IARC, EFSA e la valutazione del rischio cancerogeno del glifosate


Pubblicato il 4 Dicembre 2015

Pesticidi_316x180_10Il Report EFSA “Conclusion on the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance glyphosate”, pubblicato sul periodico della stessa Agenzia (EFSA Journal 2015;13(11):4302), ritiene inverosimile che il glifosate possa rappresentare un rischio di cancerogenicità per l’uomo.

ISDE Italia ritiene che il Report sia espressione di una valutazione viziata da numerose forzature di metodo e di contenuto.

Colpiscono in particolare l’opacità, il dogmatismo e l’approssimazione con cui vengono proposte alcune affermazioni tendenti a svilire in modo gratuito (cioè, senza fornire motivazioni di merito), e perfino a negare il valore scientifico di indagini pubblicate nella letteratura specialistica più autorevole; indagini che, al contrario, sono state considerate da IARC prove evidenti e sufficienti per inserire l’erbicida glifosate in classe 2A (probabile cancerogeno per l’uomo).
Per questo motivo il Gruppo di lavoro ISDE sui pesticidi ha stilato un comunicato-richiesta su “IARC, EFSA E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CANCEROGENO DEL GLIFOSATE” che è stato sottoposto al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, e per conoscenza a tutti gli altri Ministri.

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