Organizzazione Mondiale della Sanità, Ordine dei Medici, Carabinieri Forestali, Fondazione Cariplo e associazionismo ambientalista si riuniscono a Milano. 

E’ in programma martedì prossimo a Milano il convegno dal titolo “Medici Sentinella per l’Ambiente: una strategia di prevenzione dai cambiamenti climatici. Il ruolo dei Medici per la Salute globale” che si svolgerà presso il Centro di Aggregazione Metropolitano di Corso Garibaldi.

L’incontro, organizzato dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente con la collaborazione della Fondazione Cariplo, dell’Ordine dei Medici di Milano, del Comune di Milano- Municipio 1 e di Legambiente Lombardia, vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Presidente Nazionale dell’Ordine di Medici, Filippo Anelli, della Direttrice del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Maria Neira, e del Commissario Straordinario Gen.B. CC Giuseppe Vadalà.

Sarà l’occasione per presentare il progetto nazionale dei Medici sentinella per l’Ambiente; il compito dei Medici Sentinella è quello di segnalare e monitorare le patologie correlate ai fattori ambientali che possano influire sulla salute dell’uomo.

I fattori ambientali, infatti, costituiscono un importante determinante della salute; molte condizioni sanitarie sono legate all’ambiente, come l’esposizione all’inquinamento atmosferico o l’impatto dei cambiamenti climatici.

Durante l’incontro sarà inoltre presentato l’accordo tra ISDE Italia e l’Ufficio del Commissario Straordinario per la bonifica delle Discariche Abusive per il monitoraggio e l’analisi delle stesse  presenti sul territorio nazionale.

Le discariche abusive e l’impatto che queste hanno sulla salute dell’uomo sono ben note, ma persiste un’assenza di Piani Sanitari e obiettivi chiari di prevenzione.

In definitiva l’incontro di martedì mira alla realizzazione operativa della rete dei medici sentinella per l’ambiente anche a Milano e in tutta la regione lombarda.

QUA il programma completo dell’incontro.

La Corte riconosce le responsabilità dello Stato Italiano nella violazione di diritti umani a Taranto e per i ritardi nell’applicazione di misure di prevenzione primaria, grazie anche all’intervento dei Medici per l’Ambiente.

 

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha riconosciuto la responsabilità delle “Autorità nazionali” che “non hanno adottato tutte le misure necessarie per garantire l’effettiva tutela del diritto alla vita privata” dei cittadini residenti nell’area di Taranto (violazione articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali) e che hanno violato l’articolo 13 della Convenzione (“diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali”).Secondo la Corte, lo Stato ha favorito “la proroga di una situazione di inquinamento ambientale” che “mette in pericolo la salute … della popolazione residente in aree a rischio”.

La sentenza è arrivata in seguito a due procedimenti promossi nel 2013 e nel 2015 da due diversi gruppi di cittadini e successivamente accorpati. In seguito a sollecitazione di alcuni dei legali impegnati nella vertenza, a settembre 2016 i Giudici di Strasburgo hanno consentito a ISDE (International Society of Doctors for Environment) di intervenire nel procedimento, permettendo di fornire alla Corte elementi utili per una valutazione aggiornata della situazione epidemiologica che considerasse anche le evidenze più recenti e che, in tal modo, dimostrasse la persistenza della situazione di rischio.

L’intervento di ISDE, firmato dal Dr. Agostino Di Ciaula (Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione), esaminava tra l’altro le conseguenze sanitarie registrate in gravidanza e in età pediatrica e discuteva i possibili effetti ambientali e sanitari dei decreti “salva-ILVA”.

Il documento proposto da ISDE ai Giudici di Strasburgo si concludeva osservando che “I reiterati interventi del Governo hanno generato un costoso modello di sanità pubblica semplicemente basato sulla quantificazione periodica delle conseguenze ambientali e sanitarie e sulla loro gestione (in termini di assistenza sanitaria per danni causati in precedenza), colpendo e discriminando un’area geografica i cui residenti consapevolmente fronteggiano, da decenni, elevati rischi sanitari dovuti alle continue emissioni inquinanti e, nello stesso tempo, una completa assenza di bonifiche, di analisi di rischio e di misure di prevenzione primaria, con chiara violazioni dei diritti umani”.

La sentenza dei Giudici di Strasburgo conferma ciò che ISDE con fermezza e coerenza ha sempre sostenuto: la responsabilità dello Stato nel voler considerare lo “scenario ILVA” come unico possibile indipendentemente dalle conseguenze e nel voler imporre la tirannia del diritto dei privati a produrre acciaio su ogni altro diritto, compresi quelli alla salute e a vivere in un ambiente salubre in assenza di discriminazioni.

Nella parte conclusiva della sentenza la Corte sollecita il Governo ad adottare misure rapide finalizzate a ripristinare il pieno rispetto dei diritti violati.

Adesso è necessario rendere effettiva tale pronuncia attraverso atti concreti, iniziando con la cancellazione dell’immunità concessa ai gestori dell’impianto, con adeguate bonifiche delle matrici ambientali compromesse e con la creazione di alternative occupazionali e di sviluppo e arrivando rapidamente alla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale.

Solo così si renderebbe possibile un futuro sostenibile che rispetti i diritti umani e che non sia fondato sul ricatto occupazionale e su attività imprenditoriali contrarie all’articolo 41 della Costituzione

 

Qua puoi scaricare il comunicato completo

Arezzo, 06 febbraio 2019

foto-generale1Dai Medici per l’Ambiente un appello ai leader riuniti in Polonia per la Conferenza mondiale sul clima

 

Si è tenuta questa mattina presso la sede del Parlamento Europeo a Roma la conferenza stampa di presentazione del position paper di ISDE Italia ( Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) su “Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione”, nel quale vengono discusse le conoscenze attuali sui cambiamenti climatici, le conseguenze socio-economiche, ambientali e sanitarie che le variazioni in corso comportano e come le attività umane possano influire, positivamente o negativamente, sugli scenari attesi.

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pubblico_volantinoSi è conclusa sabato 24 novembre la conferenza nazionale su “Clima e Salute, educare alla cittadinanza e alla Salute globale” organizzata dall’ Associazione Italiana Medici per l’Ambiente e dall’ Ordine dei Medici di Bari , in collaborazione con l’Organizzazione Medici con l’Africa-Cuamm e grazie al contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.La conferenza è stata l’occasione per approfondire e rilanciare la collaborazione tra l’Ordine dei Medici e l’Associazione Medici per l’Ambiente, consapevoli che per proteggere la salute umana occorre intervenire per risolvere le problematiche ambientali che possono causare patologie all’uomo.

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isde_coloriIl 25 Novembre 1990 si costituiva l’International Society of Doctors for the Environment – ISDE.
Da allora l’ISDE ha svolto una rilevante attività di formazione ed informazione in tema di ambiente e salute, ha contribuito all’approfondimento culturale e scientifico di molti aspetti di questo rapporto complesso ed indissolubile, in particolare in collaborazione FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri), Società Medico-Scientifiche, Istituzioni, organizzazioni non governative e più in generale cittadini.

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screenshot-2018-11-15-17-38-57È in programma il prossimo venerdì 23 e sabato 24 novembre a Bari una conferenza nazionale su “Clima e Salute: Educare alla cittadinanza e alla Salute globale”.

La conferenza, organizzata dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente e dall’Ordine dei Medici di Bari, in collaborazione con l’Organizzazione Medici con l’Africa Cuamm e grazie al contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, è una delle azioni previste dal progetto “Educare alla cittadinanza e alla salute globale”.

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thomas-millot-526914-unsplashAnche l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente intende esprimere la propria posizione in seguito alle dichiarazioni del Ministro Salvini.

Il Parlamento Europeo, infatti, ha recentemente approvato il pacchetto legislativo sull’economia circolare e sostenere di chiudere il ciclo dei rifiuti solidi urbani con l’incenerimento degli stessi è una posizione anacronistica e oltremodo sbagliata che contrasta con quanto è stato recentemente deciso a Bruxelles. Occorre, infatti, parlare di recupero di materia, prima ancora che di recupero di energia attraverso la termovalorizzazione e per questo più che di nuovi impianti per l’incenerimento dei rifiuti dobbiamo mettere in atto azioni per lo sviluppo del recupero e riuso del rifiuto oltre che per l’implementazione della raccolta differenziata.

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Gli incontri sono in programma a Firenze il prossimo 27 Novembre e sono organizzate dall’ Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia nel contesto del  13° Forum Risk Management  

(Qua puoi consultare il programma integrale del Forum)

L’evento in oggetto si compone delle seguenti 4 sessioni:
I Sessione – Sostanze chimiche di origine farmaceutica nell’ambiente
II Sessione – Gestione del rischio e della sua comunicazione nei siti inquinati
III Sessione – I registri di patologia per studi su ambiente e salute: criticità e potenzialità
IV Sessione – Per un nuovo approccio normativo basato sulle evidenze scientifiche
Scarica il programma della giornata in PDF

CLICCANDO QUA E’ POSSIBILE VISUALIZZARE GLI ATTI DEL CONVEGNO

 

jon-tyson-1054696-unsplashL’ultimo report dell’Intergovernative Panel of Climate Change (Ottobre 2018) ha ribadito la necessità di contenere il riscaldamento globale entro 1.5°C rispetto ai valori pre-industriali e che restano solo pochi decenni per raggiungere questo obiettivo, chiedendo l’applicazione di misure rapide, inedite e di ampia portata.

Gli eventi meteorici estremi ai quali ormai continuamente assistiamo e che comportano danni, vittime e costi rilevanti, sono una spia del rapido evolversi della situazione, ma anche della nostra mancata capacità di resilienza e dell’inefficienza in termini di misure di prevenzione primaria.

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FANGHI DI DEPURAZIONE: UNA RISORSA PER I SUOLI AGRICOLI, MA SOLO SE NON CONTAMINATI.

I limiti previsti dal Decreto Genova non vanno nella direzione giusta; per la Salute e per l’Ambiente.

 

emiel-molenaar-110153-unsplashL’art.41, inserito nel “disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze”, relativo all’utilizzo di fanghi di depurazione in agricoltura, desta notevole preoccupazione nell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente per la possibilità che vengano contaminati suoli, ecosistemi e catena alimentare, con inquinanti tossici, persistenti, bioaccumulabili, di cui alcuni classificati come cancerogeni certi per l’uomo dall’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC) e senza che siano stati adeguatamente valutati rischi per la salute umana.

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