#StopOilAirgun – ISDE firma la petizione


Pubblicato il 13 Luglio 2015

Dopo la campagna #stopseadrilling‬, lanciata da Legambiente e sostenuta anche da ISDE – Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ora è pronta a firmare un’altra importante petizione che riguarda il metodo di ricerca degli idrocarburi in mare.

Tutto ruota intorno all’airgun, una tecnica di ispezione dei fondali marini, basata sulla ripetizione di forti spari eseguiti ogni cinque/dieci minuti che inviano delle onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo.

Moltissimi studi scientifici hanno, ormai, dimostrato che il fortissimo rumore provocato dall’airgun, può provocare danni ed alterazioni comportamentali a svariate specie marine, “colpendole” anche se si trovano a diversi chilometri di distanza. Gli spari, infatti, possono causare lesioni  ai pesci come la perdita dell’udito, indispensabile a questi animali per orientarsi, per accoppiarsi e per trovare il cibo. Inoltre, gli studi hanno accertato la connessione tra lo spiaggiamento e le ricerche petrolifere effettuate con la tecnica dell’airgun.

La soluzione proposta da Legambiente è quella di costringere il governo a vietare, una volta per tutte, l’utilizzo di questa tecnica per la ricerca di idrocarburi che non porta vantaggi alla collettività, ma che è a favore esclusivamente delle compagnie petrolifere. Così è partita la petizione #StopOilAirgun che ISDE ha sottoscritto ed invita tutti a firmare per il rispetto dell’ambiente, dei nostri mari e degli animali che lo popolano.

Condividete sulla pagina facebook di ISDE – Italia foto con le orecchie tappate per dire NO all’airgun.

Firma la petizione

Leggi il dossier di Legambiente