-      COP 15 Copenhagen - Conferenza ONU sul Clima - 7-18 Dicembre, Copenhagen (Danimarca).

-      In Marcia per il Clima: firma l’appello e Tutti In Piazza! - 12 Dicembre 2009.

-      Conferenza Stampa per un nuovo trattato sul clima - 4 Dicembre, Roma.

-      La salute in tutte le politiche - 4 Dicembre, Gorizia.

Nella rubrica "Cambiamenti climatici":

-      “USA e Cina resuscitano il clima. Serve l’impegno di tutti” di Federico Rampini.

-      Il cambiamento climatico è un pericolo per la salute degli animali (e dell’uomo).

-      Informare la popolazione sul cambiamento del clima ed il valore del risparmio energetico.

-      Fermiamo la febbre del pianeta.

-      Clima fuori controllo, rischia punto di non ritorno.

-      L’impegno della FOCSIV in vista della Conferenza di Copenaghen.

-      Il Lancet su cambiamenti climatici e salute.

-      Il contributo del settore ittico alla riduzione di emissioni di CO2 e alla sostenibilità delle attività della filiera.

 

PROSSIMI EVENTI E SCADENZE

 

COP 15 COPENHAGEN - CONFERENZA ONU SUL CLIMA

La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici vivrà un nuovo appuntamento dal 7 al 18 Dicembre 2009 a Copenhagen in Danimarca. La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, per la prima volta riunitasi a Rio de Janeiro nel 1992, si ritroverà a discutere di riscaldamento globale ed emissione di gas serra, nella speranza di siglare un accordo che superi il Protocollo di Kyoto, adottato dalla Convenzione nel 1997 ed entrato in vigore il 16 Febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia, pur avendo registrato il ritiro della ratifica da parte degli Stati Uniti sotto la presidenza Bush. Il Trattato di Kyoto prevedeva l’obbligo per i paesi industrializzati di diminuire le emissioni di elementi inquinanti. Tuttavia, i paesi in via di sviluppo non sono stati tenuti ad osservare i limiti imposti, per non penalizzarne la crescita economica e perché non hanno prodotto in dimensioni incisive emissioni di gas serra durante il periodo di industrializzazione alla base del cambiamento climatico odierno. La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici si avvicina all’appuntamento di dicembre a Copenhagen con un diverso grado di coinvolgimento di paesi come Cina ed India, che non erano tenuti all’applicazione del precedente Protocollo di Kyoto. A tal proposito si è registrata in questi ultimi giorni la dichiarazione di Ed Milbrand, Ministro dei Cambiamenti Climatici del governo inglese, secondo il quale “Vedono l'impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo sulla Cina, sanno che il mondo si sta spostando verso un'economia a basso consumo e si rendono conto nelle nuove opportunità economiche che questo spostamento potrebbe aprire”. Queste le anticipazioni della Conferenza ONU Sul Clima, che si terrà a Copenhagen fra il 7 e il 18 Dicembre 2009, che si possono già seguire sul sito ufficiale della Conferenza.

Info: http://en.cop15.dk/

 

IN MARCIA PER IL CLIMA: FIRMA L’APPELLO E TUTTI IN PIAZZA!

Le associazioni aderenti al coordinamento "In marcia per il clima" hanno deciso di organizzare manifestazioni di piazza per il giorno 12 Dicembre 2009, affinché il vertice sul clima di Copenaghen (7-18 Dicembre 2009, COP-15 UNFCCC) non si riveli l'ennesimo fallimento. Un appello ed una giornata di mobilitazione in cento piazze, dunque, per scongiurare il fallimento del vertice di Copenaghen. A pochi giorni dal summit nella capitale danese, la coalizione "In marcia per il clima", che unisce 55 sigle preoccupate per la febbre del pianeta (e anche Terra ne fa parte), lancia il sito www.100piazze.it dove è possibile sottoscrivere l’appello che chiede al governo italiano di "farsi promotore di un’iniziativa politica forte che porti a un accordo mondiale equo, solidale e vincolante per la riduzione dei gas serra: le emissioni devono diminuire a livello globale almeno dell’80% entro il 2050, affinché il riscaldamento del pianeta rimanga al di sotto dei 2°C. E di adoperarsi per ridurre nel nostro Paese le emissioni di gas che danneggiano il clima della terra: le emissioni dei paesi sviluppati dovrebbero essere ridotte del 40% entro il 2020". Oltre all’appello, sul sito è possibile conoscere l’elenco aggiornato delle piazze coinvolte nell’evento "Cento piazze per il clima" previsto per il 12 Dicembre, in contemporanea con il summit. L’obiettivo è quello di mettere tutti "in marcia" per il clima, promuovendo e moltiplicando le possibilità di mobilitazione su un tema fondamentale per il futuro di tutti noi. 

Info: www.100piazze.it

 

CONFERENZA STAMPA PER UN NUOVO TRATTATO SUL CLIMA

Oggi, 4 Dicembre 2009, a Roma si svolgerà la Conferenza Stampa "Per un nuovo trattato sul clima" organizzata da Kyoto Club e Fondazione Sviluppo Sostenibile. La crisi climatica è in atto: l’aumento medio delle temperature e dei fenomeni atmosferici estremi sono alcuni dei suoi effetti più evidenti. Le sue cause sono chiare e note. La comunità scientifica dell’IPCC (il Panel intergovernativo sul cambiamento climatico), nel suo ultimo Rapporto ha documentato che per contenere l’aumento della temperatura media rispetto all’era preindustriale di 2 °C, ed evitare esiti globali drammatici e non più controllabili, sarebbe necessario contenere le concentrazioni di gas di serra in atmosfera entro le 450 ppm in volume: ciò richiede riduzioni delle emissioni dei Paesi più industrializzati dell’ordine dell’80-95% entro il 2050 e dell’ordine del 25-40% entro il 2020. L’Italia non può rimanere in coda né frenare il processo di riduzione dei gas di serra, ma deve invece svolgere un ruolo di traino, insieme all’Unione Europea, per portare al successo la trattativa di Copenhagen (7-18 Dicembre). Nel corso della conferenza stampa verrà presentato un position paper su questi temi delle associazioni Kyoto Club e Fondazione Sviluppo Sostenibile.

Info: www.qualenergia.it/UserFiles/Files/Programma_roma-4dic09.pdf; ufficiostampa@kyotoclub.org

 

LA SALUTE IN TUTTE LE POLITICHE

Oggi 4 Dicembre 2009 si svolgerà presso il Polo Universitario di Gorizia Scienze Internazionali e Diplomatiche il seminario "La salute in tutte le politiche". Il Servizio Sanitario del nostro Paese si basa sui principi cardine dell’universalità di accesso e della solidarietà sociale che lo hanno portato ad essere uno dei più apprezzati al mondo. Nella Regione Friuli Venezia Giulia tali principi si sono sempre coniugati con una costante ricerca della qualità. È necessario però un ulteriore sforzo per mettere al centro dell’attenzione la salute delle persone e per proseguire nell’opera di modernizzazione dei servizi alla persona. Equità, Qualità, Sostenibilità, Trasparenza, Sicurezza, Responsabilità, Semplificazione sono i principi che ispirano le politiche sociosanitarie della Giunta regionale. Il seminario è occasione per confrontarsi operativamente, individuare nuove strategie, sinergie e alleanze per la tutela della salute e il benessere della popolazione regionale.

Info: www.anci.fvg.it/index.php?id=137&no_cache=1&tx_ttnews[tt_news]=6214&tx_ttnews[backPid]=3&cHash=1e9081a966; federsanita@anci.fvg.it ; formazione@ass2.sanita.fvg.it

 

CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

USA E CINA RESUSCITANO IL CLIMA. SERVE L’IMPEGNO DI TUTTI di Federico Rampini.

Fonte: La Repubblica, 18 Novembre 2009, sintesi a cura di Antonio Faggioli.

Obama ha dichiarato: “Non possono esserci soluzioni alla sfida del cambiamento climatico senza gli sforzi congiunti di Cina e Stati Uniti. Il vertice di Copenaghen sui tagli alle emissioni carboniche non deve partorire solo una dichiarazione politica, ma un accordo che abbia effetti operativi immediati”.

Ci saranno accordi bilaterali per: a) creazione di un centro di ricerca comune USA-Cina sulle energie rinnovabili; b) programma di investimenti congiunti per il “carbone pulito”; c) cattura delle emissioni di CO2 dalle centrali termoelettriche; d) sviluppo auto elettriche. A Copenaghen USA e Cina si impegneranno a raggiungere con le altre 190 Nazioni un accordo “politicamente vincolante” su obiettivi immediati di riduzione delle emissioni. Finché non esiste un “patto con valore legale”, non potrà nascere il nuovo trattato che dovrebbe succedere a quello di Kyoto. Il compromesso tra USA e Cina sarebbe il seguente: le nazioni di vecchia industrializzazione (America, Europa, Giappone) dovranno stabilire tetti di riduzione della CO2 precisi e vincolanti; i Paesi emergenti avranno obiettivi meno ambiziosi e saranno sottoposti a un “monitoraggio” del loro rispetto. Oggi il contributo di un cittadino cinese al cambiamento climatico è inferiore di 14,4 tonnellate annue di CO2 rispetto a quello di un cittadino americano medio. Secondo Edward Glaeser dell’Università di Harvard, Cina e India dovrebbero adottare il modello di consumo energetico della Francia e non quello americano; se la Cina arrivasse al livello di consumo energetico americano, le sue emissioni crescerebbero del 138%, mentre se si fermasse al livello francese l’incremento sarebbe solo del 28%. A tale fine, il maggior contributo che gli Stati Uniti possono dare alla salvezza del Pianeta, è fornire gli incentivi adatti perchè Cina e India adottino il modello di consumo della Francia.

 

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È UN PERICOLO PER LA SALUTE DEGLI ANIMALI (E DELL’UOMO)

Fonte: www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=19751

A Parigi nel 29 Maggio 2009 si è svolta la 77a sessione generale del Comitato internazionale della World Organisation for Animal Health (OIE) che ha riunito i rappresentanti di 72 Paesi e Territori e gli osservatori delle Organizzazioni internazionali che hanno sottoscritto l’accordo OIE. Il Comitato internazionale determina la politica dell’OIE e controlla l’applicazione degli accordi la sessione parigina si occupa dell’adozione di norme internazionali nei settori della sicurezza sanitaria e del commercio degli animali e dei loro prodotti, della lotta contro le malattie animali e le zoonosi e del miglioramento della qualità dei servizi veterinari. Alla fine sono state elette le Commissioni amministrative, regionali e specialistiche dell’OIE. La sessione generale ha discusso anche un

documento tecnico di grande interesse: "Conseguenze dei cambiamenti climatici e delle modificazioni dell’ambiente sulle malattie animali emergenti e ri-emergenti e sulla produzione animale", una sintesi della situazione zoo-sanitaria mondiale integrata dalle informazioni fornite da ciascun Paese dell’OIE. Presentando il documento, il direttore dell’OIE, Bernard Vallat, ha spiegato che "Sempre più Paesi attribuiscono al cambiamento climatico la comparsa di almeno una malattia emergente o ri-emergente, che sta colpendo o che ha colpito il loro territorio. E’ una realtà che non possiamo ignorare e che ci impone, per affrontarla, di aiutare i servizi veterinari di tutto il mondo a dotarsi di strutture conformi alle norme internazionali di buon governo". Le conclusioni dello studio sono state esposte dal ricercatore australiano Peter Black, e richiedono un nuovo approccio per prevenire pericoli nuovi. Tra i 126 Paesi e Territori che hanno partecipato allo studio, il 71% hanno dichiarato di essere estremamente preoccupati per l’impatto che si attendono dal cambiamento climatico sulle malattie animali emergenti e ri-emergenti. Secondo il 58% la comparsa recente di almeno una malattia è direttamente collegata al global warming. Le tre malattie emergenti più citate dai Paesi OIE sono la febbre catarrale ovina (la lingua blu), la febbre della Valle del Rift e la febbre del Nilo Occidentale. Per la maggioranza dei Paesi l’azione dell’uomo sull’ambiente ha pesanti ricadute sui cambiamenti climatici e dunque sulla diffusione delle malattie animali. I Paesi membri hanno dato mandato all’OIE di prendere in carico questa problematica "utilizzando le sue capacità scientifiche e li suoi network, in particolare a livello globale, regionale e sub-regionale" ed hanno previsto nuove azioni per quanto riguarda la ricerca, il rafforzamento delle capacità nazionali “sia per il sistema sanitario pubblico che per quello privato che a livello della comunicazione per prevenire gli effetti del cambiamento climatico sulla produzione animale e sulle malattie, comprese quelle umane".

 

INFORMARE LA POPOLAZIONE SUL CAMBIAMENTO DEL CLIMA ED IL VALORE DEL RISPARMIO ENERGETICO

Fonte: ARPAT News n. 59-2009 www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/059-09-progetto-Races/

Il Comune di Firenze, in collaborazione con l’Istituto di Biometeorologia del CNR e con le città di Trento, Modena, Potenza e Bari sta realizzando il progetto europeo R.A.C.E.S. (Raising Awareness on Climate and Energy Savings), dal programma europeo LIFE+, diretto a informare la popolazione sul cambiamento del clima e il valore del risparmio energetico. Il progetto mira a far comprendere gli impatti del cambiamento del clima e le strategie di adattamento e mitigazione attraverso un’azione di sensibilizzazione locale; effettuare un'analisi qualitativa della percezione del cambiamento del clima e dei suoi impatti; sensibilizzare i cittadini verso stili di consumo più equi e sostenibili, soprattutto in termini di risparmio energetico ed efficienza e diffusione delle buone prassi individuate in altri progetti (LIFE); realizzare un pacchetto di informazioni e prodotti on-line a disposizione degli insegnanti affinché possano approfondire le tematiche ambientali legate al clima e agli stili di vita con i ragazzi; promuovere momenti di partecipazione dal basso a livello locale per confrontare e far discutere le priorità e le aspettative dei diversi stakeholder favorendo la governance. Una delle azioni più importanti del progetto riguarda la sperimentazione di strategie  semplici per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) nella vita di tutti i giorni. Nuclei familiari residenti nelle 5 città, prenderanno parte ad una sperimentazione per ridurre le emissioni di anidride carbonica adottando uno stile di vita a minor impatto ambientale. Per 10 mesi le famiglie, con l'assistenza di un gruppo di tutor, controlleranno i propri consumi (luce, gas, mobilità) per puntare a ridurre le emissioni e in parallelo anche le spese. In questi giorni Europe Direct Firenze, capofila del progetto, sta raccogliendo le adesioni per selezionare le 200 famiglie che formeranno il campione fiorentino.

Info: www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/059-09-eduamb.pdf/view; www.europedirecttoscana.eu/

 

FERMIAMO LA FEBBRE DEL PIANETA

Il clima sta cambiando, qui e ora. Aumentano i temporali violenti, le frane, le alluvioni, le ondate di calore, la diffusione di malattie cui non eravamo abituati, lo scioglimento dei ghiacciai che alza il livello dei mari, la desertificazione di zone sempre più vaste della Terra. La febbre che abbiamo fatto venire alla nostra Terra va fermata. È possibile farlo se si riducono le emissioni inquinanti che ogni giorno mandiamo in atmosfera. È tempo di agire. Tutti possiamo fare qualcosa, rivedendo i nostri stili di vita. I governi, che rappresentano l’interesse di tutti noi cittadini, devono agire. L’occasione per farlo è ORA: a Dicembre, a Copenaghen, nel summit delle Nazioni Unite dove i capi di stato di tutti i paesi del mondo si riuniranno per cercare un accordo su come arrestare i cambiamenti climatici. Anche io mi metto “In marcia per il clima” e chiedo al Governo italiano di:

-      farsi promotore di un’iniziativa politica forte a Copenaghen che porti a un accordo mondiale equo, solidale e vincolante per la riduzione dei gas serra: le emissioni devono diminuire a livello globale almeno dell’80% entro il 2050, affinché il riscaldamento del pianeta rimanga al di sotto dei  2° C;

-      adoperarsi per ridurre nel nostro Paese le emissioni di gas che danneggiano il clima della terra e avvelenano l’aria che respiriamo: le emissioni dei paesi sviluppati dovrebbero essere ridotte del 40% entro il 2020;

-      eliminare lo spreco di energia che serve per illuminare, riscaldare e rinfrescare le nostre case; migliorare l’efficienza energetica di industrie e trasporti; valorizzare il contributo dell’agricoltura

-      far posto alle fonti energetiche rinnovabili, sicure e non inquinanti, che rappresentano anche un’occasione di sviluppo per il nostro sistema produttivo e di lavoro dignitoso per molti dei nostri giovani;

-      adoperarsi per introdurre l’obiettivo di fermare la deforestazione e le emissioni associate a livello globale entro il 2020 e nelle aree critiche entro il 2015.

Chi volesse ricevere l’appello e la locandina relativa a questa iniziativa può richiederla alla nostra segreteria all’indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

Info: www.100piazze.it

 

CLIMA FUORI CONTROLLO, RISCHIA PUNTO DI NON RITORNO

Fonte: On. Domenico Scilipoti www.domenicoscilipoti.it; scilipoti_d@camera.it

“Secondo l’autorevole rapporto del WWF, le diverse regioni del mondo e gli ecosistemi sono vicini al raggiungimento di soglie climatiche limite, che potrebbero provocare cambiamenti ambientali, sociali ed economici devastanti”. Cosi l’On. Scilipoti sul rapporto “Major Tipping Points in the Earth's Climate System and Consequences for the Insurance Sector” (Principali punti critici nel sistema climatico della terra e conseguenze per il settore assicurativo). “Il rapporto sostiene che i cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale rischiano di essere irreversibili creando enormi problemi sociali. Senza un'azione immediata – prosegue il Deputato -  c’è il rischio che l'innalzamento del livello del mare, la siccità, il blocco dei monsoni estivi o la scomparsa della foresta amazzonica, colpiranno centinaia di milioni di persone e costeranno centinaia di miliardi di dollari. Il rapporto dimostra quanto siamo vicino ai punti critici in molte regioni del mondo, ossia di quanto siamo pericolosamente vicini a fare pendere la bilancia verso il disastro. Le temperature globali sono già cresciute di almeno 0,7° C. Anche per questo – conclude Scilipoti - al vertice di Copenhagen sarà necessario attuare sforzi estremamente radicali e determinati per tagliare le emissioni di gas nocivi”.

 

L’IMPEGNO DELLA FOCSIV IN VISTA DELLA CONFERENZA DI COPENAGHEN

Chiamiamo tutti i Governi a stabilire un accordo vincolante post-2012 sui cambiamenti climatici, accordo che dovrà affrontare in modo equo le cause e gli effetti del cambiamento climatico. Fermo restando che la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) è, e deve rimanere, la principale sede per le decisioni sul clima, chiediamo al Governo italiano un accordo internazionale post-2012 che includa:

  1.  Il riconoscimento del diritto delle popolazioni dei Paesi poveri ad uno sviluppo sostenibile, ponendo particolare priorità alle comunità vulnerabili che vivono in povertà;

  2. Un sostegno adeguato ai Paesi in via sviluppo da parte dei Paesi industrializzati certo e addizionale per le strategie di adattamento al cambiamento climatico. Si chiede pertanto che i finanziamenti per affrontare i cambiamenti climatici siano addizionali all’impegno, già assunto, di dedicare lo 0,7% del loro PIL all’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS), per far sì che l’azione sui cambiamenti climatici non gravi sulle risorse destinate alla cooperazione internazionale. A questo proposito si è proposta una mozione parlamentare per destinare almeno lo 0,2% del PIL addizionale all’APS per le strategie di adattamento al cambiamento climatico;

  3.  La riduzione delle emissioni dei gas serra da parte dei Paesi industrializzati di almeno il 30-40%, entro il 2020, e almeno l’80% entro il 2050 rispetto ai valori del 1990;

  4. Sostenga con decisione il pacchetto dell’Unione Europea 20/20/20 applicando senza indugi le misure di sue competenza attraverso piani precisi e specifici di rientro di riduzione delle emissioni con obiettivi temporali misurabili con cadenza triennale;

  5. I Governi dovrebbero lavorare insieme per un coordinamento e per una coerenza delle politiche al fine di un’effettiva implementazione delle politiche tecnologiche di adattamento mediante un’architettura proposta alla UNFCCC;

  6. Adotti le misure necessarie per regolamentare le attività delle imprese, soprattutto multinazionali con impatto negativo sull’ambiente, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e per incentivare le imprese stesse ad investire in nuove tecnologie rispettose dell’ambiente;

  7. I fondi destinati all’“adattamento” siano orientati ad un maggior sostegno all’agricoltura, in particolare a dimensione familiare, in quanto attività primaria di sussistenza, prima ad essere colpita dal cambiamento climatico, piuttosto che all’uso di OGM e all’impiego di agrocarburanti su larga scala senza averne verificato la completa sostenibilità;

  8. Riconosca e promuova le capacità nazionali e locali attraverso la formazione di know-how del settore privato e della società civile per un adattamento sostenibile ai cambiamenti climatici;

  9. Le Parti devono assicurare che i principali negoziati paralleli conducano ad un approccio comune per lo sviluppo delle tecnologie e dello sviluppo tecnologico per un efficace adattamento ai cambiamenti climatici. Nei percorsi di negoziato per l’adattamento, dovrebbe essere riconosciuto il ruolo e l’utilizzo delle tecnologie esistenti sperimentate all’interno e fuori i Paesi in via di sviluppo, gran tendone la diffusione al fine di consentire l’uso in diversi contesti quale risposta alle vulnerabilità locali; per il miglioramento delle capacità nazionali e locali, incluse la capacità, la conoscenza ed il know-how del settore privato e della società civile per un adattamento sostenibile ai cambiamenti climatici;

  10. Assicuri un accordo su un meccanismo tecnologico internazionale per l’effettiva implementazione delle tecnologie di adattamento che dovrebbe dare priorità a superare le barriere che impediscono la diffusione delle tecnologie di adattamento attuali e future (in particolare quelle legate al Diritto di proprietà intellettuale);

  11. Superi le barriere finanziarie che impediscono la diffusione e l’adozione di alta tecnologia per l’adattamento, quali le tecnologie sofisticate di comunicazione e d’informazione, l’early warning system, i sistemi d’informazione geografica e le nuove varietà di sementi. L’adozione di tali tecnologie richiederà la formazione e il trasferimento di know-how per il loro utilizzo e mantenimento basandosi sull’identificazione dei bisogni ottenuta con processi di pianificazione nazionali, come il National Adaptation Plans Action (NAPAs) e il Technology Needs Assessment (TNAs);

  12. Assicuri le sinergie tra le National Adaptation Plans/Strategies, le Poverty Reduction Strategies e le Low Carbon Development Strategies, per l’identificazione delle priorità di azione al fine di sostenere lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie di adattamento;

  13. Assicuri progressi nello sviluppo, nella diffusione e nella dimostrazione delle tecnologie di adattamento che richiedono una cooperazione internazionale attraverso i Adaptation Technology Action Plans (ATAPs) che identifichino politiche, azioni e finanzino le richieste di uno specifico pacchetto di tecnologie di adattamento;

  14. Si orienti alle esperienze e rafforzi il lavoro dei Regional Centres of Excellence (come proposto dai G77 e dalla Cina), del Nairobi Work Programme, dei Frame Work DRR internazionali esistenti (come il Hyogo Framework) e di altre piattaforme di condivisione di conoscenze ed informazioni legate alle esperienze della società civile. Le attività intraprese da queste istituzioni dovrebbero essere valutate dall’Adaptation Executive Board;

  15. Sostenga economicamente l’iniziativa Yasuni-ITT con la quale il Governo dell’Ecuador si impegna a limitare lo sfruttamento delle riserve petrolifere del parco Yasunì, contribuendo così alla tutela di uno dei maggiori patrimoni di biodiversità e al contenimento dell’inquinamento atmosferico a livello globale.

Info: www.focsiv.it; campagne@focsiv.it

 

IL LANCET SU CAMBIAMENTI CLIMATICI E SALUTE

www.thelancet.com/series/health-and-climate-change

www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(09)61830-4/fulltext

www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(09)61667-6/fulltext

 

IL CONTRIBUTO DEL SETTORE ITTICO ALLA RIDUZIONE DI EMISSIONI DI CO2 E ALLA SOSTENIBILITÀ DELLE ATTIVITÀ DELLA FILIERA

-      Fonti energetiche alternative - sono allo studio tecnologie innovative per la riduzione dei consumi di carburante, soprattutto mediante l’utilizzo di tecnologie mixed fuel metano e idrogeno.

-      Innovazioni tecnologiche sulle imbarcazioni e sui motori – sono in corso numerosi progetti di ricerca per migliorare il rendimento dei motori, anche solo attraverso semplici accorgimenti sull’elica e sulla forma dello scafo.

-      Tecniche e Attrezzi da pesca più efficienti - attraverso modifiche della forma degli attrezzi, come i nuovi divergenti per lo strascico in corso di sperimentazione, nuovi materiali per il filato delle reti, che ne riducono l’attrito, modifica della forma dell’attrezzo.

-      Razionalizzazione dei tempi di pesca – la riduzione dei tempi di pesca, anche attraverso misure di gestione come le interruzioni temporanee del fermo biologico e l’utilizzo di una rete capillare di luoghi di sbarco.

-      Impianti e tecnologie per l’acquacoltura più efficienti – la sfida si gioca sulla promozione dell’acquacoltura marina off-shore, con impatti ambientali e sui consumi energetici degli impianti ridotti rispetto alle strutture produttive tradizionali a terra.

-      Corretto smaltimento oli e batterie esausti - costituisce un contributo rilevante alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività di cattura ma necessita di un ruolo attivo delle Amministrazioni locali per la creazione di isole ecologiche nei porti di sbarco.

-      Una più razionale gestione degli imballaggi – a partire dall’incassettamento del pescato a bordo e del prodotto allevato negli impianti di produzione, fino al trasporto e alla esposizione nel punto vendita, gli operatori della filiera ittica sostengono la ricerca di imballaggi meno impattanti, anche abbandonando il monouso a favore di un riuso dopo idonea sanificazione.

-      Una maggiore integrazione della filiera - l’accorciamento delle intermediazioni distributive e commerciali, con particolare riguardo al decollo di efficienti piattaforme logistiche, limita i costi energetici ed ambientali delle attività di trasporto dei prodotti.

-      Sensibilizzazione sul consumo stagionale di specie più abbondanti – un re-orientamento delle scelte d’acquisto dei consumatori sui prodotti meno conosciuti contribuirebbe a limitare i rigetti delle specie di minor interesse commerciale e di contenere la pressione sulle specie di maggiore richiesta, valorizzando la stagionalità delle produzioni locali.

-      Filiera corta a km 0 - sono da incentivare e promuovere tutte quelle esperienze di pescaturismo, ittiturismo, ristorazione e vendita diretta da parte dei produttori, che sono utili alla valorizzazione delle specie locali di stagione e alla promozione di un consumo legato al territorio.

Info: binda@mediterraneo.coop

 

Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni

Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.

 

La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.

Viene pubblicata con il supporto di Banca Etruria www.bancaetruria.it

Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare: isde@ats.it

I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia www.isde.it

Via della Fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. 0575/22256 - Fax. 0575/28676

E- mail: isde@ats.it

E' possibile scaricare questo numero nel formato preferito