ISDE Italia News
A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente
Numero 401 (12 Luglio 2010)
In questo numero………
Nella rubrica "Prossimi eventi e scadenze":
- Fondamenti per una nuova civiltà - 29-31 Ottobre, Attigliano (TR).
Nella rubrica “Rifiuti”:
- "Anche i servizi pubblici 'valorizzano' gli inceneritori di rifiuti" a cura di Antonio Faggioli.
- Raccolta cellulari usati: dona i tuoi vecchi cellulari e sostieni l’azione medica di Medici Senza Frontiere nel mondo.
- Qualità dell'aria presso l'inceneritore di Brescia.
- "Il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI)" a cura di Stefania Calleri e Rossella Francalanci.
- I medici allarmisti questa volta tranquillizzano!
- Caserta, tumori nel quartiere della discarica.
- "RAEE: un sistema in forte crescita" a cura di Stefania Calleri.
Nella rubrica "L'associazione e i lettori di ISDE Italia News segnalano…":
- Corruzione istituzionale: l'Università di Harvard progetta rimedi.
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PROSSIMI EVENTI E SCADENZE
FONDAMENTI PER UNA NUOVA CIVILTÀ
Dal 29 al 31 Ottobre 2010 ad Attigliano (TR) si svolgerà il Simposio "Fondamenti per la nuova Civiltà". Il mondo che conoscevamo ormai non esiste più; il nostro vivere quotidiano si è trasformato profondamente. Un nuovo modo di essere inizia a profilarsi per l’umanità: la prima civiltà umana mondiale. Come sarà? Come vogliamo che sia? Assumendo lo spirito dei momenti umanisti e della loro migliore conoscenza, il Secondo Simposio Mondiale propone un dialogo non astratto né istituzionale, ma di accordo su punti essenziali, tra “le persone di buona volontà”, tra rappresentanti di diverse culture, credenze e ideologie, per la costituzione di nuova civiltà planetaria che metta l’essere umano e la nonviolenza attiva come principali valori fondanti. L’evento sarà un ampio spazio interdisciplinare destinato alla partecipazione attiva di persone legate alle scienze, ai centri universitari, alle organizzazioni sociali e culturali, governi e mezzi di diffusione di massa, in Tavole rotonde e Tavoli tematici d’interscambio. Il Simposio verterà sulle seguenti aree tematiche: "Conferenza iniziale sull'immagine dell'Essere Umano nella storia e nel momento attuale. Basi della conoscenza e loro applicazione", "Organizzazione sociale e ambiente", "Intangibili storico-sociali come modelli della nuova società".
Info:
www.worldsymposium.org
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attigliano@worldsymposium.org
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RIFIUTI
ANCHE I SERVIZI PUBBLICI “VALORIZZANO” GLI INCENERITORI DI RIFIUTI a cura di Antonio Faggioli.
Fonte: Inceneritori Federambiente 2009.
Nel Febbraio 2009 è stato pubblicato il “Secondo Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani”, che documenta il continuo aumento di produttività degli inceneritori. Il Rapporto è stato curato, unitamente all’ENEA, da Federambiente, la Federazione Servizi Pubblici per l’Igiene Ambientale che aderisce alla Federazione Servizi Pubblici Locali. Dei 51 impianti attivi nel periodo 2006-2008, 49 producevano energia elettrica e 11 di questi anche energia termica per teleriscaldamento. La loro capacità di trattamento dei RSU era aumentata nel triennio del 12,4%, con incremento della capacità media di incenerimento da 102.000 a 117.000/tonnellate anno. Risultava dal 2006 al 2008 un incremento del 20% della produzione di energia elettrica e del 35% di quella termica. Il Rapporto prevedeva che, a seguito di ammodernamento degli impianti esistenti e di costruzione di nuovi, l’energia elettrica prodotta sarebbe aumentata nel 2011 del 47% rispetto al 2008. Un bilancio con un difetto fondamentale: non mette a confronto vantaggi (la produzione energetica) e svantaggi (l’impatto ambientale e sanitario). Ciò è tanto più grave se si considera che tali valutazioni si devono a una “federazione di servizi pubblici locali” che si sono dati la missione “dell’igiene ambientale”, missione totalmente ignorata per privilegiare obiettivi di economia energetica. Questa è la cultura ambientale dei nostri servizi pubblici, che operano in nome dell’igiene ignorandone significato e obiettivi.
Info:
antoniofaggioli@tiscali.it
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RACCOLTA CELLULARI USATI: DONA I TUOI VECCHI CELLULARI E SOSTIENI L’AZIONE MEDICA DI MEDICI SENZA FRONTIERE NEL MONDO
Fonte: Medici senza frontiere.
Questa iniziativa è promossa grazie alla collaborazione dell’azienda Comprocellulari.it che si occupa del ritiro dei cellulari funzionanti e/o da riparare nel pieno rispetto delle normative vigenti e rispettando l'ambiente. In base al modello ritirato l’azienda devolve l’importo corrispondente alla nostra Organizzazione. Grazie al tuo vecchio cellulare MSF può portare soccorso medico alle vittime di epidemie, catastrofi naturali o conflitti armati ed intervenire tempestivamente con efficacia e professionalità. La raccolta avviene attraverso dei contenitori dislocati in alcuni luoghi sul territorio nazionale. I principali punti di raccolta sono nelle città di: Aosta, Bergamo, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Padova, Roma, Torino e Verona. Ogni singolo individuo o azienda può effettuare una raccolta ed inviare la richiesta di ritiro.
Info:
www.medicisenzafrontiere.it/sostienici/riciclo_materiali.asp?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=nl160
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riciclomateriali@msf.org
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QUALITÀ DELL'ARIA PRESSO L'INCENERITORE DI BRESCIA
Nei mesi di Febbraio, Giugno, Dicembre 2008 e Febbraio 2009 l’Istituto Mario Negri, per conto di A2A, ha effettuato quattro campagne di misure di qualità dell’aria ambientale all’interno dl sito dell’inceneritore di Brescia (“Relazioni relative alle indagini sperimentali ambientali presso il termoutilizzatore di Brescia”, rispettivamente Giugno 2009, Febbraio 2009, Ottobre e Marzo 2008). Le relazioni, la cui finalità sperimentale non è nota, includono misure di PCDD/F, PCB, IPA e metalli. Allo scopo di fare una valutazione della particolare concentrazione degli inquinanti dell’area interessata all’indagine, si confrontano i risultati dei paramenti rilevati con quelli dalle indagini effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità per la valutazione del rischio del sito inquinato di rilevanza nazionale “Brescia-Caffaro” per conto del Comune di Brescia (“Relazione finale 2009 Convenzione tra l’Istituto Superiore di Sanità e il Comune di Brescia per la valutazione della qualità dell’aria ambiente e del rischio sanitario associato nell’area del Comune di Brescia”).
Chi volesse questo resoconto può richiederlo alla nostra
segreteria all'indirizzo di posta elettronica
isde@ats.it ![]()
Info:
cele.panizza@gmail.com
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IL NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI (SISTRI) a cura di Stefania Calleri e Rossella Francalanci.
Fonte: ARPAT News n. 19-2010
www.arpat.toscana.it/arpatnews/2010/019-10-sistri/![]()
Il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare ha presentato il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI). SISTRI è l’acronimo di sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, un sistema voluto, a partire dal 2009, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con l’obiettivo di informatizzare l’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e urbani della Regione Campania. Con il SISTRI il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare si pone l’obiettivo di coniugare ambiente, efficienza e legalità. Il Ministro, Stefania Prestigiacomo, ha affermato a questo proposito che “Il tema della gestione dei rifiuti ha assunto una rilevanza sempre maggiore, che riguarda non solo la tutela dell’ambiente ma anche la difesa della legalità. Questo vale in special modo per i rifiuti pericolosi che sono spesso oggetto di lucrosi traffici da parte delle organizzazioni criminali che causano gravi danni al territorio e possono mettere in pericolo la salute pubblica” aggiungendo “Per tali motivi il Governo ha deciso di varare il SISTRI…” (omissis). La gestione del SISTRI è stata affidata al Comando Carabinieri per la tutela dell’Ambiente, la banca dati fornirà informazioni sulla produzione, movimentazione e gestione dei rifiuti, e consentirà di rispondere alle diverse richieste di informazioni previste dalla normativa comunitaria. Il SISTRI avrà un’interconnessione telematica con altre istituzioni, ovvero ISPRA, che fornirà i dati alle singole ARPA/APPA, l’Albo nazionale dei gestori ambientali, la Guardia Costiera e le imprese ferroviarie, quest’ultimi coinvolti per garantire la tracciabilità dei rifiuti speciali trasportati via mare e ferrovia. Il SISTRI sarà poi interconnesso, in base a quanto stabilito dall’art. 14 bis della Legge 102/2009, con altri sistemi, in modo da creare un sistema-rete in grado di controllare la movimentazione dei rifiuti, dalla produzione alla destinazione finale.
Info:
www.sistri.it
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r.francalanci@arpat.toscana.it
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I MEDICI ALLARMISTI QUESTA VOLTA TRANQUILLIZZANO!
Fonte: Lettera di Patrizia Gentilini al Direttore del Resto del Carlino di Forlì.
Gentile Direttore,
vedo che sono frequentemente pubblicate lettere che esprimono riserve e timori circa la raccolta porta a porta dei rifiuti, specie per quanto attiene un eventale aumento delle tariffe. Per una volta, come medico talvolta definito "allarmista", mi sia consentito di intervenire per portare viceversa buone notizie, rassicurare tutti e far dormire sonni tranquilli ai nostri concittadini. Con tutta l'esperienza che ho maturato in questi anni posso davvero affermare, senza timore di smentite, che se c'è una cosa di cui non ci si deve preoccupare è proprio la raccolta domiciliare.
Anzi, vorrei avere una "finestrina cardiaca" attraverso cui tutti potessero sbirciare e vedere quanta gioia ci sia nel mio cuore da quando ho saputo che anche nella nostra città si adotterà la raccolta "porta a porta".
Eh sì, cari concittadini, se vogliamo guarire dalla "malattia rifiuti", il primo passo è proprio questo: iniziare con una buona differenziazione dei rifiuti alla fonte! Se posso fare un paragone sarebbe come essere a letto con la febbre e tenere la finestra spalancata: per quanti antibiotici prendiamo il freddo che entra non ci permette di guarire e così, perifrasando, fare la raccolta domiciliare è come chiudere la finestra, il primo passo verso la guarigione dalla "malattia rifiuti"!
Perche sono tanta fiduciosa? Semplice, perchè la raccolta domiciliare non è una "balzana" idea del nostro Sindaco, ma quanto praticato già da anni da milioni di cittadini nel nostro Paese e che ha dimostrato di comportare i maggiori vantaggi sia in termine di riduzione di rifiuti (mediamente -20%), aumento della raccolta differenziata (fino al 70-80%) e, soprattutto, a regime, diminuzione delle tariffe (-15%). Ricordo che già nel 2006 una ricerca su oltre 13 milioni di cittadini fatta dall'Ecoistituto di Faenza dimostrava quanto vi sto dicendo.
Già oggi un cittadino che vive in un appartamento di 80 metri quadri in Provincia di Treviso, ove si fa il porta a porta, paga per la Tarsu 90 euro l'anno rispetto ai 120 euro circa che si pagano da noi, vi pare poco? Questo non succede solo in Veneto, ma anche in provincie del Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Campania.... Ad Ancona, proprio in questi giorni, è in atto in Consiglio Comunale un ripensamento dell'intero ciclo dei rifiuti e si stima una diminuzione del 30% delle tariffe adottando la raccolta domiciliare spinta finalizzata al riciclo totale della materia.
La raccolta domiciliare certamente comporta un cambiamento di abitudini ed un maggior numero di addetti, richiede quindi una adeguata informazione, la collaborazione di tutti ed un aumento degli occupati. Maggiori occupati (cosa non disprezzabile coi tempi che corrono) significa maggiori costi, ma sia chiaro: questi maggiori costi sono ampiamente compensati dai minori costi di smaltimento del residuo, dai minori investimenti e dal maggior guadagno che proviene dalla vendita dei materiali ben differenziati alla fonte ed è qui che vogliamo si vada a parare: la raccolta porta a porta deve essere finalizzata al riciclo e non all'incenerimento!
E non si dica che non esiste mercato per il riciclo in periodo di esaurimento di risorse come l'attuale: il 10 Novembre 2009 Assopannelli ha denunciato la carenza di legno di riciclo per la costruzione di pannelli truciolari, legno che insieme a tante altre nobili materie quali carta e plastiche viene totalmente sprecato nelle voraci fauci degli inceneritori!
Infine, e mi stupisce davvero che mai questo venga messo sul "piatto della bilancia", perchè nessuno affronta il problema dei "costi esternalizzati", ossia i costi in termini di danni alla salute ed all'ambiente che provengono dalle attività industriali/energetiche/produttive, ecc? Questi costi, riconosciuti e valutati (oltretutto parzialmente) dall'UE, variano, per l'incenerimento di una tonnellata di rifiuti da 4.5 a 21 Euro, a seconda dell'efficenza energetica raggiunta dall'impianto.
Allora, se mettiamo sul piatto della bilancia la riduzione del 20% della TARSU che si ottiene col porta a porta, l'assenza di costi esternalizzati, i nuovi posti di lavoro che si creano, da che parte pende la bilancia?
A me pare che penda tutta da una sola parte e che i motivi per dire sì al porta a porta - "senza se e senza ma" - siano indiscutibili.
O forse a qualcuno non interessa farci guarire dalla "malattia rifiuti"?
Patrizia Gentilini
ISDE Italia
CASERTA, TUMORI NEL QUARTIERE DELLA DISCARICA
Fonte: La Repubblica del 24 Dicembre 2009.
Sono in crescita nel casertano leucemie, soprattutto a livello infantile, e forme tumorali accertate. L'allarme viene dai medici di base e viene riportato dall'assessore regionale all'ambiente Walter Ganapini, che afferma: "La priorità è la bonifica dell'intera area (di 22 ettari), il primo di cinque siti campani su cui intervenire". Insorgenza di leucemie, soprattutto a livello infantile, e di forme tumorali accertate. L'allarme viene dai medici di base del casertano. Lo riferisce l'assessore all'Ambiente della Regione, Walter Ganapini. Le malattie potrebbero avere una causa scatenante nell'inquinamento delle falde acquifere, in particolare del quartiere Acquaviva di Caserta, vicino alla discarica "Lo Uttaro", un'area che la Regione si appresta a bonificare. "Dai medici di base del casertano ci giungono segnali allarmanti sull'insorgenza, soprattutto a livello infantile, di leucemie e forme tumorali acclarate e che potrebbero avere una causa scatenante nell'inquinamento delle falde acquifere del territorio, in particolare del quartiere Acquaviva di Caserta, dove insiste la discarica "Lo Uttaro", in cui, per decenni, sono stati sversati rifiuti a elevata contaminazione". L'allarme è dell'assessore regionale all'Ambiente, Walter Ganapini, la priorità è la bonifica di quest'area di 22 ettari, il primo di cinque siti campani su cui intervenire: "Per ora togliamo da Caserta quel cancro immondo che si chiama ex Ecologica meridionale". "Un cancro che deve essere estirpato", gli ha fatto eco il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, chiedendo alla Regione un cronoprogramma. La discarica è imbottita di due milioni di tonnellate di rifiuti, "di cui sappiamo poco", ha sottolineato l’assessore, "originariamente - ha spiegato Ganapini - era profonda 15 metri. Poi però, in modo abusivo, è stata portata a 30 metri di profondità, ha penetrato di tre metri la falda acquifera, inquinandola. Il progetto cercherà innanzitutto di capire che tipo di rifiuti sono e poi interverremo per bloccare la falda a monte e a bonificare quella a valle che porta l'acqua al mare". La Regione parte con un fondo di 60 milioni di euro. "Deve concentrare risorse sulle bonifiche da attuare in questi ultimi tre mesi di legislatura", incalza Vito Amendolara, coordinatore dell’Osservatorio regionale per le politiche per il territorio e l'ambiente. "L’impegno assunto - ha aggiunto Amendolara - risponde alla domanda dei cittadini di promuovere un processo che porti la Campania a recuperare livelli di qualità della vita e dell’immagine. Nella fase di affidamento dei lavori - puntualizza Amendolara - occorre fare molta attenzione, tendendo un filo spinato che possa filtrare in modo netto gli interessi camorristici e di certi ambienti politici". Sarà l'ARPAC, l'Agenzia Regionale di Tutela Ambientale, a fare le analisi, mentre all'Arcadis, ex Recam, spetterà la gestione del progetto esecutivo. Ganapini ha chiarito: "Dopo cercheremo di rivalerci su chi ha operato questo danno all'ambiente". La altre quattro discariche che saranno bonificate sono Giugliano, Regi Lagni, nel napoletano, il territorio dell'ex raffineria Q8 a Napoli e i laghetti di Castel Volturno al confine tra Napoli e Terra di Lavoro. L'emergenza rifiuti solidi urbani in Campania "non è assolutamente finita, mi pare evidente", ha detto l'assessore. La risoluzione "ci sarà quando avremo le società provinciali che funzionano, con gente perbene e manager adeguati, che gestiscano l'intero ciclo dalla raccolta allo smaltimento". E ancora: "Il decreto sembrerebbe lasciare intendere l'automatica assunzione in blocco dei lavoratori dei consorzi di bacino ma siccome avevamo pensato di aprire al privato serio per dare una mano seria alla regione, io credo che questo debba avere la possibilità di selezionarsi il personale".
Info:
isdecaserta@gmail.com
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RAEE: UN SISTEMA IN FORTE CRESCITA a cura di Stefania Calleri.
Fonte: ARPAT News n. 3-2010
www.arpat.toscana.it/arpatnews/2010/312-09-raee-un-sistema-in-forte-crescita/![]()
E’ stato recentemente reso pubblico il primo rapporto annuale sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, meglio conosciuti come RAEE, elaborato dal Centro di Coordinamento RAEE e relativo all’anno 2008. Il 2008 è stato un anno importante in quanto si è consolidato il sistema di ritiro e trattamento dei RAEE, passando dalla gestione comunale a quella dei sistemi collettivi.
Info:
www.cdcraee.it/GetHome.pub_do![]()
SEGNALAZIONI DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE E DEI LETTORI
CORRUZIONE ISTITUZIONALE: L'UNIVERSITÀ DI HARVARD PROGETTA RIMEDI
Fonte: Lettera Nograziepagoio n. 11 - Giugno 2010.
Il Centro per l'Etica dell'Università di Harvard svolgerà, nei prossimi 5 anni, un progetto sulla corruzione istituzionale, nel tentativo di porvi rimedio. "La corruzione istituzionale - spiega Lawrence Lessig coordinatore del progetto - non è la violazione di qualsiasi regola o legge, ma è un certo tipo di influenza”. Sono diversi i tipi di influenza che insieme costituiscono una “dinamica dell’influenza” (economy of influence) che determina la direzione verso la quale ci si muove. Lessig fa numerosi esempi di come le istituzioni possano risentire di un'influenza che porta a indebolire la loro efficacia e la fiducia del pubblico. Le varie istituzioni prese in considerazione vanno dal Parlamento degli USA alle Agenzie regolatorie, al giornalismo e infine la medicina, per la quale Lessig dichiara che le soluzioni sono più difficili. E' urgente che queste istituzioni ritrovino l'indipendenza persa. Ma che cos'è l'indipendenza? Non è l'indipendenza da qualsiasi cosa, è una dipendenza appropriata (proper, giusta, corretta). Ad esempio un legislatore è indipendente se dipende dal popolo, un magistrato è indipendente se dipende dalla legge. Quindi è importante definire la dipendenza appropriata e limitare la dipendenza impropria. Inoltre Lessig sottolinea più volte il concetto di responsabilità, che non può essere attribuita solo al soggetto che compie azioni dannose, ma va esteso a tutti coloro che sanno e vedono e non fanno niente per allertare del pericolo. Descrivendo il progetto sulla corruzione istituzionale, Lessig sottolinea infine la necessità di uno sguardo esterno perchè "i problemi si vedono meglio quando riguardano l’ambito di altri". Perciò nel progetto è previsto il contributo di varie professionalità: dall’accademia, alla medicina, all’economia. Per la medicina, collabora al progetto Marcia Angell, ex direttore del New England Journal of Medicine, ora docente ad Harvard, autrice del libro “Farma&Co”. Lessig conclude usando come metafora la storia dell’incidente della petroliera della Exxon del 1989 che provocò un grave danno ecologico. Al momento dell’incidente il capitano della nave era ubriaco. Tutto l’equipaggio sapeva che era alcolizzato, tuttavia nessuno prese l’iniziativa di avvertire chi di dovere del rischio che questo poteva comportare. Nessuno ha fatto niente. “Quell’equipaggio siamo noi, che abbiamo il dovere di fare qualcosa”, dice Lessig, che dichiara la sua forte preoccupazione per l’urgenza e la gravità dei problemi mentre le istituzioni appaiono distratte. Constata inoltre che questa distrazione ha già avuto conseguenze catastrofiche. “Le istituzioni hanno perso la capacità di focalizzare la loro attenzione, hanno perso l’indipendenza proprio quando questa sarebbe stata più necessaria”. Ma di chi è la responsabilità? Delle persone per bene che non hanno fatto niente di fronte a ciò che vedevano. “Siamo noi, i più privilegiati della società, che potremmo porvi rimedio. Chi se non noi?”.
Info:
http://link.brightcove.com/services/player/bcpid59085832001
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www.nograziepagoio.it/Lezione%20di%20Lawrence%20Lessing_ultima.pdf![]()
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