Si è tenuto il 28 e il 29 Giugno, a Bosa, il convegno regionale su Ambiente e Salute in memoria di Vincenzio Migaleddu. Il convegno è stato un importante momento di incontro e confronto con l’obiettivo di sviluppare nei medici Sardi una maggiore consapevolezza del rapporto ambiente e salute a partire dalla conoscenza dello stato di salute delle popolazioni che vivono nelle aree a forte impatto ambientale.

Di seguito è possibile visionare l’intervento di Domenico Scanu, Presidente di ISDE Sardegna

 

Di seguito è possibile visionare l’intervento di Mauro Bologna, Presidente SIPNEI

 

Di seguito è possibile visionare l’intervento di Patrizia Gentilini, Giunta esecutiva nazionale di ISDE

 

Ecco alcune fotografie del convegno; tra queste l’incontro con i ragazzi e le ragazze di Fridays for Future Sardegna

Questo fine settimana a Bosa, in ricordo di Vincenzo Migaleddu


È in programma il 28 e 29 giugno pv, presso la Sala Polifunzionale dell’Istituto di Istruzione Superiore G.A. Pischedda di Bosa, il secondo convegno regionale” Ambiente e Salute” in memoria di Vincenzo Migaleddu.

Un momento di incontro e confronto con l’obiettivo di sviluppare nei Medici Sardi una maggiore consapevolezza del rapporto ambiente e salute a partire dalla conoscenza dello stato di salute delle popolazioni che vivono nelle aree a forte impatto ambientale; collegare le tematiche salute-ambiente alle problematiche ambientali più generali del pianeta a quelle locali.

È ormai noto, infatti, che inquinamento ambientale e cambiamento climatico sono causa e motivo di aggravamento di numerose malattie (cronico degenerative, neoplastiche, endocrino-metaboliche) e di alterazioni delle condizioni globali di salute che riguardano specialmente i soggetti più deboli e possono addirittura condizionare le future generazioni (danni epigenetici). Le analisi dell’OMS mostrano che il 23 % delle morti nel mondo e il 26 % delle morti fra i bambini minori di 5 anni è attribuibile a fattori ambientali modificabili.L’ identificazione ritardata o mancata di condizioni patologiche ambiente correlate può generare una sottostima e ritardare le possibilità di diagnosi e di cura con aggravio per la salute sia del singolo individuo che della collettività e con un aumento dei costi a carico del Sistema Sanitario regionale e nazionale.

“Torniamo a Bosa dopo 10 anni perché, nel 2009 realizzammo con Vincenzo il terzo Workshop Nazionale di ISDE Italia sulla salute globale e la prima Conferenza Regionale ISDE Sardegna- dichiara Domenico Scanu, Presidente di ISDE Sardegna– Vincenzo   è sempre nel nostro cuore per l’amicizia, per la coraggiosa passione civile, per il rigore scientifico e la competenza sui temi ambientali e resterà un punto di riferimento indimenticabile per tutti i medici sardi.”

Il convegno, organizzato da ISDE Sardegna, vede il patrocinio di ISDE Italia, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCEO) e della Società Italiana di Psico_Neuro_Endocrino _Immunologia(SIPNEI).

 

Cliccando QUA è possibile scaricare l’intero programma del convegno.

I rappresentanti delle associazioni ambientaliste Carmelo Spada per il Wwf, Graziano Bullegas per Italia Nostra, Stefano Deliperi per il Gruppo di intervento Giuridico, Francesco Guillot per la Lipu, Daniele Solinas per il Codacons e Domenico Scanu per Medici per l’Ambiente -ISDE hanno inviato una lettera al Presidente della Giunta Cristian Solinas, all’Assessore all’Industria della Ras Anita Pili e all’assessore all’Ambiente della Ras Gianni Lampis per sottolineare che: “l’anacronistica mobilitazione di politici e sindacati sardi per impedire la phase out delle centrali a carbone della Sardegna, stabilita lo scorso novembre dal decreto 430 del ministero dell’Ambiente, è in continuità con gli scioperi e le proteste in corso per la riapertura degli impianti industriali di Portovesme, attività antieconomiche e fortemente inquinanti che negli anni hanno condizionato la vita dell’intero Sulcis-Iglesiente, hanno desertificato e inquinato, hanno creato una situazione sanitaria tra le più critiche e preoccupanti della Sardegna e disincentivato la nascita di attività economiche sostenibili e di economia circolare”.
Inoltre i rappresentanti delle sei associazioni hanno rimarcato che: “ i dati sanitari relativi alle malattie e alle morti prematuri legate alle emissioni inquinati con ricaduta locale, pur essendo richiesti dalla programmazione Europea, non vengono calcolati. La scarsa conoscenza di tali tematiche è sconcertante e al tempo stesso inaccettabile in uno Stato civile in cui si deve tutelare il benessere dei propri cittadini”. I rappresentanti delle associazioni ambientaliste incalzano: “la Sardegna non si smentisce mai, è sempre in ritardo, come sostiene Bachisio Bandinu nel suo libro “Noi non sapevamo”: è stata in ritardo rispetto alle scellerate scelte dell’industrializzazione petrolchimica, pagando un altissimo prezzo in termini di inquinamento dell’ambiente e di salute dei cittadini e, lo sarebbe ancora oggi nella scelta di costruire in Sardegna un inutile metanodotto e proseguire con questa battaglia di retroguardia per impedire la chiusura delle centrali a carbone il cui stop è previsto per il 31 dicembre del 2025.”
Gli ambientalisti sardi continuano nella loro dissertazione indirizzata ai rappresentanti delle istituzioni regionali: “La decisione che si va delineando di spostare al 2030 la scadenza non risolve il problema, semmai lo aggrava, nel momento in cui esiste uno stretto legame tra le centrali inquinanti e le industrie energivore altrettanto inquinanti. Decidere oggi di chiudere le centrali a carbone significa scegliere contestualmente di non riaprire la raffineria di bauxite della Eurallumina e l’impianto di produzione di alluminio ex Alcoa, oggi Syder Alloys. Inoltre l’alternativa al carbone non può cer- to essere affidata ad un altro combustibile fossile come il gas, comunque inquinante e non sostenibile, che necessiterebbe di un’obsoleta e costosa infrastruttura il cui costo dovrà essere pagato per intero dai sardi nelle loro bollette” – e auspicano – : “Decidere di accettare la sfida posta dalla phase out dall’Accordo di Parigi sul clima del 2015 (Cop 21), dalla Comunità Europea e dall’Agenda dell’ONU per lo sviluppo sostenibile significa incominciare da subito, in questi 5 anni e mezzo che ci separano dal 2025, a pianificare e attivare scelte economiche mirate alla riconversione delle fabbriche antieconomiche ed energivore che hanno vissuto negli anni grazie a un continuo drenaggio e sperpero di denari pubblici e senza alcuna garanzia per il futuro”.
Per i rappresentanti di Wwf, Italia Nostra, Grig, Lipu, Codacons e Medici per l’Ambiente ISDE: “Il vero lavoro non può essere quello di riprendere a inquinare ma intraprendere le bonifiche dei siti altamente inquinati dei Sin del Sulcis-Iglesiente, di Porto Torres, della Maddalena, di Ottana e dei poligoni militari. Solo una minima parte delle bonifiche risultano iniziate e portate a termine; stupisce che non si alzi la voce unanime per chiedere occupazione in tal senso con interventi che garantirebbero lavoro duraturo, perché tanto è il lavoro da fare nella direzione di un futuro sostenibile per la Sardegna, la qualità della vita e la salute dei sardi”. Le associazioni ambientaliste Wwf, Italia Nostra, Grig, Lipu, Codacons e l’associazione Medici per l’Ambiente ISDE insieme ai Comitati, i ragazzi di Fridays For Future e numerosi esperti, da tempo mettono in discussione il sistema energetico isolano: “basato essenzialmente sulle energie di origine fossile e nel contempo presentano proposte alternative e concrete perché la Sardegna abbandoni le energie fossili e diventi la prima regione europea Zero CO2 e propongono che i finanziamenti finalizzati alla metanizzazione della Sardegna siano dirottati verso soluzioni alternative, concrete e attuabili per l’isola, basate essenzialmente sul risparmio e sull’incremento dell’efficienza energetica e la autoproduzione distribuita e condivisa di energia da fonte rinnovabile seguendo le strategie per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e quella nazionale del 2017”.
“Il percorso ottimale – concludono gli ambientaliste sardi – che deve seguire la Sardegna è quello di ridurre significativamente il surplus energetico (oggi del 35% circa), di attivare significative politiche di efficientamento, di risparmio energetico e di supporto all’autoconsumo, come indicato dalla nuova Direttiva Europea del 24 dicembre 2018 sulle rinnovabili RED II (Renewable Energy Directive) istituendo il primo riconoscimento giuridico dell’autoconsumo e delle Comunità Energetiche che consente finalmente la produzione, l’accumulo e la vendita di energia secondo un modello da “uno a molti” (one to many). Modello efficacemente applicato in Sardegna nei comuni di Benetutti e Berchidda e in Italia dalla legge regionale n. 12 del 2018 del Piemonte, sulla “Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche”
Clicca QUA per scaricare il comunicato stampa completo

In seguito alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore all’Ambiente della Regione Sardegna, Gianni Lampis, il Presidente del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, ha inviato allo stesso la seguente lettera aperta.

 

 

 

Gentile Assessore Lampis,

 

La ringrazio per l’apertura nei confronti di ISDE, per il proposito di “affidarsi alla scienza” e di voler valutare “dati specifici” sull’argomento. 

Concordo con Lei che, indipendentemente dalle opinioni personali (spesso non documentate), l’unico punto di riferimento scientifico certo per chiunque, Istituzioni comprese, dovrebbe essere la letteratura scientifica ufficiale disponibile a livello internazionale.

A questo proposito Le allego una mia recente pubblicazione su una delle più autorevoli riviste internazionali del settore (International Journal of Hygiene and Environmental Health, Impact Factor 4.84), nella quale troverà le informazioni di cui ha bisogno per approfondire l’argomento, soprattutto in riferimento alla salute pubblica.

Come potrà notare sulla homepage della rivista (settore “PlumX Metrics”), il mio articolo sui rischi del 5G è al primo posto per interesse internazionale dei media nella lista degli articoli pubblicati tra il 2017 e il 2019. Cito questo particolare solo per sottolineare l’attenzione rivolta, a livello internazionale, per questo argomento e agli articoli pubblicati su quella specifica rivista medico-scientifica.

Le ricordo anche che, a livello internazionale, ci sono già esempi di Istituzioni che hanno bloccato l’implementazione del 5G. La rimando, a questo proposito, all’iniziativa del Ministro Belga dell’Ambiente, Céline Fremault, che ha sospeso l’implementazione del 5G nella città di Bruxelles .

 

Sono certo che saprà attribuire alle informazioni scientifiche ad oggi disponibili il giusto rilievo al fine di orientare le Sue decisioni verso la migliore tutela possibile della salute pubblica, da intendere soprattutto come necessaria riduzione del rischio sanitario, prima di arrivare alla documentazione di danni che sarebbero stati potenzialmente evitabili.

 

Il referente ISDE Regionale per la Sardegna, Dott. Domenico Scanu, sarà certamente a Sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

 

Cordiali saluti,

 

Dr. Agostino Di Ciaula

Presidente Comitato Scientifico 

International Society of Doctors for Environment (ISDE)

 

AmbienteG_316x180_15International Society of Doctors for the Environment (ISDE) promuove con il supporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la 6^ Conferenza Internazionale SU AMBIENTE E SALUTE

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AmbienteG_316x180_1528 Febbraio 2015 – Auditorium Pieraccini, Ospedale San Donato di Arezzo

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