ISDE Italia News

A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 Numero 372 (16 Dicembre 2009)

 

In questo numero………

Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":

-      Acqua, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare. Quali prospettive per il sud del mondo? - 18 Dicembre, Bologna.

-      Klimahouse 2010 - 21-24 Gennaio 2010, Bolzano.

-      Save the date - Mediterre - 27-30 Gennaio 2010, Bari.

-      Ambiente e salute all'Istituto Superiore di Sanità - 4-5 Febbraio 2010, Roma.

-      Convegno SIOMI "Ripensare la cura" - 13-14 Marzo 2010, Firenze.

Nella rubrica "Rifiuti":

-      Belpomme e la lotta all'incenerimento dei rifiuti.

-      "Centrali a biomasse: emissioni zero per la CO2?" a cura di Nadia Simonini.

-      L’abbandono di rifiuti.

-      SOS centrale a biomasse a Strongoli (Crotone).

-      La plastica.

-      Cala la produzione pro-capite di rifiuti in Italia.

-      Documento della Rete per la Tutela della Valle del Sacco per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

-      "I problemi sanitari nello smaltimento dei rifiuti" di Giuseppe Miserotti.

-      Quanto inquina un inceneritore?

Nella rubrica "L'associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":

-      Riconoscimento in memoria di Lorenzo Tomatis a Davide Degli Esposti per il suo impegno nelle nuove prospettive della ricerca.

-      Riconoscimento in memoria di Lorenzo Tomatis a Angelo Gino Levis per il suo impegno nell’indipendenza della ricerca.

-      Riconoscimento in memoria di Lorenzo Tomatis a Carla Poli per il suo impegno nelle applicazioni concrete della ricerca.

 

PROSSIMI EVENTI E SCADENZE

 

ACQUA, CAMBIAMENTI CLIMATICI, SICUREZZA ALIMENTARE. QUALI PROSPETTIVE PER IL SUD DEL MONDO?

Oggi, Venerdì 18 Dicembre 2009 nella Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio a Bologna si svolge la Conferenza sull’ “Acqua, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare. Quali prospettive per il Sud del mondo?” promossa dal Gruppo Volontariato Civile (GVC Onlus). Inoltre, sempre a Palazzo D’Accursio, nella sala Manica Lunga, fino al 9 Gennaio 2010 sarà possibile visitare anche la mostra fotografica “Sete" con le immagini di Luciano Nadalini.

Info: www.gvc-italia.org

 

KLIMAHOUSE 2010

Dal 21 al 24 Gennaio 2010 si svolgerà a Bolzano la Fiera "Klimahouse 2010". L’energia e il termine centrale di cui si tratta tutto in questo secolo, perché l’energia è il fondamento della vita e la garanzia per il benessere. Nel settore costruzioni esistono alternative tecniche ed economiche per il risparmio energetico e per la protezione della natura. Un importante appuntamento su questo tema è la fiera KLIMAHOUSE. Il progetto "CasaClima" sviluppato in Alto Adige che rispetta questi criteri sta facendo scuola in tutta Italia. CasaClima rappresenta una nuova cultura edile per l’abitazione moderna, che unisce sostenibilità, drastica riduzione dei costi energetici e una perfetta climatizzazione dell’ambiente.

Info: www.klimahouse.it

 

SAVE THE DATE - MEDITERRE

Dal 27 al 30 Gennaio 2010 si svolgerà presso la Cittadella della Cultura di Bari la 6a edizione di "Mediterre. Ambiente e parchi del Mediterraneo. Sostenibili. Adesso." in occasione della quale vengono organizzati convegni e workshop su cambiamenti climatici, beni culturali, turismo sostenibile, acqua, biodiversità, green economy.

Info: www.mediterre.it; coordinamento.mediterre@parks.it

 

AMBIENTE E SALUTE ALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Il 4 e 5 Febbraio 2010 a Roma presso l'Aula Pocchiari dell'Istituto Superiore di Sanità si terrà il convegno "Ambiente e Salute". La lingua ufficiale del Congresso è l’italiano, ma sarà comunque predisposto un servizio di traduzione simultanea italiano-inglese. Al termine del Convegno sarà rilasciato un attestato di partecipazione a chi ne farà richiesta.

Info: daniele.savelli@iss.it ; letizia.sampaolo@iss.it

 

CONVEGNO SIOMI "RPENSARE LA CURA"

Il 13 e il 14 Marzo 2010 a Firenze si svolgerà il 5° convegno triennale della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI) intitolato "Ripensare la cura. L'Omeopatia nell'approccio integrato alle malattie croniche". Il giorno dell'apertura del convegno coincide con l'11° anniversario della fondazione della SIOMI, società scientifica nata con l'obiettivo di promuovere l'integrazione fra la medicina cosiddetta convenzionale e l'Omeopatia. Questo convegno nazionale riguarda lo studio e la riflessione sulle potenzialità di applicazione dell'omeopatia come alleata della medicina convenzionale particolarmente nelle malattie oggi più diffuse e spesso "orfane" di risorse terapeutiche di guarigione. Con questo convegno SIOMI vuole proporsi come riferimento culturale per una nuova medicina fondata sull'alleanza tra risorse terapeutiche nell'intento di migliorare le opportunità di cura e di guarigione dei cittadini affetti da malattie croniche.

Info: www.siomi.it; segreteria@siomi.it ; info@fimo.biz

 

RIFIUTI

 

BELPOMME E LA LOTTA ALL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

E' disponibile la traduzione in lingua italiana di un contributo del Prof. Dominique Belpomme relativa all'azione di contrasto all'incenerimento dei rifiuti "L'incenerimento, un vero scandalo sanitario".

Chi lo volesse, può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

 

CENTRALI A BIOMASSE: EMISSIONI ZERO PER LA CO2? a cura di Nadia Simonini.

Nella traduzione che sto facendo c’è scritto: “Il tempo per evitare la catastrofe ambientale fisica e chimica, degli ecosistemi biologici e dei singoli organismi viventi, quindi il collasso della Terra, è stimato in 5-10 anni, nei quali diviene necessario ridurre le emissioni carboniche e stabilizzarne la concentrazioni” (Appello ISDE alla 15° Conferenza delle Parti – COP15, Copenaghen Dicembre 2009). E intanto cosa stiamo facendo? Un scelta poco ecoLogica ed estremamente eco – illogica è l’incentivazione perversa agli impianti a biomasse, quelli che bruciano anche legname vergine per produrre energia termica ed elettrica. Si dice infatti che bruciare legname per produrre energia, si  nientemeno che una reazione "ad emissioni zero" dal punto di vista dell’anidride carbonica. Come tutti sanno quando si brucia una sostanza organica, quindi contenente carbonio si producono emissioni abbondanti proprio di CO2 (slide ENEA con confronto delle emissioni di CO2 di combustibili vari, la legna non trattata ha emissioni molto alte, maggiori ad esempio del carbone o del gas naturale). Qual è allora la base della sorprendente affermazione che bruciare legname è ad "emissioni zero per la CO2". Dopo Kyoto si è concordato un sistema di contabilizzazione delle emissioni di CO2. Per quanto riguarda il caso che stiamo esaminando il motivo per cui si parla di emissioni zero per la combustione della legna è la seguente: gli alberi nel corso della loro vita assorbono la CO2 necessaria per la fotosintesi dall’atmosfera, quando si brucia la legna c’è l’emissione di una quantità di CO2 pari a quella assorbita durante la vita degli alberi. Ovviamente questa è una semplificazione veramente grossolana, non tiene conto ad esempio del fatto che se taglio un bosco, quegli alberi tagliati non potranno più continuare ad assorbire CO2 dall’atmosfera, non tiene conto della CO2 emessa nel corso della lavorazione (taglio, cippatura, trasporti) del legname stesso. Adesso è uscito un importantissimo articolo intitolato "Fixing a critical climate accounting error” di Timothy Searchinger et al (Science, vol 326, 23 October 2009, pp 527-528). In questo articolo firmato da 13 ricercatori di prestigiose università per lo più americane  si sostiene che è stato fatto un errore nel modo di contabilizzare le emissioni di CO2 nel campo delle bioenergie, errore poi adottato nelle normative internazionali e nazionali. Non intendo entrare nelle complessità di questa contabilizzazione, sarebbe importante che gli esperti di queste tematiche esprimessero il loro giudizio su queste scoperte e le divulgassero in maniera appropriata. Almeno uno dei centri ufficiali preposti a fornire informazioni al pubblico su Kyoto ha avuto una reazione non proprio corretta, alle mie domande di chiarimenti sulle complessità di queste contabilizzazioni, hanno reagito con un interrogatorio in piena regola, mirante ad appurare i motivi della mia ‘curiosità ‘ su queste scoperte. Quando ho dato motivazioni generiche alle mie richieste di informazioni, la loro  reazione è stata il silenzio, non hanno più risposto. E’ perfino scomparso dal loro sito il riquadro che invitava il pubblico a rivolgersi a loro per spiegazioni su Kyoto ecc. Credo che sia di fondamentale importanza individuare esperti simpatizzanti delle nostre idee e chiedo a tutti voi, compresi gli esperti a cui sto scrivendo, di trovare questi contatti. Personalmente ho scritto ad uno degli autori dell’articolo in questione che a proposito del nostro modo di calcolare emissioni zero quando si brucia legna, scrive  “è una grossolana semplificazione – alla neutralità per il carbonio ci si arriva in un certo arco di tempo – ma quel tempo può essere anche abbastanza lungo, dipende dal tipo di foresta e dalle pratiche di gestione forestale sostenibili – nelle foreste delle zone temperate di solito è 80 -100 anni. In sostanza se il tempo di rotazione per la gestione forestale sostenibile è di 100 anni, allora un impianto di produzione elettrica può compensare le emissioni delle biomasse bruciate in sostituzione di combustibili fossili dell’1% in un anno, quindi dopo 100 anni l’impianto si avvicinerà alla neutralità per il carbonio – lo specifico risultato dipenderà dai costi energetici derivanti dal taglio, trasporto e lavorazione delle biomasse”. L’articolo di Science potrà essere un’arma a doppio taglio se qualcuno lo usa in maniera sbagliata. È molto importante trovare esperti simpatizzanti che chiariscano i concetti facendo ricorso ad esemplificazioni.

 

L’ABBANDONO DI RIFIUTI

Fonte: ARPATNews n. 215-2009, a cura di Maddalena Bavazzano.

E’ purtroppo molto frequente, specialmente in zone periferiche e fuori dai centri abitati, vedere rifiuti abbandonati e/o addirittura cumuli di rifiuti tali da diventare vere e proprie discariche abusive di rifiuti. Cosa prevede la legge per l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti e cosa può fare il cittadino: chi abbandona rifiuti sul suolo originando una discarica abusiva o un deposito incontrollato – qualora individuato – è tenuto agli oneri di bonifica, all’eventuale risarcimento del danno ambientale e al pagamento della ecotassa e delle sanzioni sopra indicate, ferme restando le sanzioni di carattere penale.

Info: www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/215-09-abbandono-di-rifiuti/

 

SOS CENTRALE A BIOMASSE A STRONGOLI (CROTONE)

Strongoli è un piccolo Paese in Provincia di Crotone e ospita dal 2001, la centrale a biomasse (di Biomasse Italia spa) più grande d'Europa e decima nel mondo, più volte indicata da Legambiente come "chiaro esempio di centrale a biomasse non sostenibile". Tale centrale è situata in prossimità del mare e della foce del fiume Neto, accanto ad essa numerose abitazioni, le scuole materne, elementari e medie. L'amministrazione comunale, il cui sindaco è medico, in un recente consiglio comunale ha dato parere favorevole per la realizzazione di una seconda centrale a biomasse. Nella popolazione c'è molta preoccupazione, i genitori degli alunni delle scuole prossime alla centrale sono molto allarmati, soprattutto perchè nulla si sa sulle emissioni della centrale e sulla sua gestione. Il sindaco assicura tutti dicendo, in un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud del 29/11/2009, che le sostanze inquinanti emesse dalla centrale sono inferiori ai limite di legge e per la prima volta dal 2001 Biomasse Italia pubblica i dati relativi alle emissioni di HCl, NOx, SO2, CO, polveri, ignorando del tutto IPA, diossine, polveri sottili, metalli pesanti, etc., dimostrando ancora una volta con quanta ignoranza e superficialità gli amministratori, mossi da interessi economici, gestiscono questa situazione.

Info: michelakr@virgilio.it

 

LA PLASTICA

Fonte: W la Terra.

E' disponibile un interessante messaggio sull'uso della plastica. Chi fosse interessato può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

 

CALA LA PRODUZIONE PRO-CAPITE DI RIFIUTI IN ITALIA

Fonte: ARPATNEws n. 106-2009.

Con il Rapporto Rifiuti, prosegue l'impegno dell'Istituto (ex APAT-ICRAM-INFS) alla diffusione delle informazioni e conoscenze nel settore dei rifiuti, rivolto sia al cittadino, che al decisore politico, nonché che a tutte le organizzazioni e strutture che operano nel tessuto sociale. Riguardo al cittadino, lo scopo è favorirne una maggiore responsabilizzazione verso le problematiche ambientali; l'individuo ha un ruolo fondamentale nell'acquisto di prodotti ecocompatibili e nell'attuazione di politiche di prevenzione e riciclo dei rifiuti, contribuendo al successo della raccolta differenziata. Inoltre, disporre di dati ed informazioni sul ciclo dei rifiuti, validati da un organismo tecnico, migliora l’efficacia delle scelte del legislatore o degli organi che si occupano di pianificazione degli interventi. Le informazioni presentate sono frutto di un lavoro di acquisizione, elaborazione e validazione, effettuato da ISPRA attraverso questionari rivolti ai soggetti pubblici e privati che si trovano ad operare nel settore dei rifiuti.

Info: www.arpat.toscana.it/arpatnews/2009/106-09-rapporto-rifiuti/

 

DOCUMENTO DELLA RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO PER LA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI

Fonte: Rete per la Tutela della Valle del Sacco.

Sin dalla presentazione del progetto riguardante la costruzione dei termovalorizzatori di Colleferro abbiamo sollevato grosse perplessità rispetto all’ubicazione e alla nocività che detti impianti potevano comportare. In relazione all’ ubicazione esiste anche il parere negativo della USL locale datato 1999. Chi è riuscito a rendere non vincolante tale documento se non le logiche dell’incenerimento? Da quel momento non c’è stato da parte della politica nessuna posizione a riguardo se non quella di evitare di affrontare l’argomento nonostante le pressioni di cittadini e associazioni.

Chi fosse interessato a ricevere il documento in oggetto può richiederlo alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica isde@ats.it

Info: www.retuvasa.org; retuvasa@gmail.com

 

I PROBLEMI SANITARI NELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI di Giuseppe Miserotti.

Fonte: Avvenire Medico n. 5-2009.

Siamo talmente presi dal quotidiano che quando siamo costretti a fare “mente locale” ad un problema non possiamo fare a meno di qualche attimo di smarrimento. “Non ci avevo mai pensato, con tutti i problemi che dobbiamo gestire ogni giorno nei nostri studi…”. Sono queste le risposte che mi sento rivolgere dai colleghi quando mi capita di fare loro presente dei problemi sanitari (e non solo) che stanno dietro alla problematica dei rifiuti. Eppure la tematica è di grande profilo socio-economico e sanitario. Dai dati dell’Agenzia per la Protezione Ambientale e per i Servizi Tecnici (APAT) risulta che la produzione di rifiuti urbani in Italia è di 32.500.000 tonnellate (2006). Il che significa un aumento del 6,3% rispetto al 2003. La quota pro-capite/anno è di 550 kg, ma vi sono Regioni che vanno oltre i 730 kg pro-capite. Siamo quindi ben lontani dalla quota di 300kg raccomandata dall’Unione Europea. Vi è pertanto urgente necessità di affrontare una seria politica di riduzione dei rifiuti che preveda un’azione coordinata e sistematica a più livelli. Non è possibile pensare solo a risoluzioni locali – che sono peraltro fortunatamente già ben presenti in alcune aree del nostro Paese – ma occorre dare vigore e applicazione a quanto già ben codificato da parte delle normative vigenti sia nazionali che europee.

Info: www.fimmg.org/c/document_library/get_file?p_l_id=951290&uuid=8111d560-d942-4332-ad82-2610947ff4f9&groupId=10248; giuseppe.miserotti@tele2.it

 

QUANTO INQUINA UN INCENERITORE?

Fonte: www.bolognacittalibera.org/group/energiaambienteterritorio

L'inceneritore inquina come tre auto? Forse Berlusconi intendeva 116mila. Il dubbio è venuto a un responsabile dell'Asl Napoli 1 che ha incrociato i dati sul sito dell'Ispra e del commissariato. Ma davvero, come affermò Berlusconi ad Acerra, un termovalorizzatore può inquinare “solo” come tre automobili di media cilindrata? Il dubbio è venuto a chi si occupa ogni giorno della salute dei napoletani. Pio Russo Krauss - responsabile del settore Educazione sanitaria e ambientale Asl Napoli 1 Centro - ha fatto, così, per curiosità (e per dovere professionale), due controlli incrociati.. Scoprendo una verità imbarazzante quanto lapalissiana. E cioè che un inceneritore, naturalmente, inquina, e non poco. Affermazione supportata da una serie di cifre dallo stesso Krauss in una lettera inviata al sito iustitia.it. Quanto inquina allora il termovalorizzatore acerrano? Almeno, scrive il medico, come 115.702 auto per quanto riguarda la Co2, come 61.000 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, come 27.000 auto per quanto riguarda le polveri e come 562 per quanto riguarda il monossido di carbonio. Krauss si è preso la briga di controllare prima il catalogo delle emissioni delle varie tipologie di auto sul sito dell'Ispra, l'Istituto del ministero dell'Ambiente, guidato da Stefania Prestigiacomo (www.sinanet.apat.it/it/) e ha trascritto i tassi sulle emissioni di un’auto euro 3, di cilindrata 1400-2000, in ambiente urbano. Seconda tappa web, il sito del Commissariato rifiuti della Campania, portale dove si possono reperire i valori massimi di emissione (mg/mc di fumi) che la Fibe-Impregilo garantisce per l'inceneritore di Acerra. «Mancava il dato sulla Co2 emessa - precisa Krauss - che ho ricavato da Wikipedia. Ho moltiplicato i dati forniti dalla Fibe per i metri cubi di fumo emessi in un anno e ho così potuto paragonare le emissioni di un’auto di media cilindrata (euro 3) con quelle dell'inceneritore di Acerra». Risultato? Gli sbuffi dell'impianto acerrano inaugurato un mese fa inquinano molto, ma molto di più di tre "medie" automobili. La leggenda che un inceneritore inquini come tre auto è una vecchia leggenda metropolitana, una vera bufala che nasce un fantomatico articolo su Quattroruote uscito intorno agli anni '90. Il problema è che nessuno, quando cita questi dati, a sua volta cita la fonte. I conti del dr. Krauss sono assolutamente corretti e l'imbroglio si estende anche alle diossine emesse dall'inceneritore rispetto a quelle emesse dal traffico veicolare. L'inventario europeo delle emissioni di diossine stima che nei 17 Paesi dell'Unione, nel 2005, tutto il trasporto su gomma (leggero e pesante) ha emesso 60 grammi di diossine. Nello stesso anno gli inceneritori di rifiuti urbani hanno emesso 232 grammi di diossine, 45 grammi gli inceneritori per rifiuti industriali e 161 grammi gli inceneritori di rifiuti ospedalieri. In Italia, nel 2006, i 35 milioni di autovetture hanno immesso in atmosfera 0,96 grammi di diossine, a fronte di 0,17 grammi prodotti da tutti gli inceneritori italiani per il trattamento di rifiuti urbani (52 nel 2006). Pertanto, in media, un inceneritore italiano emette annualmente una quantità di diossine pari a quella emesse annualmente da 120.000 autovetture circolanti in Italia. Questi sono i fatti, tutto il resto è pubblicità ingannevole. Le stime riportate valutano l'emissione complessiva di ogni inquinante da ogni specifica fonte su base annuale. Quindi tutte le diossine che emettono tutti gli inceneritori in un anno di funzionamento, e le emissioni annuali di tutto il parco autoveicolare circolante (ovviamente in base ai chilometri complessivi percorsi in un anno). Ovviamente la quantità di diossine emesse dagli inceneritori è proporzionale alla quantità di rifiuti inceneriti e la percentuale di incenerimento, in gran parte dei paesi europei, è maggiore di quella italiana. Per decidere a chi va il guinnes dei primati per la maggiore produzione di diossine e inquinamento dell'aria occorre ricordare che se l'Italia incenerisce solo l'11% dei suoi Materiali Post Utilizzo (tra i più bassi in Europa), il nostro è il Paese europeo con il maggior numero di automobili per abitanti e che detiene anche il primato per la quantità di merci trasportate su gomma. Per chi vuole essere aggiornato sul tema "diossine" è disponibile un ampio documento di Federico Valerio che rimanda a numerosi siti internet e alle fonti da cui sono state desunte le informazioni sui bilanci di diossine in Europa e in Italia. Il Documento, intitolato "Diossine 2009", si trova tra i Media del Blog del Prof. Federico Valerio dell'Istituto Nazionale Ricerca Cancro di Genova. Dal 4 Maggio 2009 lo stesso documento è scaricabile dal sito del Istituto Nazionale Ricerca Cancro Genova.

Info: http://federicovalerio.splinder.com; www.istge.it

 

L'ASSOCIAZIONE E I LETTORI DI ISDE ITALIA NEWS SEGNALANO…

 

RICONOSCIMENTO IN MEMORIA DI LORENZO TOMATIS A DAVIDE DEGLI ESPOSTI PER IL SUO IMPEGNO NELLE NUOVE PROSPETTIVE DELLA RICERCA

Dopo aver conseguito la laurea con lode in biotecnologie industriali presso l’Università di Bologna, Davide Degli Esposti é entrato a far parte dell’équipe del Centro di Ricerca “Cesare Maltoni” dell’Istituto Nazionale per l’Oncologia e le Scienze Ambientali “B. Ramazzini”. Durante gli anni trascorsi al Centro sotto la direzione del Dr. Morando Soffritti e della Dr.ssa Fiorella Belpoggi, viene formato all’utilizzo e allo sviluppo dei saggi di cancerogenesi a lungo termine su roditori come strumento per identificare composti cancerogeni diffusi nell’ambiente generale e di lavoro. In particolare si occupa di studi in cui l’esposizione agli agenti chimici o fisici inizia durante la vita uterina, attraverso l’esposizione delle madri. E’ infatti questa una delle finestre temporali più delicate per lo sviluppo dell’individuo: le alterazioni genetiche ed epigenetiche che possono avvenire in questo periodo a causa dell’esposizione ad agenti chimici, fisici o biologici esogeni possono influenzare lo sviluppo di patologie, in particolare il cancro, durante l’adolescenza e l’età adulta.

L’utilizzo dei saggi di cancerogenesi a lungo termine su roditori é lo strumento attualmente più accurato per poter prevedere i potenziali effetti cancerogeni di una sostanza chimica, in particolare seguendo protocolli in grado di aumentare la sensibilità di questi saggi sviluppati negli ultimi decenni dall’équipe guidata dal Professor Maltoni.

I valori etici e l’assoluto rigore scientifico che da sempre ispirano l’attività dell’Istituto Ramazzini e che hanno contraddistinto tutta l’attività di Lorenzo Tomatis, sono stati ben recepiti da Davide Degli Esposti, che ha  maturato così il significato della vera ricerca scientifica indipendente, quella che ha come obiettivo la tutela della salute di tutte le persone.

Come Tomatis, giovane ricercatore in U.S.A. dopo gli studi in Italia, anche Davide Degli Esposti sta ora compiendo una esperienza all’estero e sta completando il proprio training scientifico in Francia, presso l’Hôpital Paul Brousse di Parigi e l’Università di Parigi Sud, nell’ambito di un dottorato di ricerca sulla cancerogenesi epatica sotto la guida della Professoressa Antoinette Lemoine.

Degli Esposti collabora inoltre con il Professor Dominique Belpomme, su temi scientifici riguardanti la cancerogenesi chimica; il Prof. Dominique Belpomme ed il suo gruppo sono ormai diventati un punto di riferimento per tutti coloro che hanno come punto centrale del loro impegno la ricerca delle cause delle malattie, in particolare del cancro. Con competenza e rigore Belpomme ed il suo gruppo sostengono, (ed hanno ormai dimostrato fra i primi nel panorama scientifico internazionale) che per quanto attiene il cancro i fattori di rischio comunemente invocati (stili di vita personali, dieta, tabagismo, invecchiamento, ecc.) non sono in grado di spiegare l’attuale incidenza di tale patologia nel mondo, purtroppo in drammatico aumento.

Il problema non è di secondario interesse: la attribuzione dei rischi di cancro secondo le stime degli anni ’80 di Doll e Peto – stime rigidamente accettate tutt’oggi dopo oltre 30 anni - assegnavano a fattori ambientali circa il 2% dei tumori. Tali stime, secondo il gruppo di Belpomme e tanti altri ricercatori nel mondo, non sono più credibili: un lavoro condotto in 7 aree del mondo evidenzia che solo il 40% dei casi di cancro può essere spiegato con i rischi abitualmente indicati.

E’ ovvio che per il restante 60% dei casi dobbiamo pensare al ruolo svolto da agenti oncogeni quali  pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, benzene, PCB…e dagli altri numerosissimi inquinanti presenti ormai stabilmente nell’ambiente di vita e soprattutto in aria, acqua, cibo, sostanze che stanno minando sempre più drammaticamente la nostra salute e soprattutto quella dei nostri bambini.

L’attività scientifica del Dott Davide Degli Esposti è rivolta proprio alla comprensione dei meccanismi che sono alla base dell’azione oncogena degli inquinanti ambientali; al momento egli ha infatti come obiettivo quello di consolidare l’utilizzo dei saggi di cancerogenicità a lungo termine tramite l’ampliamento dei protocolli e l’utilizzo delle moderne tecnologie di screening molecolare per identificare meccanismi di azione degli agenti cancerogeni ambientali e la comparsa di marcatori di esposizione che permettono di identificare le popolazioni a rischio, rafforzando cosi i risultati degli esperimenti tossicologici, al fine di tutelare la salute pubblica, in particolare di bambini e donne in gravidanza.

Gli ambiti di attività e ricerca del Dr. Davide Degli Esposti si inseriscono perfettamente nella linea tracciata da Lorenzo Tomatis nel corso della sua lunga carriera sia a Chicago che alla Agenzia Internazionale per Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione; in particolare l’interesse che il Dr. Degli Esposti manifesta sia per la cancerogenesi trans-placentare - di cui Tomatis fu indiscutibilmente l’antesignano - sia nei confronti dei danni che i cancerogeni ambientali determinano sulla salute delle frange più deboli ed indifese della società, in particolare l’infanzia, rende il giovane ricercatore erede esemplare dell’insegnamento e della attività scientifica di Lorenzo Tomatis.

Il premio a lui assegnato vuole essere quindi non solo un riconoscimento per quanto già fatto, ma anche un augurale auspicio per proseguire sulla strada di una Scienza che non ha e non dovrebbe mai avere altro fine se non quello di essere al servizio dell’uomo e della sua dignità.

 

RICONOSCIMENTO IN MEMORIA DI LORENZO TOMATIS A ANGELO GINO LEVIS PER IL SUO IMPEGNO NELL’INDIPENDENZA DELLA RICERCA

Angelo Gino Levis si laurea a Padova nel 1961 in Scienze Biologiche e si afferma rapidamente come Genetista cellulare e molecolare pubblicando articoli sulle più  importanti riviste scientifiche internazionali (Nature, Experimental Cell. Research, Cancer Research, ecc.).

Rientrato a Padova nel 1968, dopo un soggiorno di tre anni a Bruxelles nel Dip. Euratom di Biologia Molecolare, subisce l’influenza del pensiero di personaggi come Massimo Crepet, Giulio Maccacaro e Lorenzo Tomatis e del gruppo di studiosi che negli anni ’70 si riuniva attorno alla rivista “Sapere” diretta appunto da Maccacaro: “si trattava di un gruppo di studiosi operanti in discipline diverse…convinti che il rigore scientifico includesse il dovere etico di denunciare le deviazioni della scienza stessa, allorché essa dimenticasse il proprio obiettivo prioritario, quello cioè di operare per il maggior benessere delle popolazioni nel rispetto degli equilibri ecologici… (Essi) consideravano deviante e pericolosa la scienza fine a se stessa o, peggio, la scienza come modo del potere, monopolizzata da minoranza operanti a proprio esclusivo vantaggio, senza controllo alcuno da parte dei cittadini” (Giorgio Bert, E&P, 2002).

Prof. Ordinario dal 1971 e Direttore del Dip. di Biologia dell'Univ. di Padova, dagli anni ’70 si occupa di Mutagenesi Ambientale e, in particolare, dell’applicazione di questa disciplina all’ambiente di lavoro per riconoscere situazioni e soggetti a possibile rischio oncologico. Nel 1991 fonda la Società Italiana di Mutagenesi Ambientale della quale, nel 2006, viene nominato "socio onorario per il sostanziale contributo dato allo sviluppo della Mutagenesi Ambientale in Italia".

Nel 1980 e nel 1990 partecipa ai gruppi di lavoro della IARC per la redazione delle monografie sulla cancerogenicità dei metalli. Alla IARC incontra Tomatis e si convince sempre di più della necessità di passare dalla “ricerca pura” ad una ricerca “orientata” e “schierata” a favore della  tutela della salute dei lavori e dei cittadini.

Dal 1977, e per tutta la sua durata, è membro della Commissione Tossicologica Nazionale presso l'Ist. Superiore di Sanità e nel 2007 viene chiamato a far parte della Commissione Oncologica Nazionale. Negli anni di lavoro all’interno di queste alte istituzioni tocca con mano, e condivide con Tomatis, il ruolo che i conflitti di interesse svolgono nell’impedire o ritardare e nel rendere comunque più difficile l’accertamento della verità scientifica quando questa contrasta con gli interessi dei finanziatori, anche se è rivelatrice di gravi rischi  per la salute umana. Dentro e fuori da queste istituzioni si trova spesso in contrasto con quanti sembrano subire l’influenza delle lobbies industriali ma anche con quelle autorità sanitarie e politiche che si mostrano inerti o disattente ai problemi di salute legati all’inquinamento ambientale con la conseguenza di non favorire l’attuazione di provvedimenti di prevenzione primaria che potrebbero contribuire alla riduzione delle malattie e della sofferenza.

Dagli anni ’90 inizia un lavoro certosino e faticoso di raccolta dei dati provenienti da studi epidemiologici e tossicologici per individuare i possibili rischi per la salute umana provocati dall’esposizione a campi elettromagnetici non ionizzanti (CEM), in particolare dall’uso dei telefoni mobili, cellulari e cordless). Secondo Levis, infatti, nel settore dei CEM - che muove interessi economici di portata planetaria - i conflitti di interesse sono tali da condizionare i risultati di numerosi studi condotti con il finanziamento delle industrie delle telecomunicazioni.

La sua diventa una vera missione: partecipa a diverse iniziative scientifiche portando i risultati del suo lavoro, dimostrando attraverso una disamina puntuale e rigorosa delle ricerche condotte finora quanto sia stata condizionante la partecipazione nei gruppi di lavoro di persone gravate da conflitti d’interesse e come il “ridimensionamento” sistematico dei risultati di quegli studi che, invece, dimostrano con una certa coerenza un’associazione positiva tra uso prolungato e intenso del telefono cellulare ed effetti gravi sulla salute stia ritardando l’adozione di provvedimenti cautelativi. Se questi rischi si confermeranno potremo trovarci di fronte ad una situazione drammatica dato che gli utilizzatori dei cellulari sono così numerosi, per cui anche un aumento modesto del rischio di tumori potrebbe tradursi in grandi numeri in termini di malattie.

Levis porta i suoi risultati tra gli specialisti ma è anche molto vicino alla gente, tiene seminari e conferenze per i Comitati, le Amministrazioni Pubbliche, gli studenti e gli insegnanti delle scuole, pubblica articoli scientifici e anche divulgativi, registra interviste e servizi televisivi, promuove campagne informative per il corretto uso del cellulare, fonda una Associazione di Promozione Sociale che ha tra i suoi scopi quello di diffondere conoscenza su questi temi www.applelettrosmog.it

Il premio viene, dunque, assegnato ad Angelo Gino Levis per il suo impegno scientifico nella ricerca sui rapporti tra esposizioni a campi elettromagnetici e salute; per la capacità di diffondere informazioni scientifiche corrette e importanti nella comunità e, in particolare, tra le giovani generazioni, orientando ad un uso corretto delle nuove tecnologie; per il coraggio di essersi schierato contro interessi forti in favore della verità, anche a costo di venire a volte “emarginato” da quella parte della comunità scientifica che non è mai riuscita finora a dare un’indicazione forte in merito alla necessità di allontanare i fattori di rischio proprio quando i risultati delle ricerche sono già allarmanti, con il risultato nefasto di non aver evitato l’esposizione indebita di molti lavoratori e cittadini che si ammaleranno e moriranno perché l’”establishment biomedico” non avrà avuto il coraggio di schierarsi.

 

RICONOSCIMENTO IN MEMORIA DI LORENZO TOMATIS A CARLA POLI PER IL SUO IMPEGNO NELLE APPLICAZIONI CONCRETE DELLA RICERCA

Uno dei tre premi indetti in memoria di Lorenzo Tomatis nel convegno dedicato al grande Ricercatore e Scienziato tenutosi al Castello di Bentivoglio presso l’Istituto Ramazzini il 22 settembre 2009, è stato assegnato ad una imprenditrice: Carla Poli.

Potrebbe apparire quanto meno singolare, se non addirittura paradossale, che nel corso di un convegno che aveva come temi centrali la cancerogenesi transplacentare ed il conflitto di interesse (temi da sempre al centro della ricerca e della riflessione di Tomatis), sia stata premiata una imprenditrice, Carla Poli, che dirige il Centro Riciclo Vedelago, in provincia di Treviso.

Il Centro Riciclo di Vedelago è una azienda leader nel campo del recupero/riciclo/ dei materiali non più in uso (quelli che comunemente siamo abituati a chiamare “rifiuti”); la Poli, proprio partendo dal semplice concetto che la prima cosa da rifiutare è il concetto stesso di “rifiuto” (specie in un momento di grave crisi economica come l’attuale in cui  non possiamo più permetterci di sprecare alcunché), ha sviluppato una attività esemplare  nel campo della raccolta differenziata e del recupero totale dei materiali in entrata, sia urbani che artigianali che industriali. L’idea vincente che anima l’azienda è che la “sfida” dei rifiuti si vince innanzi tutto sotto il profilo culturale, con il fattivo coinvolgimento di tutti gli “attori” coinvolti, in primis i cittadini finalmente protagonisti ed amministrazioni sensibili ed attente, passando attraverso una  costante opera di informazione e  sensibilizzazione nelle scuole. Inoltre la Poli, mossa da un innato desiderio di ricerca e miglioramento della  propria attività, in collaborazione con Istituti di Ricerca ed Università italiane ed europee, ha messo a punto un metodo per il recupero anche delle ultime frazioni di materia, quelle che, anche nelle migliori esperienze di gestione dei rifiuti vengono avviate ad incenerimento o discarica. Infatti, dopo ulteriore separazione di tutte le frazioni ancora estraibili, specie metalli ed  attraverso un semplice processo di estrusione e sanificazione, presso il Centro da lei diretto, si arriva alla produzione di un granulato (sabbia sintetica) che ha ormai decine di applicazioni pratiche dallo stampaggio plastico, all’arredo urbano, all’edilizia e che proprio quest’anno ha ricevuto un premio dell’UE per l’innovazione tecnologica.

La Poli quindi, dedicandosi con tenacia e metodicità alla soluzione del problema “rifiuti”, ha di fatto messo a punto un metodo semplice, ripetibile, alla portata di tutti, per la soluzione di un problema (i “rifiuti”) che sempre più occupa – in negativo - le nostre cronache quotidiane.

Di fatto i “rifiuti” sono infatti  diventati ormai il simbolo di una società assurda, caratterizzata da un consumismo sfrenato di beni e risorse e, nel contempo, strumento per enormi e per lo più illeciti guadagni, ma soprattutto fonte di incalcolabili danni all’ambiente ed alla salute sia quando essi vengono illecitamente smaltiti, sia quando vengono “termovalorizzati”, ovvero inceneriti con recupero di minima parte della energia in essi contenuta. Del resto la strenua opposizione, anche a livello internazionale, di tanti Ricercatori, Medici, Ordini Professionali e dello stesso Tomatis alla pratica dell’incenerimento è la più efficace dimostrazione di quanto già il semplice buon senso indica: ovvero l’assoluta follia che ci porta a distruggere materie preziose per poi nuovamente sintetizzarle od estrarle, determinando oltretutto la formazione di migliaia e migliaia di molecole persistenti tossiche, nocive e cancerogene che si formano dalla combustione, si accumulano negli organismi viventi, passano dalla madre al feto e producono malattie.

L’attività della Poli è, viceversa, l’esempio concreto di come l’attività di recupero e riciclo comporti una azione di Prevenzione Primaria evitando la formazione di ingentissime quantità di inquinanti e di come ricerca scientifica ed interessi economici non debbano necessariamente essere antitetici alla difesa della salute e dell’ambiente. Anzi, quando vi è coerenza con questi valori che dovrebbero ispirare tutte le attività umane e vi è una visione globale dei problemi, è possibile trovare soluzioni semplici ed immediatamente praticabili a problemi in apparenza irrisolvibili.

Oggi, come non mai, la tutela dell’ambiente rappresenta il campo di prova più arduo ed una vera sfida per tutti noi e solo chi se ne occupa con l’ampio respiro che ha caratterizzato tutta la ricerca umana, scientifica e letteraria di Tomatis può pensare di dare un contributo concreto e duraturo alla soluzione dei problemi. Perdendo di vista questi valori fondanti, affrontando i problemi solo per singoli aspetti e non nella loro globalità, mettendo al primo posto la ricerca di un profitto immediato abbiamo creato condizioni per cui, come Tomatis disse, proprio a proposito di incenerimento di rifiuti: "le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che noi stiamo loro facendo”.

Ecco, la Poli, con la sua attività ha dimostrato che è possibile fare una azione di Prevenzione Primaria, evitare la formazione di enormi quantità di agenti tossici e cancerogeni che sappiamo ormai con certezza trasmettersi dalla madre al feto, e che, viceversa, proprio partendo dal “rifiuto” è possibile recuperare risorse, orientare i consumi, ridistribuire ricchezza, creare occupazione stabile, unire l’interesse dell’imprenditoria privata con quello delle popolazioni e dei territori perché salvaguardare l’ambiente e la salute è, al di là di ogni dubbio, nell’interesse di tutti.

L’insegnamento umano e morale di Lorenzo Tomatis, il suo richiamo alla necessità di una società più equa, più sobria, più giusta, in cui la ricerca scientifica non sia asservita al profitto delle grandi corporations, ma reale strumento di miglioramento della vita ed in cui vi sia un netto giro di boa rispetto al consumismo ed alla spreco dilagante di certo ha trovato nell’opera della Poli un esempio ed un testimone convinto.

 

Scadenza per segnalazioni di eventi e manifestazioni

Chi fosse interessato a segnalare eventi affinché vengano pubblicati nell'ISDE Italia News, può farlo inviando l'informativa entro 10 giorni prima dell'evento stesso. Sarà così possibile elaborare le news e pubblicarle in un arco di tempo che renderà possibile ai lettori di organizzarsi nell'eventualità che vogliano partecipare all'iniziativa d'interesse.

 

La newsletter è un organo ufficiale di stampa dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, curata da Roberto Romizi e Silvia Caruso.

Viene pubblicata con il supporto di Banca Etruria www.bancaetruria.it

Per cancellazioni, iscrizioni o eventuali suggerimenti ti preghiamo gentilmente di contattare: isde@ats.it 

I numeri arretrati sono disponibili sul sito dell'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia www.isde.it

Via della Fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. 0575/22256 - Fax. 0575/28676

E- mail: isde@ats.it

E' possibile scaricare questo numero nel formato preferito