Associazione Medici per l'Ambiente
ISDE Italia
Progetto Città Sane dell'OMS e l'Agenda Locale 21
Progetto
Città Sane
Il
Progetto Città Sane è un esperimento politico a livello urbano ed il suo scopo
è di dare priorità alla salute nelle scelte delle amministrazioni
Il
Progetto Città Sane dell’OMS nasce per fornire uno strumento che sperimenti a
livello locale l’applicazione dei sei principi fondamentali della “Salute
per Tutti”, sanciti già nel 1977 dall’Assemblea Mondiale della Sanità e
cioè:
garantire
l’equità nel diritto alla salute,
potenziare
la prevenzione e la promozione della salute,
sollecitare
una collaborazione intersettoriale finalizzata alla salute,
promuovere
la partecipazione della collettività,
garantire
l’accessibilità ai servizi,
incrementare
la cooperazione internazionale.
Il
5 Dicembre 1995 al termine di un ampio movimento di consultazione si costituisce
a Bologna la Rete Italiana Città Sane: 43 Comuni italiani in collaborazione con
l'OMS Euro, il Ministero della Sanità, l'ANCI Nazionale, partecipano al
convegno di Bologna e aderiscono alla Rete sottoscrivendo un Atto
d'Intesa, che riafferma il ruolo e
l'impegno e politico delle Municipalità per la promozione della salute a
livello locale.
L'Atto
d'Intesa, infatti sancisce l'adesione dei Comuni alla Rete e ne sottolinea
l'impegno politico in quanto "soggetto
responsabile in via principale delle politiche di promozione della salute nelle
città è il Comune poiché queste politiche hanno la caratteristica della
complessità coinvolgendo molteplici fattori anche diversi da quelli
propriamente sanitari che necessitano di un elevato livello di collaborazione -
nazionale ed internazionale - e di integrazione tra i diversi livelli
organizzativi sul piano locale".
Le
città firmatarie si impegnano su una serie di punti ed azioni i cui capisaldi
sono:
Promuovere
una politica intersettoriale ed interistituzionale del proprio Comune
orientata alla salute, con atti operativi, iniziative di salute pubblica e
di solidarietà sociale, nella consapevolezza che le disuguaglianze
economiche, sociali, di cittadinanza, ecc. si traducono anche in
disuguaglianze per la salute.
Sostenere
e valorizzare le esperienze e la progettualità di tutte le risorse presenti
sul territorio ed in particolare quelle dell'Associazionismo, del
Volontariato e del Privato Sociale
nonché di tutti quei soggetti pubblici e privati che si riconoscono
nelle finalità del Progetto Città Sane.
Come
aderire
I
Comuni che intendono far parte della Rete devono presentare la candidatura
mediante una deliberazione del proprio Consiglio Comunale di adesione all'Atto
d'Intesa, da inviare al Coordinamento organizzativo della Rete (Ufficio Progetto
Città Sane, Comune di Bologna).
La
Rete Italiana si è dotata di un proprio logo, il cui utilizzo viene concesso ai
Comuni ad essa aderenti che saranno titolari del marchio e responsabili della
sua applicabilità. L'utilizzo del marchio è strettamente finalizzato alle
iniziative e ai progetti che si pongono obiettivi di salute pubblica
e solidarietà sociale in linea con i principi indicati dalla stessa OMS.
La
Metodologia di lavoro
La
metodologia di lavoro della Rete si articola secondo le seguenti modalità:
Sedute
del Coordinamento Nazionale
Iniziative
Nazionali in occasione di "Giornate Mondiali" istituite
dall'OMS
Iniziative
di sensibilizzazione o approfondimento promosse da singole città su
specifici temi inerenti il Progetto Città Sane
Multi
City Action Plans Nazionali (MCAP)
AGENDA
21 Locale
Il
processo di Agenda 21 Locale (A21L) si configura come un concreto tentativo di
dare attuazione al principio e alla prassi
dell’azione locale in favore dell’ambiente, secondo l’orientamento
emerso dalla Conferenza di Rio su Ambiente e Sviluppo e sancito dal Capitolo 28
dell’Agenda 21 approvata in quella occasione.
L’A21L,
finalizzata al continuo miglioramento delle condizioni locali di sostenibilità,
si ispira a criteri di equità, prevenzione, precauzione, responsabilità
condivisa e sussidiarietà. Come tale, è un processo dinamico, di lungo
termine, promosso (o catalizzato) dall’Amministrazione Locale e condiviso
dall’intera comunità interessata. Esso sfocia in un Piano di Azione Locale
per la sostenibilità, continuamente aggiornato verso livelli crescenti di
sostenibilità, seguendo un percorso trasparente, negoziale e partecipato.
In
altri termini, la realizzazione di una A21L presuppone un’approfondita
conoscenza delle condizioni ambientali, sociali ed economiche e l’attivo
coinvolgimento della comunità locale (cittadini, istituzioni, gruppi di
interesse e movimenti di opinione, organi dell’amministrazione pubblica e
imprenditori) in uno sforzo comune per raggiungere un ampio consenso sulle
azioni da intraprendere.
Del
resto, le iniziative indirizzate alla sostenibilità sono necessariamente
complesse, integrate e intersettoriali. Esse mirano, in ultima analisi, a
soddisfare un principio di equità esteso alle generazioni future e a stimolare
cambiamenti negli stili di vita, di produzione e consumo; per questo, sono
attuabili solo se realmente condivise dai soggetti variamente coinvolti nella
loro realizzazione e gestione.
Il
carattere dinamico e incrementale del processo di A21L e la sua estensione
temporale impongono non solo un approccio basato sulla costruzione del consenso
o l’esatta individuazione dell’ambito spaziale e dei soggetti interessati
dalle azioni avviate, ma anche una spiccata capacità di disegno strategico.
Secondo
una definizione del DGXI - Gruppo di Esperti Europei (1996): “Agenda
21 Locale è essenzialmente un processo strategico per incoraggiare e
controllare lo sviluppo sostenibile. L’allestimento, la gestione e
l’attuazione di questo processo necessitano di tutte le capacità e gli
strumenti di cui possono disporre un’autorità locale e la sua collettività”.
Ciò
significa che le modalità, le priorità, gli strumenti, gli obiettivi puntuali
(i cosiddetti target), la scala territoriale e i tempi dell’azione ambientale,
nonché i sistemi di valutazione, di revisione e di aggiornamento dell’intero
processo devono essere coerenti con le volontà, le aspettative, le capacità
tecniche e le risorse di cui la comunità dispone.
La
realizzazione di un processo di A21L si “confronta” con una serie di
problemi teorici e operativi a volte complessi, connessi alla rappresentazione
delle condizioni sociali, ambientali e economiche, alla valutazione dei livelli
di sostenibilità e alla “visione locale” di sviluppo sostenibile. Critici,
talvolta, risultano anche la gestione degli strumenti dì coinvolgimento e di
partecipazione (il cosiddetto Forum), il rapporto con la pianificazione e la
programmazione settoriale o il ricorso ad un insieme articolato di strumenti
volontari, regolamentativi, economici, educativi e informativi.
Attenzione
particolare richiede, infine, la sperimentazione degli strumenti di attuazione
più innovativi, quali la contabilità e il bilancio ambientale, il reporting e
l’auditing ambientale, gli “acquisti ecologici”, l’EMAS territoriale e
delle imprese pubbliche, la certificazione, l’analisi del ciclo di vita (LCA),
l’etichettatura ecologica o la valutazione ambientale strategica (VAS).
Associazione
Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
e Progetto Città Sane
L'Associazione
Medici per l'Ambiente:
è
tra i promotori del Progetto Città Sane di Arezzo (Progetto Arezzo
Salute e Ambiente - PASA) attualmente accreditato dall'OMS;
ha
partecipato attivamente al “1° Incontro Nazionale della Rete Città
Sane” (Prato, 25-26 Giugno 1993);
ha
finalizzato la sua "II
Conferenza organizzativo-programmatica nazionale” alla promozione
del Progetto Città Sane (Arezzo, 13 Novembre 1993);
ha
organizzato il Convegno Nazionale “La città di tutti: la qualità
dell’ambiente” (Arezzo, 14 Novembre 1993);
ha
organizzato manifestazioni, presso tutte le sedi provinciali, in
collaborazione con la Rete Italiana Città Sane sugli obiettivi del Progetto
Città Sane/OMS in occasione della Giornata Internazionale dei Medici
per l'Ambiente (25 Novembre 1996);
ha
partecipato al Seminario “Rapporto sullo stato di salute delle città: uno
strumento per la programmazione locale” promosso in collaborazione con la Rete
Italiana Città Sane in occasione della Giornata Mondiale della Salute
(Arezzo, 12 Aprile 1997);
ha
collaborato alla promozione del Progetto Città Sane in svariate città
italiane;
ha
formalmente promosso obiettivi e strategie del Progetto Città Sane
in svariati convegni locali (Reggio, 1996; Rieti 11.05.1996; Pistoia,
17.12.1999; Cuneo, 15.04.2000); nazionali (Napoli, 25.11.1995; Salerno,
17-19.04.1997; Rovigo, 27-28.09.1997; Roma, 27-29.11.1998; Firenze,
11.12.1998; Palermo, 10-11.11.1999) ed internazionali (Lucerna, 1993;
Anversa, 1993; Koblenza, 1994; Innsbruck, 1996; Lubiana, 1996; Chicago,
1997; Budapest, 1997; Amsterdam, 1998; Londra, 1999) , nonché in articoli
pubblicati su periodici in lingua italiana e inglese;
ha
promosso il Progetto Internazionale "Città Sane e Sostenibili"
(ISDE Presentation Volume 1998);
ha
partecipato alla IIIa Conferenza Europea sulle Città Sostenibili
(Hannover, 9-12 Febbraio 2000).
In
particolare ha promosso:
un
progetto in "Difesa del Diritto del Bambino a non Essere
Inquinato" finalizzato alla richiesta di modifiche normative a livello
governativo. Al progetto partecipano condividendone gli obiettivi enti ed
organismi nazionali e internazionali tra i quali la Rete Italiana delle
Città Sane;
una
iniziativa educativa integrata rivolta alle Scuole di ogni ordine e grado
denominata "La Scuola per una Città Sana e Sostenibile", in
collaborazione con la Rete Italiana delle Città Sane/OMS,