Sardegna, il no dei Medici per l’ambiente alla sperimentazione del 5G


Pubblicato il 9 Maggio 2019

In Sardegna Cagliari, Noragugume, Pompu e Segariu saranno i laboratori di sperimentazione. ISDE Medici per l’ambiente informa che migliaia di residenti saranno esposti a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate. “Indipendentemente dagli effetti biologici più noti e generali dell’elettromagnetismo ad alta frequenza, non si può negare, alla luce delle evidenze scientifiche già esistenti, che il rischio per la salute dei cittadini esposti è reale e preoccupante”

Sulla sperimentazione della tecnologia 5G, annessa alla telefonia, ISDE Medici per l’ambiente informa che su tutto il territorio italiano milioni di residenti saranno esposti a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate su così ampia scala.

Indipendentemente dagli effetti biologici più noti e generali dell’elettromagnetismo ad alta frequenza, non si può negare, alla luce delle evidenze scientifiche già esistenti, seppur preliminari, che il rischio per la salute dei cittadini esposti è reale e preoccupante.

ISDE Italia, nel rispetto del Principio di Precauzione e del Principio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Health in all policies”, ha ritenuto opportuna la richiesta di due moratorie per l’esecuzione delle “sperimentazioni 5G” su tutto il territorio italiano sino a quando non sia adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario, non siano messe in atto valutazioni preliminari di rischio secondo metodologie codificate e un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari sugli esposti, che dovrebbero in ogni caso essere opportunamente informati dei potenziali rischi nel rispetto della normativa europea.

Cittadini, Sindaci e addetti ai lavori sono invitati a partecipazione al dibattito dell’11 Maggio a Cagliari.

 

fonte: https://www.castedduonline.it/sardegna-il-no-dei-medici-per-lambiente-alla-sperimentazione-del-5g/