ISDE Italia News
A cura dell'Associazione Medici per l'Ambiente

 

Numero 98 (12 maggio 2006)

 

GLI EFFETTI SULLA SALUTE DEGLI INCENERITORI DEI RIFIUTI: IV RAPPORTO DELLA SOCIETÀ BRITANNICA DI MEDICINA ECOLOGICA
La Rete Nazionale Rifiuti Zero in collaborazione con il Comitato Ambiente e Salute di
Gallicano (Lucca), e con Ambiente e Futuro (Lucca), curando la traduzione di ampi stralci del 4° Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica riguardante gli effetti sulla salute umana degli inceneritori di rifiuti intende mettere a disposizione di tutte le realtà che in Italia si battono contro il “Partito Trasversale dell’incenerimento” un aggiornatissimo strumento scientifico. Raccoglie in modo molto comprensibile i più aggiornati risultati della ricerca sugli effetti sanitari derivanti dalla combustione dei rifiuti. Confermando analoghe conclusioni dei ricercatori italiani dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Dr.ssa Gatti e Dr. Montanari, emerge che gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell’ambiente di polveri finissime (PM2,5 e PM1) che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle ormai “conosciute” polveri PM10. Queste “nanopolveri” sfuggendo ai filtri dell’inceneritore non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono nemmeno “contemplate” dai limiti di legge a cui gli impianti devono sottostare. Un altro aspetto segnalato sta nel non rispetto del Principio di Precauzione da parte degli inceneritori: a fronte di emissioni cancerogene “identificate” da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l’impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti. In questo quadro il Rapporto definisce l’incenerimento dei rifiuti un attacco al diritto alla vita. Il Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica pubblicato nel dicembre 2005 rappresenta uno strumento importante per coloro che sono impegnati a contrastare la proliferazione degli inceneritori o che più semplicemente vogliono farsi un’idea indipendente sui rischi connessi ai moderni inceneritori. Nella prefazione il Prof. C.V. Howard, Professore di Bioimaging, Centro per le Bioscienze Molecolari, Università di Ulster, Cromore Road, Coleraine, Co.Londonderry, Presidente eletto dell’ISDE UK, si congratula con gli autori per la stesura del rapporto: il lettore si renderà conto che per giungere ad una comprensione dei vari aspetti dei problemi di salute associati con l’incenerimento è essenziale conoscere un ampio numero di discipline (fisica degli aerosol, gli interferenti endocrini, il trasporto a lunga distanza degli inquinanti). C’è bisogno di medici professionisti che abbiano ricevuto un’educazione sulle conseguenze per la salute associate all’attuale degrado ambientale.
Info: http://ambientefuturo.interfree.it .

 

RIFIUTI: PIU’ RICICLAGGIO MENO INCENERITORI
Fonte: “Airone”, marzo 2006.
L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell’atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10)
e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui,  come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo
stoccaggio. È prioritario pensare agli effetti sulle persone più fragili perché ammalate o più suscettibili: come i bambini, le donne in gravidanza e gli anziani. Il rischio non è solo riferibile a una maggiore incidenza di tumori, ma anche ad altre problematiche, quali l’incremento dei
ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, le alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche. Perciò è opportuno che si incentivi una politica delle razionalizzazione, riduzione della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero per i rifiuti, che venga istituita una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso; e che ci sia un’efficace azione di controllo degli inquinanti degli impianti in funzione affiancata da rigorosi monitoraggi sanitari sulle popolazioni esposte.

 

INCENERITORI E NANOPATOLOGIE del Dr. Stefano Montanari.
Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell’organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie: le nanopatologie. Se è vero che le forme patologiche più comuni sono forme tumorali, ma lo sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche. Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. Se è vero che la natura è produttrice d queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è relativamente grossolana. E’ l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. Ogni processo di combustione produce articolato. Venendo al problema dello smaltimento dei rifiuti, è ovvio che in qualche modo questi devono essere smaltiti, ma la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Dunque quando si inceneriscono i rifiuti non si ha altro che la loro trasformazione in qualcos’altro ottenuta tramite l’applicazione di energia sotto forma di calore. Non esiste nessun tipo di filtro industriale capace di bloccare queste polveri. Inoltre affermare che con gli inceneritori si eliminano le discariche è falso, dato che le ceneri vanno smaltite per legge in discariche per rifiuti tossici speciali. L’incenerimento comporta il mancato riciclaggio di plastiche, carta e legno.
Info: www.nanodiagnostics.it .

 

GRILLO E MONTANARI CONTRO L’INCENERITORE A FIRENZE
Fonte: La Repubblica, Firenze 25 aprile 2006.
«Non bruciamo il futuro» dice lo striscione steso sul muro del palazzo del consiglio regionale. Davanti al portone e in mezzo alla strada ci sono almeno 500 persone che chiedono di entrare, molte fanno parte dei Comitati della Piana che si battono contro la costruzione dell’inceneritore, altre vogliono assistere allo "spettacolo" in scena in una sala del primo piano. C’è Beppe Grillo che parla di rifiuti, che in un comizio improvvisato nel cortile spara contro tutti, politici di destra e di sinistra. Il comico giustiziere oggi ha nel mirino il  termovalorizzatore di Case Passerini, la sua battaglia per l’energia pulita sposa quella dello scienziato Stefano Montanari, esperto nelle nanopatologie indotte dalle microscopiche particelle emesse da questi impianti. Il verdetto dell’esperto è di quelli che non ammettono repliche: «Non esistono filtri capaci di bloccare queste sostanze, solo fino al PM10 è possibile intercettarle. In questo caso invece gli unici filtri siamo noi, che accumuliamo veleni nei polmoni e poi rischiamo di ammalarci di tumore». Grillo ne è convinto, per aiutare Montanari ad acquistare un microscopio costosissimo che gli serve per le sue ricerche ha donato l’incasso di uno show a Modena, la sua crociata tocca ogni parte d’Italia. “Dopo quello che è successo con la TAV in Piemonte la gente non è più invisibile. I cittadini hanno bisogno di informazione trasparente e invece non sanno nulla, sono tagliati fuori da tutte le grandi decisioni. Quello che serve è una democrazia dal basso, non c’è più bisogno dell’intermediazione politica… Ne ho fatti mille di forum, sono stato anche a San Rossore ma poi non succede mai niente. Noi discutiamo e loro fanno gli inceneritori». La Provincia gli risponde con un comunicato: «Il termovalorizzatore non è un inceneritore ed è progettato per garantire condizioni di sicurezza». Balle secondo Grillo: «In Europa non li fa più nessuno, gli ultimi sono di 20 anni fa. Oggi si parla di riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, energia rinnovabile.”

 

QUANTO COSTA INCENERIRE I RIFIUTI E CHI PAGA
di Red online, 25 febbraio 2006, articolo di Franco Cipolla.
L’incenerimento dei rifiuti è il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno. Il 7% dell’importo della bolletta elettrica che pagano è devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell’ENEL e sul retro, nella parte delle varie voci e costi per leggere: “Componente A3 - Costruzione impianti fonti rinnovabili”. La somma che compare a fianco va devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, fra le varie fonti energetiche rinnovabili non fossili quali l’eolica ed il solare, la legge assimila anche quella ricavata dall’incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali. Oltre a questa grossa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli ignari utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri lauti sussidi. Tutti questi incentivi sono soldi che escono dai portafogli di tutte le famiglie italiane. Ecco quindi chi paga l’incenerimento dei rifiuti, per non parlare anche dell’esosa tassa per lo smaltimento dei rifiuti... Ma ciò che amareggia maggiormente è che l’Italia è l’unico Stato della Comunità Europea che finanzia l’incenerimento dei rifiuti. Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l’incenerimento dei rifiuti. Mentre tutta l’Europa va verso il decremento della costruzione degli inceneritori, l’Italia, in controtendenza, vuole potenziare i propri parchi inceneritori, con la costruzione di altri 140, quattro dei quali, a breve, in Sicilia.
Info: http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=194

 

FORMAZIONE PERMANENTE SUI RIFIUTI: CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI E ADR
Un nuovo seminario della Formazione permanente sulla gestione dei rifiuti è previsto sia a Milano il 5 giugno che a Roma il 7 giugno 2006, e relativo a "Classificazione dei rifiuti e Adr. Gestione dei rifiuti, classificazione ed etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi, trasporto merci pericolose. Adr e tutte le problematiche connesse”. Scopo del seminario è quello di illustrare in maniera sistematica, alla luce delle ultime evoluzioni della normativa vigente, la strettissima interconnessione esistente tra le normative nazionali e comunitarie relative alla gestione dei rifiuti, al trasporto su strada di merci pericolose ed alla classificazione ed etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi. Queste norme giocano oggigiorno un ruolo fondamentale nella corretta classificazione di un rifiuto, nella corretta attribuzione delle sue caratteristiche di pericolo e, giocoforza, nella corretta stesura dei formulari di identificazione, soprattutto laddove il rifiuto non sia esplicitamente rintracciabile nel Cer. Il programma della giornata di studio è stato suddiviso in due parti:
nella prima parte viene illustrato in maniera rapida ma puntuale lo scenario inerente sia la normativa vigente in materia di classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose, sia il quadro normativo relativo al trasporto di merci pericolose, il tutto focalizzato sulla gestione dei rifiuti; nella seconda parte vengono esposte le corrette procedure per la gestione dei rifiuti da applicarsi sulla base delle norme illustrate nella parte I, con particolare attenzione a quelle relative alla caratterizzazione dei rifiuti e alla loro classificazione ai fini del trasporto. Vengono altresì sottolineati altri punti focali quali ad esempio l’importanza degli aspetti analitici e le procedure da attuare nel caso di miscele a più componenti quali spesso sono i rifiuti.
Info: www.reteambiente.it/ra/formazione/seminari_06.php ; www.reteambiente.it/ra/formazione/seminari_giuA29.php ; www.reteambiente.it/ra/formazione/seminari_giuA30.php .

 

ALLARME EMERGENZA AMBIENTALE A CASERTA!
L'associazione Medici per l'Ambiente di Caserta a seguito della ultima inchiesta giudiziaria di reato ambientale, denuncia il gravissimo perpetuarsi dello smaltimento illegale di rifiuti altamente tossici, addirittura sotto forma di fertilizzanti e concimi diffusi in moltissime campagne casertane, che hanno cominciato ad inquinare anche le falde acquifere superficiali e profonde. L’Associazione chiede l'attivazione di una reale emergenza sanitaria per la salute e sicurezza (alimentare e biologica) dei nostri concittadini. Gli strumenti per realizzare un corretto biomonitoraggio e bonifica del territorio devono venir fuori dagli enti e dalle 
istituzioni: le Aziende Sanitarie Locali hanno nei cassetti progetti e propositi mai finora applicati e la Provincia tergiversa su richiesti protocolli di intesa di osservatori bioepidemiologici, registro tumori provinciale e piano integrato di salute che prevede la bonifica dei siti inquinati. E’ diritto di ogni cittadino conoscere tutte le sostanze inquinanti che la magistratura ha individuato per coinvolgere il mondo medico casertano e regionale, ancora impreparato a fornire una corretta risposta sanitaria.
Info: garivezzi@tin.it .

 

LA SINDROME DA INCENERITORE del Dr. Gianluca Garetti.
L’agente scatenante è la combustione dei rifiuti. E’ presente in talune società industrializzate dai consumi sostenuti. Nei moderni inceneritori  la combustione dei rifiuti ad elevate temperature fa diminuire la fuoriuscita di diossine (negli ultimi trenta anni del 96%) ma provoca l’emissione nell’atmosfera di composti inorganici, non biodegradabili, delle dimensioni dal centomillesimo al miliardesimo di metro: le nanoparticelle che, trasportate dal vento, possono essere inspirate dall’uomo e dagli animali e date le loro dimensioni, possono diffondere negli alveoli polmonari, nel sangue, attraversare la barriera ematoencefalica e quella placentare oppure si possono depositare su erba, frutta e verdura e da qui entrare nella catena alimentare. La natura dei rischi  sanitari che può comportare questa disseminazione di  nanoparticelle nell’aria, veicolate dai fumi dei moderni inceneritori è imprevedibile perché  sono sostanze inedite ed incontrollate. Il pericolo per la popolazione non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori, ma anche ad altre problematiche quali l’incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, le alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche. La terapia per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali, non deve aggiungere rischi incontrollati alla salute e quindi non deve ricorrere a provvedimenti che si rivelano essere solo parzialmente sicuri, come appunto gli inceneritori. Esistono altri concreti sistemi alternativi, come i Trattamenti Meccanico Biologici (MBT). Perché non vengono presi in considerazione?                            

 

5 per 1000 ALL’ASSOCIAZIONE MEDICI PER L’AMBIENTE – ISDE ITALIA
E’ possibile versare nella prossima dichiarazione dei redditi il 5 per mille dell'IRPEF all’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE), riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’ONU. Come è noto, una associazione di volontari senza fini di lucro non ha mezzi propri per sostenere i costi delle campagne, studi e azioni che vorrebbe portare a termine per il bene collettivo in campo ecologico e promuovere l’organizzazione di iniziative finalizzate alla protezione ambientale.
Costituita prevalentemente da medici e operatori sanitari, ma anche di altre professionalità,
Numero di Codice Fiscale dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE)
92006460510

E' possibile scaricare questo numero nel formato preferito