Associazione Medici per l'Ambiente  
ISDE Italia

 

Campagna per il diritto del bambino a non essere inquinato

La Campagna si prefigge di chiedere che le concentrazioni degli inquinanti non superino i livelli che garantiscono l’assenza di danno per  i soggetti più vulnerabili  della  società  quali bambini, anziani e malati.

 Workshop Nazionale “Il bambino inquinato”
Inquinamento ambientale e salute infantile
(Firenze - 27 Febbraio 1998)

Convegno Nazionale “Il bambino inquinato”
Per il diritto del bambino a non essere inquinato: ciò che si deve sapere e ciò che si può fare per difendere il bambino
(Arezzo - 5-6 Giugno 1998)

 Promozione dell'International Network for Children’s Health,
Environment and Safety (INCHES)
(Amsterdam - 11-14 Agosto 1998)

Giornata Internazionale del Medico per l’Ambiente
(25 Novembre 1998)

 “Per il Diritto del bambino a non essere inquinato:  l’impegno di enti e istituzioni” (Roma - Senato della Repubblica - 25 Gennaio 1999)

 Dichiarazione di sostegno del Comitato Nazionale di Bioetica
(24 Settembre 1999)

Promozione di un Coordinamento Nazionale preposto alla realizzazione di uno specifico Osservatorio ed a raccordarsi con l'International Network on Children's Health, Environment ad Safety (INCHES)

DOCUMENTO DEFINITIVO

 “PER IL DIRITTO DEL BAMBINO A NON ESSERE INQUINATO”

L'immissione nell’aria, nell’acqua,  nel suolo  e  nel  sottosuolo  di  composti  tossici,  persistenti e accumulabili negli organismi viventi favorisce l'insorgenza di  varie malattie nell’uomo, e in particolare un aumento di tumori, di malattie dell’apparato riproduttivo, di modifiche del comportamento, di danni neurologici permanenti e di alterazioni del sistema immunitario ed endocrino.

L’aumento dei livelli di esposizione a inquinanti ambientali è legato indissolubilmente a certe produzioni industriali e all’uso di alcuni suoi prodotti, primo fra tutti l’automobile. Anche all’interno degli edifici a causa dei sistemi costruttivi e dei materiali impiegati si registrano situazioni di pericolo.

La manipolazione dell’opinione pubblica è così vasta e capillare da impedire un’adeguata diffusione di notizie sui rischi reali dell’inquinamento, mentre cresce invece il rumore di fondo della pubblicità e delle informazioni distraenti e svianti.

L’evidenza epidemiologica oggi a disposizione mostra che anche livelli relativamente bassi d’inquinamento sono all’origine di effetti nocivi acuti e cronici, in particolare per l’apparato respiratorio.

Le malattie respiratorie dell’infanzia stanno aumentando nei paesi occidentali; i bambini esposti al fumo di tabacco sono particolarmente suscettibili alle infezioni delle vie respiratorie inferiori e superiori.

Fra gli inquinanti atmosferici vi sono sostanze che possono aumentare il rischio di tumore  a concentrazioni molto più basse di quelle alle quali era stata a suo tempo provata l’azione cancerogena. Essi possono interagire fra loro in maniera additiva o moltiplicativa. Inoltre fra di essi si trovano anche sostanze che non interagiscono direttamente con il materiale genetico cellulare o che generalmente non sono identificate come cancerogeni chimici, ma che aumentano il rischio di malattie cronico-degenerative, inclusi i tumori, attraverso meccanismi indiretti.

L’esposizione a contaminanti ambientali può iniziare già in epoca prenatale, quando embrione e feto possono subire le conseguenze di una esposizione materna. Gli effetti di tale esposizione possono manifestarsi sia in tempi brevi, causando disturbi nello sviluppo e malformazioni, che dopo molti anni, in età adulta.

Oltre che per contatto diretto o per inalazione, i bambini sono particolarmente esposti a sostanze inquinanti attraverso i cibi di cui si nutrono poiché, essendo in crescita e in sviluppo, le loro necessità energetiche sono maggiori ed il loro metabolismo più rapido di quelli degli adulti.

Una delle più temibili fonti di inquinamento in ambienti confinati è il radon: si è stimato che fra 200.000-1.000.000 di abitazioni nel nostro Paese sono a rischio.

I Medici per l’Ambiente ricordano anche la necessità di valutare e approfondire la sospetta nocività dell’esposizione prolungata a fonti di energie elettromagnetiche quali elettrodotti, sistemi di radiotelecomunicazione ed elettrodomestici ai fini di meglio salvaguardare la salute dell’infanzia.

Attualmente i limiti massimi ammessi per legge di concentrazione degli inquinanti sono costruiti o su una media che non tiene nella giusta considerazione i diversi effetti sulla salute di persone in età molto giovane o anziana e in coloro che siano particolarmente deboli o debilitati, oppure a seguito di compromessi che, privilegiando il contenimento dei costi e i problemi occupazionali, non tengono nel dovuto conto la tutela della salute.

La Campagna "In Difesa del Diritto del Bambino a non Essere Inquinato" si  prefigge  lo scopo di chiedere che le concentrazioni degli inquinanti non superino i livello che garantiscono l’assenza di danno per  i soggetti più vulnerabili  della  società  quali bambini, anziani e malati.

Azioni per la quali è richiesto un impegno di Enti ed Istituzioni:

  1. Abbassamento dei limiti degli inquinanti atmosferici a livelli di sicurezza per i bambini e per le fasce più vulnerabili della popolazione.

  2. Estensione del divieto di fumo nei locali pubblici a tutti gli ambienti in cui possano essere presenti i bambini.

  3. Azione normativa nei riguardi del problema radon per una migliore tutela della salute del bambino così come è stato già fatto in molti Paesi Europei.

  4. Approntamento della mappatura delle installazioni fonte di emissioni elettromagnetiche nel territorio e acquisizione di ulteriori ricerche scientifiche necessarie a colmare le lacune conoscitive sulla rischiosità dell’esposizione.

  5. Opportunità che i cibi serviti negli asili nido, nelle scuole materne ed elementari, oltre che rispondere a corretti standard nutrizionali, non contengano inquinanti tossici e siano possibilmente prodotti da coltivazioni biologiche.

  6. Limitazione della concentrazione di composti tossici nell'acqua a livelli che garantiscano l’assenza di effetti dannosi anche a lungo termine.

  7. Eliminazione dei composti tossici nei prodotti per l’igiene della casa e della scuola.

  8. Eliminazione delle sostanze tossiche dai prodotti per la prima infanzia e dai giocattoli.

  9. Eliminazione definitiva dell’uso del piombo nella benzina e nei prodotti e materiali che possano provocarne l’ingestione alimentare e da acqua potabile.

  10. Attuazione di programmazioni urbanistiche del territorio in funzione della tutela della salute, adottando le più efficaci soluzioni per la diminuzione del traffico veicolare e dell’inquinamento acustico. Incentivazione delle metodologie costruttive alternative (architettura bio-ecologica e climatica).

  11. Attuazione di un programma di informazione alla popolazione in sintonia con i principi ispiratori del documento “Per il Diritto del Bambino a non Essere Inquinato” che fornisca tutti gli elementi per una valutazione informata dei problemi ambientali affiancando alle  altre principali agenzie educative la partecipazione attiva dei medici.

Hanno contribuito alla stesura del Documento:

Tomatis Lorenzo (Istituto per l’Infanzia Burlo Garofolo, Associazione Medici per l’Ambiente - Trieste); Romizi Roberto (Associazione Medici per l’Ambiente - Arezzo); Armellini Fulvio (Azienda USL 8 - Arezzo); Biagioni Mauro (Associazione Medici per l’Ambiente / FIMP - La Spezia); Bidini Gabriella (Azienda USL 8 - Arezzo); Bondi Claudio (ARPAT - Arezzo); Borgo Stefania (Associazione Medici per l’Ambiente - Roma); Bragheri Romano (IRCCS - Policlinico S. Matteo - Pavia); Brusoni Guido (Federazione Italiana Medici Pediatri - La Spezia); Buiatti Eva (Centro di Documentazione per la Salute, Associazione Medici per l’Ambiente - Bologna); Capri Sandroni Paola (UNICEF - Arezzo); Carlozzo Bianca Maria (Progetto Città Sane - Bologna); Chellini Elisabetta (Centro Studi Prevenzione Oncologica - Firenze); Coppi Claudio (ARPAT - Pistoia); Curcuruto Salvatore (Agenzia Nazionale Protezione Ambiente/ANPA - Roma); D’Alessio Enzo  (Associazione Medici per l’Ambiente - Napoli); Del Panta Giorgio (Associazione Medici per l’Ambiente - Rovigo); Domenichelli Anna (Associazione Medici per l’Ambiente - Arezzo); Erba Patrizio (ISPESL - Roma); Fabbri Fabrizio (Greenpeace, Associazione Medici per l’Ambiente - Roma); Fontana Dao Patricia (Cooperativa Rinascita Valle  Bormida - Cortemilia Cuneo); Fontanesi Teresa (Associazione Medici per l’Ambiente - Reggio Emilia); Francalanci Carlo (ARPAT - Arezzo); Gabrielli Annunziata (Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Siena); Gasperi Luciano (Associazione Medici per l’Ambiente - La Spezia); Gennaro Valerio (Istituto Nazionale Tumori - Genova); Grandi Carlo (ISPESL - Roma); Lagorio Susanna (Istituto Superiore della Sanità - Roma); Lodovici Maura (Facoltà di Farmacologia, Università di Firenze); Loiacono Giuseppe (Rivista Epidemiologia e Prevenzione - Roma); Maci Umberto (ADICONSUM); Magnavita Nicola (Istituto di Medicina del Lavoro - UCSC - Roma); Manna Elisa (CENSIS - Roma); Marinaccio Alessandro (ISPESL - Roma); Marotta Salvatore (Associazione Medici per l’Ambiente - Napoli); Miligi Lucia (CSPO, UO di Epidemiologia - Firenze); Ottavi Carlo (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente/ANPA - Roma); Porcile Gianfranco (Associazione Medici per l’Ambiente - Cuneo); Rinaldi Giovanni (Regione Emilia Romagna - Bologna); Rossi Maurizio (Azienda USL 8); Rossi Prosperi Lia (Associazione Italiana Ristorazione); Rossi Raffaele (Associazione Nazionale Bioarchitettura/ANAB); Santonocito Guido (WWF - Roma); Scala Danila (ARPAT - Firenze); Sibilia Lucio (Associazione Medici per l’Ambiente - Roma); Sinisi Luciana (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente/ANPA - Roma); Spaggiari Claudia (Associazione Medici per l’Ambiente - Reggio Emilia); Toniolo Paolo (New York University / IARC - Lione); Torri Giancarlo (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente/ANPA - Roma); Valenti Donato (Associazione Medici per l’Ambiente - Sondrio); Vannuccini Luca (Azienda USL 8); Zuccato Ettore (Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” - Milano)

Tra i primi firmatari: Angeloni Sandro (Presidente Federazione Medici Pediatri FIMP - Chieti); Arcidiacono Silvio (Segretario Generale Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Roma); Benagiano Giuseppe (Direttore Istituto Superiore di Sanità - Roma); Bologna Giancarlo (Direttore WWF - Roma); Forastiere Francesco (Osservatorio Epidemiologico del Lazio - Roma); Giuffré Liborio (Presidente Società Italiana di Pediatria - Palermo); Moccaldi Antonio (Direttore ISPESL - Roma); Pagni Aldo (Presidente FNOMCeO - SIMG - Roma); Pratesi Fulco (Presidente WWF - Roma); Romagnoli Carettoni Tullia (Presidente Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO - Roma); Santi Leonardo (Direttore Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro - Genova); Stringa Marialuisa (Vice Presidente Internazionale Club UNESCO - Firenze); Tamburlini Giorgio (Presidente Associazione Culturale Pediatri - Trieste); Bartalini Gabriella (Clinica Pediatrica Ospedale “Le Scotte” - Siena); Baruchello Mario (Società Italiana per la Qualità dell’Assistenza S.I.V.R.Q. - Area Primary Care - Vicenza); Beccastrini Stefano (CEDIF - ARPAT - Firenze); Cagno Stefano (Comitato Scientifico Antivivisezionista - Milano); Capuani Franco (Associazione Medici per l’Ambiente - Latina); Ciampolini Mario (Università degli Studi di Firenze - Gastroenterologia Ospedale Meyer - Firenze); Colombo Ivo (Associazione Medici per l’Ambiente - Boffalora sul Ticino); Cori Liliana (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale - Roma); Di Bartolo Maria (Clinica Pediatrica Ospedale “Le Scotte” - Siena); Di Giulio Alessio (WWF - Roma); Di Lorenzo Ugo (Associazione Medici per l’Ambiente - Caserta); Di Tommaso Carlo (Associazione Medici per l’Ambiente - Campobasso); Fanelli Roberto (Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” - Milano); Ferrante Pasquale (Associazione Medici per l’Ambiente - Bari); Ghezzi Paolo (Dipartimento Oncologico Azienda USL 8 - Arezzo); Giabbanelli Lusini Delia (Club UNESCO - Arezzo); Giglio Evaristo (U.O. di Epidemiologia, Azienda USL 8 - Arezzo); Grimaldi Nicola (Associazione Medici per l’Ambiente - Pescara); Jacomelli Aldo (WWF - Roma); Lodi Daniela (Associazione Medici per l’Ambiente - Latina); Lodi Giorgio Maria (Associazione Medici per l’Ambiente - Milano); Marcato Caterina (Legambiente - Padova); Mininni Francesco (Associazione Medici per l’Ambiente - Bari); Morgese Guido (Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Siena); Nardi Luigi Vasco (Associazione Medici per l’Ambiente - Lucca); Paci Eugenio (Associazione Italiana di Epidemiologia - Firenze); Ponticelli Raffaele (Associazione Medici per l’Ambiente - Napoli); Reginato Enrico (ANAAO- ASSOMED - Firenze); Sabatini Viviana (Associazione Medici per l’Ambiente - Bologna); Schittulli Francesco (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Bari); Tucci Pier Luigi (Federazione Medici Pediatri FIMP - Firenze); Vivarelli Rosella (Clinica Pediatrica Ospedale “Le Scotte” - Siena); Adami Giovanni (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Terni); Albertini Giuseppe (Associazione Medici per l’Ambiente - Reggio Emilia); Barboncini Massimo (AIRS - Arezzo); Bardi Silvia (La Nazione - Arezzo); Battista Giuseppe (Università degli Studi di Siena); Bevilacqua Liliana (ASL F - Roma); Bianchi Antonella (Provveditorato agli Studi di Arezzo); Bigiarini Giuseppe (Associazione Medici per l’Ambiente - Arezzo); Bracciali Carla (AIRS - Arezzo); Carrai Edoardo (Testata Reporter TV); Cerofolini Oscar (ARPAT - Arezzo); Chiarini Tina (Comune di Arezzo); Colturri Rossella (Medico - Libero Professionista - Milano); Corso Giovanna (Istituto Tecnico Commerciale - Arezzo); De Giudici Maria Grazia (Istituto Magistrale “V. Colonna” - Arezzo);  Fantaguzzi Elisabetta (Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura);  Gatti Danila (Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura);  Lietti Rossana (ARPAT - Arezzo); Marconi Simonetta (Comune di Arezzo - Servizio Ambiente); Pedone Alessandra (Azienda USL 8 - Arezzo); Tanzi Alberto (Associazione Medici per l’Ambiente - Arezzo); Valentini Enrico (ARPAT - Arezzo); Vigotti Mariangela (Università degli Studi di Pisa).