FANGHI DI DEPURAZIONE: UNA RISORSA PER I SUOLI AGRICOLI, MA SOLO SE NON CONTAMINATI.

I limiti previsti dal Decreto Genova non vanno nella direzione giusta; per la Salute e per l’Ambiente.

 

emiel-molenaar-110153-unsplashL’art.41, inserito nel “disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze”, relativo all’utilizzo di fanghi di depurazione in agricoltura, desta notevole preoccupazione nell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente per la possibilità che vengano contaminati suoli, ecosistemi e catena alimentare, con inquinanti tossici, persistenti, bioaccumulabili, di cui alcuni classificati come cancerogeni certi per l’uomo dall’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) e senza che siano stati adeguatamente valutati rischi per la salute umana.

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foto-di-gruppo_intervento-robertoMedici per l’Ambiente: al via la battaglia contro gli incentivi pubblici per l’utilizzo energetico di biomasse, una scelta in contrasto con la tutela di ambiente e salute

 

Si è tenuta questa mattina presso la sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente(ISDE Italia) alla presenza del Presidente Nazionale Roberto Romizi, del Presidente del Comitato Scientifico, Agostino Di Ciaula, del Presidente eletto di ISDE International, Ferdinando Laghie di Patrizia Gentilinidella Giunta Esecutiva dell’Associazione.

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Si terrà a Roma, il 19 e il 20 Ottobre pv, un convegno organizzato dall’ Ordine dei Medici di Roma e dall’ Associazione Medici per l’Ambiente su Ambiente e Salute.

I determinanti di salute e segnatamente il binomio ambiente-salute sono, infatti, scarsamente considerati nei programmi di studio delle facoltà universitarie di Medicina; i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta non vengono dotati, nonostante le ormai evidenti correlazioni tra alcuni stati patologici e la contaminazione ambientale, di conoscenze, competenze e abilità, atte all’ individuazione clinica precoce e alla prevenzione delle patologie collegate all’ambiente insalubre e agli altri determinanti di salute correlati all’ambiente.

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A 40 giorni dal crollo del Ponte di Genova.

A 14 anni dal crollo dell’aspettativa della vita SANA in Italia.

 

Come Medici per l’Ambiente (ISDE) abbiamo apprezzato due articoli pubblicati recentemente su Repubblica (del  17 e 21 agosto 2018). Ci hanno richiamato alla realtà dei fatti.

A Genova il disastro causato dal crollo del Ponte Morandi è stato plurimo: non solo sanitario, ma anche ambientale, economico, sociale, politico ed etico.  Ciò porta a considerazioni negative sui problemi infrastrutturali italiani, sottolineando la mancanza di una valutazione delle oggettive esigenze della popolazione.

Ma è anche evidente lo sviluppo abnorme dei porti, dei trasporti privati individuali e del traffico merci su gomma che interferiscono pesantemente con tutto ciò che li circonda. La mancata flessibilità sul lavoro, così come il cattivo uso delle tecnologie innovative che sottoutilizza il telelavoroe la mancanza di trasporti collettivi, aggravano il flusso di intere popolazioni concentrate nelle stesse ore e negli stessi luoghi.

La mancanza di ascolto e di “diagnostica” delle priorità della popolazione è, probabilmente, la prima causa di una inefficace “terapia” da adottare. Eccesso di burocrazia, mancanza di controlli proporzionati ai bisogni, mancata ricerca di alternative al trasporto su gomma, dipendenza dalle fonti energetiche non rinnovabili (gas, petrolio, geotermia, biomasse naturali), corruzione dilagante; ecc.

Tutto già detto nel 2001 proprio a Genova durante il G8; anche come Medici per l’Ambiente (ISDE) e medici orientati alla prevenzione primaria, così come da Medicina Democratica e dal compianto professor Lorenzo Tomatis.

 

E che dire delle sistematiche omissioni nella lettura dei dati EUROSTAT (2018) che dal 2004 segnalano per l’Italia (in ottima posizione fino a quell’anno) il progressivo peggioramento dell’ aspettativa di vita in SALUTE (Healthy Life Years, HLY),che indica l’età (media) in cui si diventa disabili e non più autosufficienti?

L’aspettativa di vita in SALUTEè cosa ben differente dalla classica e ben nota “aspettativa di vita” utilizzata anche per calcolare l’età pensionabile che, fortunatamente, non ne ha ancora significativamente risentito. Dal 2004 gli HLY alla nascita sono progressivamente scesi sotto la media europea, passando da un’età di 70 anni a circa 63 nel periodo 2004-2009 attestandosi sempre sotto la media europea. Peggio va per la popolazione over 65. Nell’ultimo anno (2016) è stato registrato un forte miglioramento. Speriamo che non succeda come nel 2010 dove un analogo miglioramento è stato poi cancellato rivelandosi errato.

 

Questa problematica è una conseguenza anche di quelle criticità citate da N. Urbinati, che indicano il mancato coraggio di cambiare, la saccenteria e l’arroganza di chi ritiene di poter solo comandare ed insegnare ed un potere privato visto come soluzione esclusiva per lo “sviluppo”. Che come medici definiremmo “sviluppo neoplastico”.

In realtà parlando solo del ponte di Genova,  dalle prime indagini sembra che nel corso degli anni siano diminuite manutenzione e manodopera, ridotte le condizioni di sicurezza dei lavoratori e degli abitanti, diminuiti gli Investimenti. Ma nel contempo sono certamente aumentati i flussi, i pedaggi e i guadagni. Troppo limitati i necessari reinvestimenti. Appare fortissimo il legame con una politica connessa alla finanza, alla conquista dei vitalizi, privilegi e profitti per alcuni, la mancanza di soluzioni efficaci su lavoro, casa, famiglia, società, ecologia, informazione, giustizia. E Salute e Sanità, oltre che Etica ed orientamento al Bene Comune. Ne deriva un collegamento con una innovazione carente, come riscontrato dall’articolo “sinistra senza popolo” (21.8.18) e, soprattutto, senza proposte.

E’ di moda responsabilizzare l’Europa, che ci critica giustamente per le concessioni attribuite senza gare pubbliche, per le carenze nel trattamento dei rifiuti (reflui, raccolta differenziata, inquinamento da inceneritori, ecc.), per carenze innovative ed equilibrio nei bilanci nazionali.

Sono diecine le infrazioni che riguardano l’AMBIENTE, area sensibile per gli italiani obbligati a vivere in aree palesemente insane come attorno ad autostrade ed impianti industriali (acciaierie, petrolchimici, inceneritori, ecc.). Ma quante sono le infrazioni che riguardano la SICUREZZA e la SALUTE PUBBLICA?

Ritornando all’area della Valpolcevera in cui è crollato il ponte di Genova, da una lettura dei dati regionali risulta che da anni quella popolazione ha un numero di decessi in più, rispetto allo standard genovese, superiore a quello registrato nel crollo del ponte. Nessuno sembra preoccuparsene e proporre soluzioni.

Si parla anche di riformare il trattato di Dublino per una maggiore umanità e solidarietà internazionale sui migranti. Ma questo appare senza conclusioni responsabili, operative e solidali.

 

Concludendo, ci sembra che oggi dovremmo progettare GRANDI OPERE, POCHE ED ESSENZIALI, PER IL BENE COMUNE. Parliamo della promozione della qualità dell’ambiente e della salute di tutti (Art. 32 della Costituzione); lotta alla corruzione e ripristino della legalità e dell’efficienza della Pubblica Amministrazione. Ma dovremmo anche ripensare ad una informazione corretta, cultura, scienza e ricerca per il benessere di tutti i cittadini, concorrendo ad un nuovo modo innovativo e trasparente di fare politica.

Siamo in grave ritardo, ma alle soglie di un cambiamento. Come Medici per l’Ambiente (ISDE) siamo pronti  a contribuirvi con passione e competenza.

 

Riflessioni e proposte a cura di:

Valerio GENNARO medico epidemiologo IRCCS Policlinico San Martino di Genova, specialista in Oncologia, Igiene e Medicina Preventiva, ISDE Genova

Mariano CHERUBINI già docente in Semeiotica e Metodologia Clinica, specialista in Chirurgia (Università di Parma) e in  Urologia (Università di Padova), ISDE Friuli Venezia Giulia

Gianfranco PORCILE Oncologo medico, ISDE Liguria

 

Membri del Comitato Direttivo Medici per l’Ambiente, International Society of Doctors for Environment (ISDE, Italia)  – Riferimento Email: valerio.gennaro52@gmail.com- skype: valeriogennaro1 – cell: 340.3436554