RIMSA


Cosa è una rete di medici sentinella  ?
Una “Rete di Medici Sentinella” è principalmente una Rete di Medici di Medicina Generale (Mmg) o pediatri di libera scelta (Pls), la cui funzione è quella di monitorare incidenza, prevalenza e progressione di una malattia o di una serie di patologie nel tempo in gruppi di popolazione o in zone geografiche prestabilite. A partire dagli anni ’80 e, nella maggior parte dei casi per iniziativa di Mmg, si sono sviluppate enormemente nel mondo delle reti di medici sentinella con l’obiettivo di seguire, monitorare e studiare l’andamento di alcune patologie, dall’asma bronchiale, al diabete, alle malattie infettive, con particolare attenzione a quelle di natura virale: influenza (in Italia Influnet) , AIDS, ecc.. Molti Paesi le hanno viste nascere e operare: dalla Gran Bretagna alla Svizzera, dalla Nuova Zelanda all’Italia. La rete dei medici sentinella olandese (Dutch Sentinel Practice Network) e la rete dei medici di medicina generale inglese (Royal College of General Practitioners Sentinel Practice Network), entrambe fondate negli anni ’50, sono considerate i primi esempi di gruppi di medici di famiglia collaboranti nella raccolta di dati utili alla ricerca. Già nel 1993 si stimava che esistessero 30 reti di medici sentinella nei Paesi occidentali, ma nelle ultime due decadi il numero si è moltiplicato.

Il termine “medico sentinella”, o meglio “rete di medici sentinella” deriva principalmente dalla funzione di “guardia”  deputata alla tutela della popolazione dai rischi legati alla salute, ma anche da quella di “osservatorio privilegiato” per le istituzioni sanitarie pubbliche.

Tra gli obiettivi che tale rete si propone possiamo ricordare:

  • individuare e monitorare i fattori di rischio accertati e/o sospetti sia a livello di stili di vita sia a livello di situazione ambientale locale abitativa e lavorativa per le patologie oggetto del monitoraggio;
  • stimare i tassi dei principali indicatori epidemiologici e di impatto (incidenza, prevalenza, visite ambulatoriali, ospedalizzazione, sopravvivenza, mortalità) relativi alle malattie di una determinata popolazione;
  • confrontare i dati così acquisiti con quelli ottenuti dai sistemi di sorveglianza routinari attivi e passivi quali il Registro dei Tumori, le schede di dimissione ospedaliera (SDO), gli archivi storici, gli studi ad hoc, ecc.;
  • prevenire gli errori e gestire il rischio clinico (risk management) grazie all’accentramento dei dati, e alla loro elaborazione e discussione all’interno della rete.

Tipicamente l’esistenza della rete permette poi lo sviluppo di iniziative, di collaborazioni e di altre attività con enti istituzionali diversi dalle organizzazioni di medici di famiglia.

Perchè una rete italiana di medici sentinella per l’ambiente (RIMSA)?

La collaborazione tra il settore ambientale e il settore sanitario è fondamentale per proteggere la salute umana dai rischi di un ambiente pericoloso e per creare ambienti fisici e sociali basati sulla promozione della salute. I pericoli per l’ambiente costituiscono un importante determinante della salute; molte condizioni sanitarie sono legate all’ambiente, come l’esposizione all’inquinamento atmosferico e l’impatto del cambiamento climatico, e interagiscono con i determinanti sociali della salute.  Si stima che il 24% delle malattie e il 23% delle morti possano essere attribuiti ai fattori ambientali e che più di un terzo delle patologie nei bambini è dovuto a fattori ambientali modificabili. L’inquinamento di origine ambientale è ubiquitario e capillare, interessa tutta la popolazione e riguarda non solo le patologie neoplastiche, ma  pure la maggioranza delle patologie cronico-degenerative. In un tale contesto la medicina generale diventa un setting privilegiato per poter svolgere un’efficace azione di prevenzione primaria. I Mmg/Pls possono essere in grado di rilevare precocemente e tempestivamente, nello svolgimento della loro attività, anomale frequenze di eventi avversi; inoltre rilevando direttamente le malattie causate dagli inquinanti introdotti nell’ambiente, possono coglierne gli effetti sinergici, mentre l’epidemiologia può indagare uno o pochi agenti nocivi per volta. In particolare, la maggioranza degli indicatori epidemiologici viene raccolta in ambito ospedaliero o specialistico (schede di dimissione ospedaliera, archivi di anatomia e citologia patologica, cartelle cliniche) ed è spesso assente la valutazione sul territorio degli indicatori del burden, della qualità della prestazione e delle eventuali cause ambientali delle patologie riscontrate.

Considerato il forte impatto dell’ambiente sulla salute, nasce quindi l’esigenza di un sistema di sorveglianza in grado di monitorare il quadro epidemiologico sul territorio, basato sull’attività di reporting dei Mmg/Pls, ovviamente con il supporto di un “Centro” che raccolga i dati, li elabori e restituisca i risultati ai medici periferici e alle istituzioni, che hanno il diritto/dovere di essere informate (Assessorati Sanità, Ministero della Salute, Agenzie Regionali della Sanità, ecc.).
Compito dei Medici Sentinella sarà proprio quello di informare i cittadini su rischi e possibili interventi preventivi, supportando inoltre le istituzioni nell’opera di sorveglianza.

La promozione della responsabilità ambientale come obbligo etico del medico

Il Mmg/Pls si occupa di tutti i problemi di salute, non solo di malattie, ma anche di prevenzione e promozione della salute, informazione, educazione, difesa del paziente con un approccio scientifico, integrato e orientato alla comunità. Ha anche la responsabilità della salute della comunità in cui vive e può migliorare lo stato di salute dei pazienti contestualizzato alle criticità locali con un’azione semplice, veloce, poco costosa ed efficace.

Parimenti, lo sottolinea il Codice Deontologico che, nella nuova formulazione, ha voluto ampliare l’articolo 5, dedicato proprio alla “Promozione della salute, ambiente e salute globale”, che ora così recita: “Il medico, nel considerare l’ambiente di vita e di lavoro e i livelli di istruzione e di equità sociale quali determinanti fondamentali della salute individuale e collettiva, collabora all’attuazione di idonee politiche educative, di prevenzione e di contrasto alle disuguaglianze alla salute e promuove l’adozione di stili di vita salubri, informando sui principali fattori di rischio. Il medico, sulla base delle conoscenze disponibili, si adopera per una pertinente comunicazione sull’esposizione e sulla vulnerabilità a fattori di rischio ambientale e favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni”.

Nella Dichiarazione su ambiente e salute – Larnaca 2012, si afferma che“la promozione della responsabilità ambientale tra gli operatori sanitari, pazienti e società intera è uno dei fondamentali obblighi etici dei medici specialisti e di tutti i medici”.

Perchè l’esigenza di un percorso formativo per i futuri medici sentinella?

I professionisti non si dovrebbero limitare ad osservare, ma forti di una cultura, di una dimensione tecnico-scientifica, di un bagaglio di competenze, di una visione etica e civile, dovrebbero impegnarsi in azioni, comportamenti e politiche attive che siano in grado di operare e proteggere al meglio la salute dei cittadini.

Si tratta di far entrare nel patrimonio della medicina, le categorie “ambiente” e “salute pubblica” e di superare il concetto individualistico della cura ad personam per rivolgersi ad una difesa della salute applicata all’intera società. Per giungere a questo il medico dovrà ampliare la propria ottica allargandola dal singolo paziente, all’ambiente in cui esso vive e convive, attaverso una visione globale di interdipendenza e di applicazione uniforme nei confronti delle comunità degli stessi concetti di salute e cura originariamente dedicati al singolo, prescindendo dai fattori sociali, culturali e territoriali fonte di discriminazione.

L’obiettivo del percorso formativo per la creazione della RIMSA è quello di creare un team di professionisti orientati all’uso strategico di informazioni e altre risorse per migliorare la salute pubblica, motivando l’autorità decisionale ad adottare il principio di responsabilità, diventando così il punto di raccordo fra la popolazione e le istituzioni.

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