Romagnoli ( ISDE Umbria): il SSN dopo la pandemia Covid


Pubblicato il 6 Ottobre 2020

Pubblicato un articolo scientifico dal titolo ” Logiche proprietarie, lavoro cognitivo e crisi della forma azienda” a cura del Dott. Carlo Romagnoli, Medico specialista in Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, Esperto in organizzazione, programmazione e valutazione del servizi sanitari e Presidente di ISDE Umbria.

L’articolo è pubblicato dalla rivista scientifica Sistema Salute, monografia ” Il SSN dopo la pandemia Covid 19″ –

Abstract: 

Introduzione: gli impatti della interazione tra Covid 19 e popolazione suscettibile presentano variazioni spaziali inter ed intra statali molto marcate, facendo emergere il ruolo di modificatore di effetto delle politiche sanitarie nazionali e regionali.

Obiettivi: si pone così il problema di esaminare in profondità tali politiche, ricercando: a) su testi di sociologia delle organizzazioni i parametri di progettazione organizzativa in generale e in sanità ed i criteri che hanno ispirato, in base alla teoria del New Public Management, la aziendalizzazione del SSN; b) le interpretazioni di economisti critici che vedono nel ruolo crescente della economia della conoscenza ragioni per il superamento delle logiche proprietarie aziendali.

Metodi: su queste basi è stata analizzata la risposta che il SSN, cosi modificato e per di più regionalizzato, dà alla complessificazione della situazione epidemiologica, alle disuguaglianze nella salute e nell’accesso ai servizi, ai fenomeni corruttivi in sanità ed alla presenza nei propri servizi di lavoratori cognitivi dotati di ampia autonomia professionale.

Risultati: emerge il potente ruolo distorcente delle logiche proprietarie ispirate dal New Public Management che favoriscono tagli ai servizi territoriali, privatizzazioni, chiusura dei processi partecipativi, con effetti di amplificazione della disuguaglianza tra regioni. Particolari problematiche emergono nelle interazioni con il lavoro cognitivo degli operatori sanitari, che determinano conflitti con la governamentalità proprietaria imposta con le aziende, derivante dal ruolo di bene comune della conoscenza e del suo beneficiare dei processi di condivisione propri del metodo scientifico.
Conclusioni: viene sviluppata l’ipotesi per cui la società attuale, basata sull’economia della conoscenza, risenta positivamente del conflitto che il lavoro cognitivo ingaggia con le logiche proprietarie, sia producendo modalità di gestione comune adatte alle caratteristiche specifiche del common conoscenza e quindi utili per riprogettare la sanità, sia contrastando efficacemente le logiche neodarwiniste e negazioniste particolarmente forti tra le elites anglosassoni, sia in quanto produttive di promettenti rotture nell’asfissiante sussunzione reale che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni della economia capitalistica.

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