Decreto Emergenze: una coalizione di oltre 200 scienziati, medici, giuristi, economisti, agricoltori, giornalisti, organizzazioni della società civile contro art. 6 e 8


Pubblicato il 17 Aprile 2019

Oltre 200 firme raccolte in poche ore. L’appello lanciato da Isde – Medici per l’Ambiente e Navdanya International, per chiedere la modifica dell’articolo 6 e 8 del Decreto Emergenze, ha visto in poche ore l’adesione di oltre centinaia di autorevoli personalità del mondo accademico, scientifico, economico, giuridico, agricolo nonché la partecipazione di tantissime associazioni e organizzazioni della società civile.  

“Le criticità trasformate in emergenza hanno spesso permesso di agire in deroga a importanti leggi di tutela e di realizzare piani contrari a qualsiasi sostenibilità e scientificità. – si legge nella lettera aperta che è stata inviata a tutti i parlamentari italiani – Con questo decreto le caratteristiche di necessità e urgenza saranno però la prassi. In pratica l’eccezionalità diverrà la norma. Affermare infatti che “le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività ad esse connessa sono attuate in deroga a ogni disposizione vigente” significa imporre deroghe alla Costituzione, nonché alle leggi nazionali e regionali atte a salvaguardare la salute delle persone, dell’ambiente e delle libertà personali, non per proteggere i cittadini bensì per tutelare comparti agroindustriali ed economici. Con conseguenze gravissime in quanto l’agricoltura, così come la gestione delle fitopatie, sono ormai inscindibili da considerazioni di tipo sociale, ambientale, climatico, alimentare, sanitario, paesaggistico ed economico”.

“Se questo Decreto non verrà modificato negli articoli 6 e 8, da oggi in avanti, con il pretesto di una emergenza agronomica, si potrà soprassedere a un principio civile costituzionale tanto fondamentale quanto elementare: la prevalenza del diritto di tutti all’ambiente sano, al paesaggio e alla salute sull’interesse economico di pochi. E lo fanno nella maniera peggiore: semplicemente cancellando l’obbligo di valutare gli effetti ambientali dei piani fitosanitari – dichiarano i proponenti della coalizione – Faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare questa pericolosa deriva democratica e portare alla luce della comunità nazionale e internazionale questa incresciosa situazione”.

 

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